Team HWH22 - Sezione Notizie

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QUESTA SETTIMANA


MISTERI
METAFONIA
MISTERI
TECNOLOGIA
MISTERI
UFOLOGIA
   Isla de las munecas, l’isola delle bambole
   La ricerca metafonica continua e trova nuove strade
   Spada Vichinga realizzata con una tecnologia del futuro?
   NASA: Motore Elettromagnetico
   Hoia Baciu, la foresta del diavolo
   Quei ricercatori di vita aliena morti in circostanze misteriose…



01 MISTERI
Isla de las munecas, l’isola delle bambole


Una bambola è qualcosa di talmente comune che difficilmente può suscitare in noi particolari emozioni.
Le bambole offrono compagnia a bambine di ogni età, pur essendo un oggetto di collezione per tantissimi adulti.

Eppure, esistono luoghi al mondo in grado di risvegliare in noi paure inspiegