UFO nel passato

Raccolta di segnalazioni ufologiche avvenute negli anni passati

Su gentile segnalazione del Sig. Enrico Calzolari, LA SPEZIA (http://www.paleoastronomia.com/)

Autunno 1956


AVVISTAMENTO UFO VICINO AD AVIO (TN)


Eccoci al punto...ritornavo a casa dopo una serata passata a teatro, era circa l'una di notte, stavo guidando la macchina e c'era anche mia madre che sedeva vicino a me. In direzione sud si apre la Valle dell'Adige e ad un certo punto io vedo una massa luminosa che da lontano si dirigeva proprio verso la nostra macchina ingrandendosi sempre di più; era enorme e di un colore molto intenso quasi verde chiaro fosforescente, volava a bassa quota, fino a raggiungere la nostra autovettura, io, incredula e quasi impiettrita non dico nulla a mia madre, ma ad un certo punto le chiedo se anche lei sta vedendo quello che vedevo io. Lei mi da una risposta affermativa...alla fine questa massa enorme va ad atterrare sopra una collinetta appena sopra la strada. In quei momenti io, che guidavo la macchina, sentivo che la stessa non rispondeva ai miei comandi...difficile da spiegare ora !!
La collinetta dell'atterraggio si trova vicina all'avvistamento fatto da Aurora. Quasi fosse destino comune, alcuni anni dopo, sempre con mia madre abbiamo osservato un altro tipo di fenomeno. In quegli anni gestivamo un rifugio in montagna, aperto anche in inverno.
Una mattina, dopo una grande nevicata notturna, arrivando nei pressi del rifugio io e mia madre notiamo in un grande spiazzo a destra dello stesso un grandissimo disegno sulla neve vergine della notte, simile ai cerchi del grano. Come se fosse atterrato qualche cosa e avesse impresso un calco.
Incuriosite saliamo dopo un'ora circa, su una seggiovia che passa proprio sopra, e ci accorgiamo che solo un atterraggio venuto dall'alto poteva aver prodotto quel calco.
Queste due esperienze non le ho mai dimenticate, sapendo che anche mia madre le ha condivise con me !

Su gentile segnalazione del Sig. Enrico Calzolari, LA SPEZIA (http://www.paleoastronomia.com/)

Autunno 1956


AVVISTAMENTO UFO PRESSO ISOLE AZZORRE


Dopo aver preso atto di quanto indicato nell'apertura del Vostro sito, mi pregio inviarVi la testimonianza di avvistamento di UFO da me fatta in Atlantico, presso le Isole Azzorre, nell'autunno del 1956. Sono nato a Lerici (la Spezia) il 15.04.1938. Dopo essermi diplomato all'Istituto Nautico della Spezia, nella Sezione Capitani, nel luglio 1956, e dopo un mese di vacanza, dedicato alla barca a vela, mi imbarcai sulla M/N "Oscar Sinigaglia" dell'armatore lericino Giobatta Bibolini, essendo risultato il migliore nelle votazioni ed avendo così vinto il premio in denaro ed il pronto imbarco messo in palio da questo armatore.
Ero già esperto di navigazione in quanto nel periodo estivo del 1954 e del 1955 avevo navigato sulla M/C "Fiaccola" in Mediterraneo Orientale, in Mar Rosso, Golfo Persico ed Oceano Indiano. Il comandante del "Sinigaglia", certo Beltrami, milanese, preso atto della mia seria preparazione nautica, mi affidò la guardia dalla mezzanotte alle quattro del mattino, essendo il Secondo Ufficiale impegnato come "giornaliero" a fare le paghe dell'equipaggio, in quanto nel frattempo l'armatore era morto e la nave aveva cambiato ragione sociale. Mentre ero di guardia, circa alle due del mattino, avvistai sulla prua della nave una palla rosso fuoco. Dopo essersi fermata in direzione della prora, schizzò velocemente a sinistra, in una direzione ortogonale alla rotta, si fermò, torno indietro, sempre velocemente, si fermò ancora posizionata sulla direzione della prora, schizzò quindi velocemente a destra, secondo una traiettoria sempre ortogonale alla prora. Si fermò, tornò indietro, si posizionò ancora in direzione della prora della nave, quindi schizzò via in direzione della prora stessa, scomparendo. Avevo avuto consegna dal comandante di avvisarlo in caso di anomalie. Mandai il marinaio a chiamarlo, perché aprisse il radar e controllasse se non fossimo finiti in mezzo ad una esercitazione aereo-navale russa o americana. Il comandante salì in plancia, si arrabbiò molto perché nel radar non appariva nulla, se non le isole Azzorre, mi arronzò e minacciò di togliermi dalla guardia se avessi avuto altre allucinazioni. Fui anche condannato a pagar da bere (whiskey) agli ufficiali di coperta. Arrivammo a Newport News e per l'entrata nel fiume venne a bordo il pilota. Era allora usanza sulle navi che il pilota offrisse al comandante il giornale con le ultime notizie. Il comandante si sedette nello sgabello rotante dietro la girobussola per godersi le ultime novità dal mondo. Improvvisamente si alzò in piedi dicendomi: "Calzolari, vieni a leggere qui!". Il pilota rimase un po' sconcertato e fu così necessario spiegargli il perché. Nel giornale era riportato che il Secondo Ufficiale di una nave polacca, giunta in porto qualche giorno prima di noi, non ricordo se due o tre giorni, era stato testimone di un simile avvistamento. Mi fu restituita la credibilità e feci ovviamente pagare agli altri ufficiali di coperta il tradizionale tributo in whiskey. Va detto che l'avvistamento non fu per me traumatico, perché immediatamente catalogato come un fatto di guerra fredda navale. Va detto che nella mia precedente esperienza di navigazione avevo vissuto un evento simile, perché nel rientrare dall'Egeo verso la Sicilia (la petroliera era diretta alla raffineria Rasiom di Augusta) una notte avvistammo, il Secondo Ufficiale ed io, una piccola palla di fuoco che appariva e scompariva ritmicamente, alta nel cielo. Il Secondo mi disse che non aveva visto mai un simile fenomeno nel cielo. Io feci alcuni calcoli di azimuth e di altezza e gli dissi che, per me, era il vulcano Etna che stava lanciando in cielo esplosioni di lava!
Fui preso in giro, in dialetto siciliano (il Secondo era di Riposto). Allora feci una scommessa con lui (il solito whiskey) da verificare non appena il Radiotelegrafista avesse aperta la stazione R.T., fatto che avvenne puntualmente alle cinque del mattino. L'ufficiale R.T., che era di Tortona, rimase un po' stupito della nostra impellente richiesta di aprire con le notizie dell'Agenzia Italia, bofonchiò qualcosa nel suo dialetto, ma lo fece e così potemmo apprendere che nella notte l'Etna aveva iniziato ad eruttare. Ho saputo qualche giorno fa che il comandante Beltrami, di cui all'avvistamento presso le Azzorre, è morto mentre era in visita a Macchu Pichu. L'avvistamento presso le Azzorre, in prossimità dell'isola di Faial, isola con il vulcano Caldera, introduce l'ipotesi che il fenomeno UFO avvenga più facilmente in prossimità di campi di energia emessi dalla Terra, quali appunto vulcani, master faults ecc..
Facendo ricerche in proposito ho notato che nella pubblicazione di Oberto Airaudi "Linee Sincroniche" la linea B passa proprio in mezzo alle Azzorre. Nelle mappa allegata, relativa all'Italia, si nota inoltre una concentrazione di dette linee nel Golfo della Spezia (due provenienti dal Piemonte, una proveniente dalla Venezia Giulia, una proveniente dall'Adriatico) luogo ove nella Seconda Guerra Mondiale i caccia notturni americani venivano contattati dagli UFO, nella forma di palle di fuoco. Ho inserito questi ultimi elementi nell'articolo "Elementi di sincronicità nel Golfo della Spezia?" (http://www.paleoastronomia.com/articoli/shopexd.asp?id=100). Durante una conferenza con un "contattista" ho notato che quando ho citate le Azzorre, è trasalito, ma non ha voluto spiegarmi il perché.

Su gentile segnalazione di Fiorenzo Zampieri zampierifiorenzo@yahoo.it e per concessione dal sito: http://www.nuovaricerca.org/

Il Popolo 02/11/1954

L’INCHIESTA SCIENTIFICA DI UN GIORNALE SVIZZERO

I “dischi volanti” esistono ma sono costruiti dagli uomini
Dal primo “piatto volante” costruito in Francia nel 1932, alle “pulci” e alle armi segrete tedesche – La “botte volante” dell’ingegner Miethe cadde in mani sovietiche nel 1945.
“I dischi volanti sono costruiti da uomini. La costruzione di dischi volanti è possibile e già numerosi brevetti sono stati depositati in diversi Paesi.” Sotto questo titolo, un settimanale svizzero pubblica una grande inchiesta scientifica sui “dischi volanti”. L’articolista passa in rassegna, in particolare, i brevetti sinora esistenti e noti di “dischi volanti” e rivela che il primo brevetto di un “disco volante”, o più esattamente di un “piatto volante”, è stato registrato a Parigi nel 1932. Il primo “disco volante2 sarebbe stato fatto volare a Poitiers (Francia) nell’estate del 1939 e il suo costruttore sarebbe l’ing. Coanda, del genio marittimo francese, inventore dell’aereo a reazione e dell’aereo con le ali a “delta”. Nel 1953 l’ing. Charles Dubeat, di Grenoble, ha proposto la costruzione di un “sostentatore aerodino” a quattro turbine che girano alla velocità di 30.000 giri al minuto e che decolla verticalmente, questo apparecchio non è stato ancora costruito per mancanza di capitali. Ma, nel settembre dello stesso anno, i francesi avrebbero realizzato una specie di “sigaro volante” denominato “Tridente” che avrebbe una velocità doppia di quella del suono, che decollerebbe verticalmente a una velocità di 700 chilometri orari e che raggiungerebbe i novemila metri di altezza in un minuto. Il settimanale rivela inoltre che nel Canada è stato costruito dall’ing. John Frost un “disco volante” denominato “Mantide volante”, il quale, ha raggiunto i 2300 km orari. Sempre lo stesso inventore avrebbe ideato ora la “pulce volante” attualmente in costruzione presso le Officine A.V. Roe, a Malton, vicino Toronto, che dovrebbe raggiungere la velocità di 5000 km all’ora.la “pulce volante” avrebbe tre metri di diametro e sarebbe munita di motori a reazione orientabili che le permetterebbero di decollare verticalmente e compiere virate dai 90 ai 180 gradi. Il giornale svizzero rivela ancora che il 14 febbraio del 1945, a Praga, l’ingegnere tedesco Miethe stava procedendo alla prova di un “disco volante” che avrebbe dovuto essere stato utilizzato per bombardare New York. L’ordigno del Miethe – di cui è confermata l’esistenza attraverso documenti rinvenuti negli archivi della Sezione “armi segrete” del terzo Reich- era di forma rotonda, del diametro di 42 metri. Esso salì a 12.400 metri di quota in tre minuti, alla velocità di 2300 chilometri orari. Nello stesso tempo altri due ingegneri tedeschi stavano provando un “botte volante”vhe raggiunse i 10000 metri di altezza ad una velocità vertiginosa, nel corso di una prova effettuata a Stettino, perdendosi poi in direzione nord. Il prototipo dell’ing. Miethe di Praga cadde nelle mani dell’esercito sovietico. Mentre l’ing. Miethe riusci a rifugiarsi negli Stati Uniti. L’inchiesta del settimanale svizzero conclude affermando. “la soluzione del mistero del “dischi volanti” si trova nelle mani di un ristrettissimo numero di uomini che hanno visto la legge del più pesante e del rapporto delle masse nel campo della fisica e della meccanica: i dischi volanti uccideranno gli aerei. Ormai superati.

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IL POPOLO del 30 ottobre 1954

UNA MINUZIOSA ILLUSTRAZIONE DELL’ORDIGNO PILOTATO DA UOMINI

L’atterraggio dell’aeromobile per un guasto, la sosta a terra sul terreno dell’azienda agricola e la silenziosa partenza – Analizzate dettagliatamente le impronte delle ruote di gomma.
Un "sigaro volante" avrebbe atterrato alcune sere fa all’interno di una azienda agricola italiana nel presso di Tripoli. Secondo i dati raccolti in proposito dal corrispondente dell’ANSA a Tripoli, il colono Carmelo Papotto stava effettuando, nelle prime ore del mattino del 25 ottobre, il suo consueto giro d’ispezione ai guardiani dell’azienda e si stava avvicinando ad una zona arata di recente quando vedeva scendere silenziosamente dal cielo verso terra " qualcosa simile ad una falda di neve". L’oggetto misterioso – ha narrato il Papotto – prendeva terra a poche decine di metri da lui. Si trattava di uno strano apparecchio che presentava la sagoma di una automobile aerodinamica, una coda avente verosimilmente funzioni di timone ed una fusoliera lunga circa sei metri e larga tre. La parte inferiore dell’ordigno appariva costituito da un metallo bianco come alluminio; quella superiore, di un materiale trasparente, era divisa in sezioni. Sul "muso" apparivano dei fori laterali e, al centro, una scaletta esterna. Al Papotto sembrò anche di distinguere sei ruote sulle quali l’apparecchio poggiava, quattro anteriori (a coppie) e due posteriori. Avvicinatosi, il Papotto credette di vedere due tubi a forma di corno disposti sotto ls fusoliera mentre sopra quest’ultima distinse "a prora e a poppa" due antenne assimilabili a due antenne radio. Dalla parte posteriore sporgevano alcuni tubi cilindrici simili a canne di mitragliatrici. Il Papotto (il quale è un lavoratore che dice di non avere mai letto sui giornali le recenti notizie relative ai dischi volanti, anche perchè la stampa arriva con difficoltà nelle campagne e perché i coloni non hanno tempo di leggere) ha assicurato al corrispondente dell’ANSA di aver visto l’apparecchio illuminato a giorno da una luce bianchissima irradiantesi con un alone di circa quattro metri e di aver scorto, all’interno, sei uomini indossanti tute di colore giallastro e con i volti coperti. Di uno solo di essi egli potè vedere il volto : lo strano essere, infatti, dovette scoprirsi il viso "per soffiare in un tubo". Il corrispondente dell’ANSA ha chiesto al colono quale volto avesse lo strano individuo, di che razza fosse e se gli avesse fatto balenare alla mente il concetto di "marziano". Il Papotto ha detto che l’essere aveva un normale volto di uomo.
Il Papotto, riprendendo la sua narrazione, ha detto che si avvicinò all’apparecchio, in preda alla più viva curiosità, e mise piede sulla scaletta per vedere più da vicino, ma subito una violenta scarica elettrica, trasmessagli alla mano al contatto col metallo della scaletta stessa, lo ributtò all’indietro. Subito uno dei membri dello strano equipaggio si mise a gesticolare verso di lui, non in tono di minaccia ma quasi per invitarlo a rimanere fermo. Uno dei suoi compagni si dette poi a smontare una ruota e la rimise quindi a posto premendo un pulsante il quale fece abbassare sulla ruota una specie di cofano. Si trattava, forse, del guasto che aveva costretto l’ordigno ad atterrare. Nel frattempo il colono ebbe occasione di osservare nell’interno alcuni sedili, una specie di apparecchio radio azionato da un uomo munito di cuffia (quest’ultima dotata di alcuni fili) nonche una serie di "cruscotti o quadri.comando". Tutto l’equipaggio appariva indaffarato intorno ai meccanismi interni dell’apparecchio tanto che il colono potè tracciare su un pacchetto di sigarette, che aveva in tasca, uno schizzo approssimativo dell’ordigno. Dopo aver sostato a terra complessivamente per una ventina di minuti, l’aparecchio senza produrre il benchè minimo rumore, si sollevò lentamente verso l’alto, in direzione verticale per una cinquantina di metri. Poi si allontanò ad una velocità vertiginosa verso oriente.
Il corrispondente dell’ANSA a Tripoli ha voluto esaminare il terreno dove si sarebbe verificato lo straordinario atterraggio. Egli ha effettivamente riscontrato impronte di ruote rivestite di gomma. La larghezza della gomma risulta essere di 10 cm con battistrada a sezioni quadrangolari: ogni parallelogramma del battistrada avrebbe un lato di circa 3 cm. Le impronte fanno pensare a quattro ruote presunte anteriori, accoppiate a due a due come nei rimorchi degli autotreni (con distanza assiale tra le due coppie di metri 1, 85 e distanza tra ogni coppia di circa 10 cm). Se ti può interessare si potrebbe aprire una sezione, se già non esiste, riguardante un’ipotesi terrestre dell’origine degli UFO, nella quale io credo abbastanza.
Ho altri articoli del genere e altri ancora verrano proseguendo nella ricerca.

Su gentile segnalazione di Fiorenzo Zampieri zampierifiorenzo@yahoo.it e per concessione dal sito: http://www.nuovaricerca.org/

CORRIERE DELLA SERA 29 Ottobre 1954

I dischi volanti argomento del giorno. E’ ormai quasi impossibile negare la realtà del fenomeno

L’interpretazione dei casi sicuramente accertata è varia: chi pensa a una origine planetaria, chi a segrete macchine volanti terrestri, chi a ignote manifestazioni atmosferiche
Gli articoli che , giorni fa, pubblicammo sulla casuale osservazione di un “disco volante” nel cielo di Linate (17 settembre, ore 19,40) e sulle deduzioni (assolutamente ipotetiche e soggettive) che l’insolito spettacolo aveva ispirato hanno avviato una serrata polemica giornalistica. Autorevoli pareri, così, di astronomi, di progettisti, di cultori d’aerodinamica, di fisici, di aviatori sono apparsi sulle colonne dei giornali e dei settimanali italiani e opinioni altrettanto autorevoli vengono rese pubbliche dalla stampa estera. Oggi non si parla d’altro; la gente sembra più morbosamente incuriosita che spaventata: e se la “tesi” marziana vanta, in definitiva, maggior favore e popolarità ciò parrebbe confermare la sfiducia dell’uomo della strada per i suoi simili capaci sì, di prodigiose invenzioni e scoperte ma fatalmente accompagnate da guai apocalittici. Un “marziano” lo si spera bonario e pacifista. Oggi, però, non vogliamo ribadire la nostra modesta tesi (provenienza terrestre: un missile segreto teleguidato); bensì – dopo accurata indagine – fare il “punto” sull’appassionante problema lasciando che il lettore tragga, dalle notizie raccolte, le sue conclusioni. Ecco in sintesi i motivi essenziali di questa favola troppo moderna. PARERE DI ASTRONOMI – Gli astronomi escludono che si possa trattare di “avanzi” di comete: un bolide per quanto piccolo non muta in breve tempo la sua velocità e la sua traiettoria. escludono la provenienza marziana: Marte è un pianeta in “pensione” del sistema solare. Sebbene Marte sia gratificato di una atmosfera, l’assenza di ossigeno impedirebbe l’evoluzione di esseri ragionanti, capaci. E se così non fosse? Se anche così non fosse, tra Marte e la Terra intercorrono 227 milioni di chilometri: di conseguenza un proiettile di cannone impiegherebbe 10 anni a superare la citata distanza, ammettendo, naturalmente, che il proiettile riesca a sfuggire all’attrazione marziana. Come a suo tempo il professor Armellini, direttore dell’osservatorio astronomico di Roma, gli astronomi avanzano questa ipotesi: forse si tratta di un fenomeno prodotto da grandi bolle d’aria fortemente ionizzate da scariche elettriche globulari. Opinione del celebre professore d’astrofisica Donald Menzel: “i dischi esistono, non ci si può adagiare sulla gratuita convinzione del miraggio collettivo, dell’universale allucinazione”. Pur essendo “di casa” lo scienziato americano ammette che lo studio dell’atmosfera è allo stadio iniziale e che il cielo risulta molto più astruso, complicato, di quanto comunemente si possa immaginare. di conseguenza non è opportuno scartare in modo assoluto la “provenienza” ultraterrena; però, aggiunge assennatamente, bisognerebbe prima provare, e in maniera inconfutabile, che i “dischi” non sono figli dell’ingegno umano. STATISTICA – Una specie di “referendum” ha rivelato che nei Paesi visitati dai “dischi” due persone su tre credono nella loro esistenza. A parte i referti di antiche apparizioni d’oggetti misteriosi nell’aria (relazione dei gesuiti del 1600 ed altre simili del 1800), il “debutto” dei dischi porta la data del giugno 1947. Dal 1947 ad oggi le segnalazioni più o meno valide raggiungono il numero di 18000. Sino al 1950 l’Europa, senza “dischi” si beffava delle notizie provenienti dagli Stati Uniti, invasi dai “dischi”. I “dischi” sono apparsi in Europa” con buona frequenza, nel 1952; cinque anni dopo, dunque, del “debutto” americano. Questo dato di fatto (l’aumento graduale dell’autonomia dei “dischi”) potrebbe illuminare chi volesse approfondire la tesi della provenienza terrestre. MAGGIORI TESTIMONIANZE – E’ ovvio che migliaia di testimonianze vanno considerate nulle, perché persone in buonissima fede, ma non in familiarità col cielo, possono prendere abbagli con estrema facilità. Riferiremo, dunque, solo le testimonianze isolate ma ineccepibili e quelle collettive.
1. Il tenente americano Gorman inseguì per molti minuti un “disco” con il suo apparecchio confermando ciò che, nel giugno 1947, aveva riferito l’aviatore Kenneth Arnold.
2. La tragedia di Mantell: il capitano pilota, durante un volo d’esercitazione, incontrava un “disco” di proporzioni inverosimili, gigantesche. Il “disco” diede la caccia all’apparecchio di Mantell. Il capitano si mise in comunicazione – mercè il radiotelefono di bordo – con la torre di controllo di Fort Knox descrivendo dettagliatamente le fasi della sua avventura. Ad un tratto la voce tacque: l’apparecchio era precipitato. Il pilota fu trovato morto.
3. Un’osservazione compiuta nel 1952, in una zona desertica dell’Africa: il “disco” fu descritto di forma conica, e con diametro superiore ai 100 metri.
4. Le osservazioni compiute dai metereologi di White Sands durante gli esperimenti con le V-2.
5. I piloti Chiles e Whited incapparono, volando, in un “disco” luminoso della lunghezza stimata in 30 metri.
6. L’osservazione similare effettuata dai piloti di un B-29 in crociera sul Golfo del Messico. In tale occasione i “dischi” luminosi vennero captati e controllati da tre schermi radar.
7. Le testimonianze dei piloti in servizio sulle linee civili inglesi che incontrarono i “dischi” sull’Atlantico.
8. Le osservazioni, pressochè concordi a quelle inglesi, compiute dai piloti dell’Air France.
9. Le testimonianze di piloti militari francesi i quali, dopo un esame approfondito, compilarono una relazione su quanto avevano osservato.
10. La testimonianza del colonnello pilota italiano preposto alla stazione radar di Roma.
11. Le due osservazioni compiute dalll’ingegner Nardi, progettista d’areoplani, il 17 settembre (per venti minuti) e il 20 settembre (per diciotto minuti circa).
12. La comunicazione di Radio-Budapest in data 26 ottobre.
13. Le apparizioni, controllate da centinaia di persone simultaneamente, sull’Adriatico e sull’Italia centrale , nel pomeriggio del 26 ottobre.
14. Le segnalazioni recenti in Francia e in Germania.
ORGANIZZAZIONI DI CONTROLLO - La prova maggiormente persuasiva sulla realtà dei fenomeni misteriosi sembra offerta dai provvedimenti presi negli Stati Uniti per controllare e studiare i fenomeni stessi. Dal 1947 è stata costituita in America un’apposita commissione scientifica: ha esaminato più di 200 casi. Inoltre l’A.T.I.C. (Air Technical Intelligence Center) svolge un’attività capillare nel Paese raccogliendo le notizie che riguardano le apparizioni dei “dischi”. Le conclusioni alle quali pervennero le commissioni americane non parvero molto chiare a numerosi critici: e vi fu grossa battaglia sui giornali. Alcuni sostennero che il Governo statunitense amava “minimizzare” per non impressionare la popolazione, altri che il Governo “fingeva” di controllare un fenomeno nato nelle officine segrete dell’America, altri dichiararono che lo stato maggiore degli Stati Uniti era ed è in possesso di alcune parti di un “disco” precipitato. SISTEMA DI PROPULSIONE – I “dischi” non fanno alcun rumore quando balenano in cielo. Questo è uno dei lati inesplicabili del fenomeno. Ma siamo alle solite: tutte le scoperte, le invenzioni vengono forse rivelate? E’ logico rispondere negativamente. Poco tempo fa un breve comunicato americano anninciò che “il primo motore atomico per aerei” (utilizzazione di sodio e grafite) era in fase di realizzazione. Ma sarà proprio il “primo”? e poi, prima di decidere che questi ordigni sono muti, bisognerebbe individuare la loro quota di navigazione e le loro conseguenti dimensioni. Perché se i “dischi” galoppassero oltre i 12, 14 mila metri, asai difficile risulterebbe la percezione del rumore prodotto dal sistema di propulsione ed anche la percezione del tradizionale “fischio” dei caccia a reazione in volo. Morale: ma siccome il sistema di propulsione dei “dischi” risulta sconosciuto, alcuni ribadiscono l’ipotesi di una provenienza siderale. Morale: le conclusioni alle quali, oggi, è possibile addivenire paiono le seguenti:
1. E’ da escludere la “tesi” della universale allucinazione, quindi i “dischi” esistono.
2. La loro origine può essere terrestre: un segreto gelosamente, perfettamente custodito.
3. La frequente apparizione ad oriente non conforta sufficentemente l’opinione che si tratti di ordigni russi.
4. Se terrestri, i “dischi” possono essere americani o russi o inglesi.l’Inghilterra è la più progredita nel campo dell’aeronautica sperimentale d’avanguardia.
5. Non si possono escludere a priori le altre due tesi: mezzi di provenienza ultraterrena (nel qual caso le leggi d’astrofisica ritenute definitive andrebbero in buona parte abrogate); fenomeni atmosferici molto vagamente conosciuti dai più accreditati indagatori.

Maner Lualdi

Su gentile segnalazione di Fiorenzo Zampieri zampierifiorenzo@yahoo.it e per concessione dal sito: http://www.nuovaricerca.org/

CORRIERE DELLA SERA 30 luglio 1952

Scienziati americani a consulto sul mistero dei piatti volanti

Le segnalazioni si moltiplicano intorno a Washington – Primi commenti alle esperienze del prof. Loschi

Da quando, il 24 giugno 1947, un ignoto pilota di un apparecchio privato annunciò di avere visto alti nel cielo, nei pressi di Monte Rainier, nello stato di Washington, degli strani oggetti somiglianti a “piattini”, si è iniziata l’era dei dischi volanti; era che ha i suoi alti e bassi, i suoi momenti di stasi e i suoi momenti di vita intensissima, ricca di novità e di imprevisti. Nessuno probabilmente, cinque anni fa, avrebbe previsto che alti ufficiali delle forze aeree americane, assolutamente incapaci di risolvere il mistero, avrebbero chiamato in ausilio i più eminenti fisici americani e che al Pentagono si sarebbe tenuta una conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti: è quello che è accaduto oggi a Washington, ed è forse uno dei rari casi in cui si sia avuta l’impressione che gli intervistati non ne sapessero poi molto di più degli intervistatori. Infatti tutto quello che ne è venuto fuori è che l’Aeronautica ritiene si tratti di fenomeni naturali. Anche oggi per cinque ore consecutive, e cioè dall’una fin verso le sei a.m., il centro di controllo dell’aviazione civile registrava sui suoi apparecchi radar il passaggio di misteriosi oggetti che viaggiavano ad una velocità tra 160 e 190 chilometri all’ora incrociando in un arco di circa 16 chilometri intorno alla capitale. A un certo momento gli apparecchi radar registrarono da otto a sedici “oggetti” al medesimo tempo. Il pilota di un Constellation in volo sulla zona è stato invitato per radio a controllare la presenza delle strane “cose”, verso le tre di stamane, ma egli ha riferito di non avere visto alcuna luce, nonostante che la visibilità in quel momento si estendesse fino a ventiquattro chilometri. Ma al centro di controllo i radaristi scorgevano nettamente, sui loro schermi, che “quei cosi” sparivano quando il Constellation si avvicinava alla loro zona, per poi ricomparire dopo il passaggio del velivolo. Un’altra strana constatazione è che il pilota di un apparecchio a reazione, la cui velocità di volo è infinitamente superiore, si è dichiarato incapace di raggiungere i misteriosi oggetti. Le autorità militari si affannano ad assicurare che, comunque, il fenomeno non rappresenta un pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti e che è destituita di qualsiasi fondamento la voce circolante con insistenza che si tratterebbe di esperimenti militari americani, forse di missili controllati, su cui si vorrebbe naturalmente mantenere il segreto. Un alto ufficiale dell’aeronautica, di cui si tace il nome, riassumeva così la situazione: “non sappiamo di che cosa si tratti e non siamo noi che vogliamo fare misteri!; e aggiungeva:” pure non potendo escludere in modo assoluto che si tratti di visitatori di un altro Paese o di un altro pianeta, riteniamo piuttosto che siamo in presenza di fenomeni fisici di cui non conosciamo l’origine e che non siamo, quindi, in grado di identificare”. Per rimanere sul terreno dei “fenomeni fisici”, la notizia delle esperienze atomiche svoltesi in Italia e la rettifica del ministro della Difesa Pacciardi vengono riportate con tutto rilievo dalla stampa. Il New York Times fa seguire una corrispondenza di Cortesi dall’articolo esplicatore del redattore scientifico William Lawrence, il quale scrive che la trasformazione degli atomi di idrogeno in elio, generalmente conosciuta col nome di reazione termonucleare, “ha bisogno di temperature così enormi che può essere ottenuta sulla Terra unicamente attraverso la bomba atomica, che genera temperature dell’ordine di 50 milioni di gradi centigradi. Quasiasi contraria asserzione dev’essere accolta dagli scienziati “cum grano salis”. Altri giornali invece osservano che, se pure si tratti di una esplosione in miniatura”, essa dimostra che le ricerche atomiche italiane sono più progredite di quanto non si pensasse. Alcuni scienziati atomici in interviste concesse alla stampa, hanno rilevato poi che, se veramente la sintesi dell’elio dall’idrogeno si fosse ottenuta, sia pure in minime quantità, l’esperimento di Loschi avrebbe una importanza fondamentale per la produzione di energia che accompagnerebbe la sintesi.
Ugo Stille

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Corriere della Sera, 04/04/1950

SECONDO UNA RIVISTA AMERICANA I dischi volanti sono costruiti dalla Marina degli Stati Uniti. Ufficialmente, però, la notizia viene smentita

Il settimanale United States News and World Report afferma oggi che si hanno buone prove per ritenere che i dischi volanti siano veri aeroplani di disegno rivoluzionario, fabbricati dalla Marina americana. L’articolo della U. S. News and World Report afferma inoltre che i primi modelli di dischi volanti vennero costruiti da tecnici del National advisory committee for aeronautics e attribuisce la creazione del primo modello negli Stati Uniti al capo dei servizi tecnici del comitato Charles H. Zimmerman. Si ha la prova – aggiunge il settimanale – che i dischi volanti sono una combinazione tra l’elicottero e l’aeroplano a reazione. “E’ ormai nota – continua il settimanale – anche la località in cui i modelli vennero costruiti. Essi hanno forma ellittica e sono azionati da due motori a pistoni che consentono una velocità di circa 800 chilometri orari: gli apparecchi hanno una velocità di atterraggio di circa 60 chilometri orari e possono sollevrsi quasi verticalmente: il loro diametro misura 32 metri e lo spessore tre metri”. Un portavoce della Marina statunitense – interrogato in merito all’articolo in questione – ha dichiarato che la Marina ha fabbricato soltanto un velivolo di forma approssimativamente circolare, con motore a pistoni, e che tale apparecchio non si è mai levato in volo.

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CORRIERE DELLA SERA 26 marzo 1950

ALTRI DISCHI SONO APPARSI Sul Lago di Garda e ad Addis Abeba. Vana caccia di un pilota americano a un “piatto colorato” nel cielo di Washington

Dopo quello a picco sull’Altissimo altri dischi volanti sarebbero apparsi in altre località del lago. Sulla Riviera del Garda sarebbero stati osservati domenica e oggi lunedì grossi dischi marcianti a grande velocità in direzione est-nord. Una donna abitante a Salò ha detto di aver visto verso le ore 16,15 un disco grosso come la luna piena, che, rimasto fermo per vario tempo si annalzò poi velocemente, scomparendo al suo sguardo.
Informano da Washington che un pilota veterano ha avvistato domeniva un piatto volante entro 40 chilometri dalla città. Bertran A, Totten che è anche impiegato della biblioteca del Congresso, ha dichiarato di aver visto un disco colorato di circa 12 metri di diametro e 3 metri e mezzo di spessore, mentre volteggiava alla periferia della capitale americana. Mr. Totten che è pilota da 8 anni e che è stato ispettore dell’Aviazione ha detto di aver osservato il disco mentre da un’altezza di 1500 metri precipitava roteando fino a 300 metri sotto di lui. “Mi gettai in picchiata – ha raccontato il pilota – ma prima che mi riuscisse di avvicinarlo, il disco saettava improvvisamente verso l’alto sparendo tra le nubi.” Il pilota che ha inseguito il disco ha detto che l’oggetto procede a una velocità di molte centinaia di miglia all’ora. Egli ha dichiarato di non essersi potuto rendere conto della natura del motore, nè di aver potuto osservare il tipo degli strumenti per la direzione del volo. Dietro il piatto volante il pilota ha però notato una scia di vapore, simile a quella diafana lasciata talvolta dagli aerei ad alta quota. Lo strano apparecchio era di metallo colorato e brillava sotto i raggi del sole che passano fra le nubi.
Ad Addis Abeba la popolazione si è riversata ieri nelle strade per osservare un disco volante che è rimasto immobile nel cielo per quattro ore, allontanandosi poi rapidamente.
Larghi dischi che lasciavano una scia fosforescente sono stati avvistati pure a Tangeri e a Rabat. I dischi volavano da est verso ovest.

Su gentile segnalazione di Fiorenzo Zampieri zampierifiorenzo@yahoo.it e per concessione dal sito: http://www.nuovaricerca.org/

CORRIERE DELLA SERA 26 marzo 1950

ALTRI DISCHI VOLANTI IN AUSTRIA, In Portogallo, nel Libano e in Colombia

Due agenti della polizia di Vienna affermano di avere avvistato verso le 22 di ieri sera un disco volante al di sopra della città. Proveniente da ovest, l’apparecchio avrebbe tracciato cerchi al di sopra di Vienna, e sarebbe poi scomparso a grande altezza in direzione est, mutando nel frattempo il proprio colore da argenteo che era inizialmente, in un brillante arancione.
Il capitano Basslouny, pilota egiziano della linea commerciale Misrair, ha riferito di aver visto ieri tre dischi volanti sulla Costa d’Israele, nei pressi di Caifa.
Due dischi volanti, che sprigionavano fiamme verdi e rosse, sono stati visti da numerose persone sorvolare di notte Bogotà.
Dischi volanti sono segnalati anche dal Portogallo. L’impiegato portoghese Praia Roha afferma di aver visto verso le ore 23 della notte tra giovedì e venerdì sulla costa sud-ovest un disco luminoso che si spostava orizzontalmente a grandissima velocità. Il disco, che appariva animato da un moto rotatorio, era luminoso nella sua parte centrale, e rapidamente sparve in direzione dell’Atlantico. Un altro disco è stato visto domenica scorsa verso le 10 all’estremo nord del Portogallo da una insegnante e da suo marito. Questo disco dai riflessi argentei faceva evoluzioni tra i 2000 e 3000 metri, prendendo quota a mezzo di un velocissimo moto rotatorio.
Una fulminea apparizione di dischi volanti sull’Avana ha paralizzato il traffico nella capitale cubana. La folla si è riversata in mezzo alla strada per vederli, e si sono fermati tutti i veicoli, in una clamorosa confusione.

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CORRIERE DELLA SERA 22 marzo 1950

Visti ieri ad occhio nudo centinaia di dischi volanti

Sono apparsi in Italia, nel Portogallo, in America e nel Messico
Una notizia che sta largamente diffondendosi a Jesi è quella dell’apparizione nella zona di un disco volante. Una famiglia di contadini, mentre era intenta ai lavori agricoli, avrebbe visto nel cielo all’altezza di circa 2000 metri un ordigno lucentissimo e immobile. Sembrava, racconta uno dei testimoni oculari, che girasse vorticosamente su se stesso. L’apparizione durò una ventina di secondi, poi il disco si innalzò e scomparve alla vista.
I guardiacoste del Portogallo settentrionale riferiscono di aver visto ieri decine e decine di dischi volanti sorvolare le coste portoghesi in fila e in altre formazioni. Essi affermano che i dischi si muovevano verso ovest “più velocemente delle pallottole traccianti”. Anche numerose persone di Oporto, Lixos e Duoro sostengono di aver visto “globi di fuoco”.
Un pilota di Chicago e una altro delle linee aeree meridionali hanno affermato di aver visto un “disco volante” sopra Stuttgart nell’Arkansas. Il capitano Jack Adams di Memphis ha comunicato per radio che egli ed il pilota G. Andersen hanno visto il disco volante mentre erano sulla rotta fra Rock (Arkansas) e Shreveport (Luisiana). Adams ha dichiarato che il disco è comparso improvvisamente sulla loro rotta a circa trecento metri al di sopra dell’aereo ed è scomparso dalla vista dopo una quarantina di secondi, alla velocità di circa novecento chilometri orari. Secondo le affermazioni di Adams il misterioso disco aveva finestre praticate nella parte inferiore ed una luce alla sommità che occhieggiava rapidamente.
Si segnala infine, da Tuzla-Gutierrez, capitale dello Stato di Chiapas (Messico), il passaggio di oltre 100 dischi volanti. Il cielo della città era letteralmente costellato di dischi argentati che procedevano ad una velocità fantastica, e che due ore più tardi dileguavano in direzione nord-occidentale. Lo spettacolo era perfettamente visibile anche senza binocoli, per cui si dovrebbe escludere, che si sia trattato di psicosi collettiva.

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CORRIERE DELLA SERA 12 marzo 1950

Un misterioso disco volante "visto" stamane presso Damasco.

Lo strano annunzio giunto dal Messico sul ritrovamento di un passeggero morto fra i resti di una "nave spaziale" Molti cominciano a credere che siamo alla vigilia di un’era di "politica interplanetaria" e che i popoli della Terra, dopo essersi dilaniati a vicenda per tanti secoli, dovranno unirsi e far fronte insieme ai pericoli che li minacciano dagli spazi celesti. E’ un’opinione fondata su prove concrete, oppure un’intuizione scientifica o semplice isterismo?. Sta di fatto che non tutti sono più disposti a trattare da visionari quelli che affermano di aver visto passare i famosi "dischi volanti" segnalati la prima volta nell’estate del ’47 e tante altre volte in seguito.
Legittimo scetticismo
Che cosa siano nessuna sa, né da dove vengano. La mente umana però è più pronta che un tempo ad accettare spiegazioni anche fantastiche di questo fenomeno: poiché l’umanità ha già assistito a sviluppi fantastici e incredibili. Oggi la bomba atomica all’idrogeno è capace di annientare in pochi istanti milioni di uomini; e dall’altro lato come compenso la scienza chimica inventa il "cortisone", che promette di prolungare a volontà la vita umana allontanando la vecchiaia. Come rifiutarsi del resto di credere che i dischi volanti siano veicoli partiti da un altro pianeta, se già da un anno esiste in America un laboratorio delle Forze Armate in cui si studia la costruzione di una "nave spaziale" da installare a tre quarti di strada fra la Terra e la Luna? La novità di oggi è che, a bordo di un disco volante, sarebbe stato trovato un uomo; ma non un uomo di questo mondo. I giornali inglesi riferiscono e commentano. la tentazione di farsi beffa dell’intiera faccenda è comprensibile: i commenti tuttavia sono tenuti fra il serio ed il faceto. Ogni buon giornalista, per dovere professionale, deve essere, secondo l’espressione di quassù "hard boiled" ossia cotto come un uovo sodo e deve guardarsi di gabellare per verità le chiacchere delle donnette. Ma sono chiacchere di donnette? Attenzione, attenzione, dicono gli articoli, non cadiamo in una trappola per evitarne un’altra. Ecco perché un foglio londinese, il New Chronicle, intitola la notizia con le parole: "i dischi volanti esistono davvero", avvertendo però subito dopo che "gli esperti continuano a considerarli allucinazioni" e un secondo gioranale, l’Evening News, scrive: "gli scettici possono sorridere, ma la presenza di piccoli uomini a bordo di queste navicelle è un nuovo elemento della situazione". Il Ministero americano della Difesa, ha ripubblicato, in questi giorni, una sua dichiarazione precedente, nella quale diceva di essersi convinto che si tratta di una leggera forma di isterismo collettivo e che i "dischi" segnalati in tante parti degli Stati Uniti sono probabilmente "oggetti comuni" visti in modo storto da gente sovreccitata. Ciò nonostante, riferisce il corrispondente del New Chronicle, un numero crescente di persone favorisce la tesi che da un pianeta più progredito del nostro siano state mandate "navi spaziali" a ispezionare da vicino questa povera Terra. Sappiamo per esperienza che l’opinione pubblica americana si eccita facilmente. una dozzina di anni orsono quel versatile ingegno che è Orson Welles, oggi attore e regista cinematografico, scrisse per la Radio di New York il racconto di una invasione di marziani sulla Terra. Molti che accesero quel giorno la Radio, quando il racconto era già cominciato e perdettero le parole introduttive, credettero di udire il bollettino delle notizie. qualcuno andò a dare l’allarme nei teatri e nei cinema, ne seguì un grosso panico con morti e feriti. La vita di New York fu quasi arrestata per qualche ora. Oggi, che cosa apprende il lettore dai giornali? che una "nave spaziale" è atterrata nel Messico, a poca distanza dalla capitale e che a bordo è stato trovato, purtroppo già cadavere, un ometto alto 58 cm. Il "disco volante" aveva una due motori e una larghezza di 20 metri. Tutto lo scafo è costruito, dicono queste notizie, di un metallo durissimo, sconosciuto sulla terra. Il cadavere dell’ometto è stato imbalsamato; funzionari militari messicani e statunitensi hanno fatto un sopraluogo. Il Nacionale, organo governativo di Città del Messico, rileva il fatto che "non solo i dischi volanti esistono ma sono guidati da esseri nati in un altro mondo". il Ministero della Difesa continua a smentire, ma aggiunge queste curiose parole: "Per il momento la sicurezza degli Stati Uniti non è minacciata. Se questi dischi volanti cominceranno ad atterrare e da essi sbarcheranno ometti con radar impiantati negli orecchi saranno prese le misure del caso".
Strane teorie
Dischi volanti sono stati "visti" nel corso delle ultime settimane in vari luoghi negli Stati Uniti ed in Messico. Sei giornalisti dalla finestra di una redazione di Denver, nel Colorado, ne hanno osservato uno che si è soffermato sopra la città per un quarto d’ora emettendo dalla coda uno sbuffo di vapore. Da Damasco si annuncia stasera che è stato avvistato oggi nel cielo di Raya, presso l’aerodromo di Mezne in Siria, un disco volante proveniente da est. Il disco è sceso a bassa quota sprigionando una colonna di fumo ed ha poi ripreso quota scomparendo verso occidente. Caccia dell’aviazione siriana si sono levati in volo per intercettare il disco, ma non sono riusciti a raggiungerlo. Naturalmente si costruiscono teorie. Qualcuno dice che i dischi provengono da Marte e che quindi Orson Wells fu allora profetico. Qualcuno spiega che la navicella spaziale trovata in Messico si è fracassata nel tentativo di atterraggio, perché il suo pilota non tenne conto della forza di gravità della Terra che è tanto maggiore di quella di Marte; per la stessa ragione se il pilota fosse sceso vivo su questo mondo egli non avrebbe potuto camminare, a meno che i marziani non possiedano una forza muscolare proporzionale a quella delle pulci. Un terzo teorico cerca di spiegare questa improvvisa supposta curiosità dei marziani per il nostro pianeta, azzardando l’ipotesi che essi abbiano registrato le prime esplosioni atomiche e vengano quindi ad avvertirci amorosamente che ci stiamo mettendo sulla via del suicidio. Dopo tutto non sarebbe forse male stabilire rapporti con altri pianeti. tutte le nostre preoccupazioni terrene sarebbero sostituite da un unico timore e da una quasi mistica aspettazione. Di fronte alla necessità di interpretare daccapo il cosmo dimenticheremmo il sipario di ferro e la lotta fra ideologie contrarie. Probabilmente su questa terra saremmo finalmente uniti; perché dopo tutto è solo la paura comune che genera la concordia.

Giorgio Sansa

Su gentile segnalazione di Fiorenzo Zampieri zampierifiorenzo@yahoo.it e per concessione dal sito: http://www.nuovaricerca.org/

CORRIERE DELLA SERA 09 luglio 1947

Un “DISCO VOLANTE” trovato al Nuovo Messico

Altre segnalazioni da Sydney, da Città del Capo e da Londra
Le autorità militari americane sono finalmente riuscite a entrare in possesso di uno dei misteriosi dischi volanti di cui si parla da tanto da alcuni giorni. Il ten. Warren Haught, dell’aeroporto di Roswell, nel Nuovo Messico, ha dichiarato che uno di quegli ordigni cadde la scorsa settimana nei pressi di una fattoria poco fuori dell’abitato di Roswell. Mancando di telefono il fattore depositò il disco in un suo magazzino, in attesa di poterne effettuare personalmente la consegna alla polizia di Roswell. Dopo qualche giorno, lo sceriffo di Roswell, informato del ritrovamento, ne avvisò il Comando dell’aeroporto locale che provvide al ritiro dell’ordigno. Il disco volante, a quanto informa l’U.P., è stato oggi inviato a un non meglio precisato “Quartier Generale delle ricerche” per gli opportuni accertamenti.Il trasporto, per maggior sicurezza, è stato compiuto per mezzo di una superfortezza. Circa l’aspetto e le dimensioni del disco gli ufficiali dell’aeroporto do Roswell si sono rifiutati di fornire particolari di sorta. Gli abitanti del luogo ricordano di aver avvistato diverso giorni orsono, in pieno pomeriggio, una striscia luminosa nettamente visibile sullo sfindo del cielo. Il Dipartimento della Guerra di Washington ha dichiarato tuttavia di non aver notizie del ritrovamento di Roswell e di essersi messo in comunicazione con quell’aeroporto per ottenere ragguagli. Frattanto le segnalazioni di dischi volanti fioccano ormai da ogni parte del mondo. Oggi un dispaccio da Sydney (Australia), riferisce che sei persone nelle ultime ventiquattr’ore, hanno affermato di essere state testimoni del passaggio dei misteriosi meteoriti; una di esse ha precisato l’oggetto lucente e di forma ovale, viaggiava ad una velocità notevole a all’altezza di 3000 metri circa. Dal Sud Africa, e precisamente da Johannesburg, altri due previlegiati si vantano di aver veduto I dischi, che apparivano della grandezza di un disco da fonografa, passare rotando a grande velocità, in formazioni a V, e sparire quindi in nubi di denso fumo. Ma non occorre cercare testimonianze così remote, poichè a breve distanza da Londra, e precisamente sulla spiaggia di Brighton, un albergatore, certo J. H. Vook, ha potuto assistere, quasi in sogno al nuovissimo prodigio. Egli ha narrato all’ Evening News, che verso le 4 di questa mattina si era assopito sulla spiaggia al fianco di sua moglie, quando fu svegliato da un grande bagliore. Si trattava di qualche cosa come la Luna ma di proporzioni maggiori. Eppure, proprio negli Stati Uniti, dove le prime segnalazioni sono state fatte, la cosa viene ora voltata volentieri in burletta, come prova l’idea attribuita a un modellista per cappelli di San Francisco di California, a nome Frank Borel, di creare un copricapo femminile veramente dernier cri, composto di quattro piatti bianchi semivolanti su un basamento a forma di turbante.

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CORRIERE DELLA SERA 08 luglio 1947

Il mistero dei dischi volanti

Arma segreta oppure fenomeno di suggestione collettiva? – Un aviatore americano afferma di avere abbattuto uno degli ordigni
Dall’Oceano Atlantico al Pacifico, dalla frontiera canadese a quella del Messico gli abitanti dei quarantonove Stati della Confederazione americana sono oggi affascinati da un mistero più appassionante di qualsiasi recente caso poliziesco, più strano e sorprendente della ormai famosa storia del mostro di Lochness. Il mistero dei “dischi volanti”. Fatto sta che nei cieli americani stanno girando curiose “cose che volano” e nessuno sa dire cosa siano. L’andare ad avvistare i misteriosi oggetti volanti sembra destinato a raggiungere, come passatempo nazionale, una diffusione che neppure lo “yoyo” raggiunse ai tempi d’oro. Oltre al numero consueto di dilettanti ci si sono messi persino i cinque tra i più veloci e moderni apparecchi da caccia che l’Esercito possieda, ma i buffi “cosi” non si sono fatti intercettare. Si tratta di una nuova misteriosa arma messa in prova dall’Esercito e sfuggita al controllo degli sperimentatori, oppure di un autentico caso di isteria collettiva che ha dato vita a una realtà inesistente? Quando alle redazioni dei giornali si presentarono i primi testimoni a parlare di “oggetti volanti” il consiglio fu quello che si dà agli amici che indulgono in libazioni troppo copiose, cioè di un buon sonno e di una borsa di ghiaccio sulla testa l’indomani: ma da quando si ebbe la prima “visione” ad oggi, il numero dei veggenti è venuto così aumentando che non è stato più possibile scherzarci sopra. Il fenomeno ha raggiunto l’acme proprio il 4 luglio quando una quantità notevole di persone, recatesi in campagna per celebrare allegramente la festa nazionale, ha avuto la sorpresa di imbattersi nei “dischi volanti”. Il primo ad avvertire l’esistenza dei misteriosi oggetti è stato un uomo d’affari, il signor Kenneth Arnold, che viaggiava pilotando il proprio aeroplano. Altre testimonianze variano sulla forma e sulle dimensioni: chi paragonò le cose volanti a pizzelle; chi a piattini sul tipo di sottocoppe; chi riferì l’esistenza al centro di un foro luminoso; chi si limitò a parlare di contorno luminoso. Fatto sta che ormai gli oggetti volanti sono stati avvistati in ben trentotto Stati e gli abitanti dei restanti undici sono ansiosamente a caccia dei dischi per non essere esclusi da tanto previlegio. Lo Stato di Nuova York è stato uno degli ultimi a verificare l’esistenza dei dischi, ma, in compenso, i suoi osservatori, un marito e una moglie di Rochester, poterono riferire che i dischi emettevano un fuoco rosso davanti e si lasciavano dietro una scia di riflessi azzurrastri. Il pilota Vernon Baird ha dichiarato di aver abbattuto un “disco volante” mentre procedeva a rilievi fotogrammetrici nella regione del Montana, vicino a Yellowstone. Il pilota ha descritto il “disco” come un ordigno volante di colore grigioperla, dalla sagoma di un piccolo aeroplano, con una cupola di plexiglas alla sommità. Le teorie riguardo al fenomeno sono state di vario genere. La teoria numero uno afferma che l’Esercito starebbe sperimentando nuovi apparecchi radiocontrollati e che alcuni hanno preso a vagare senza controllo. Le autorità militari hanno smentito: però intanto i giornalisti hanno scoperto che il generale Carl Spaatz, comandante supremo dell’Aviazione degli Stati Uniti si trovava appunto nella località dove i “ dischi volanti” furono avvistati per la prima volta. Spaatz ha dichiarato che era là solo per pescare. La teoria numero due afferma che si tratterebbe di emanazioni radioattive connesse con la produzione dell’energia atomica. Interpellato al telefono il capo della commissione atomica degli Stati Uniti, David Lillenthal, ha detto di no. La teoria numero tre, ovvero la teoria psicologica, è sostenuta da molti psichiatri che liquidano il fenomeno come caso, molto esagerato ma non del tutto impossibile, di isteria collettiva. In tutto questo succedersi di spiegazioni non è neppure mancata la teoria della fine del mondo che ha dato anzi luogo a un episodio di singolare gentilezza. Nello Stato di Oklahoma un certo Solman vide, di notte, parecchi “dischi volanti” girare per circa mezz’ora attorno alla sua casa. Voleva prima dare l’allarme ai vicini, ma poi decise di non farlo. “Se questa – egli ha detto – è, come sembra, la fine del mondo, è molto meglio lasciarli morire mentre dormono felici”

Ugo Stille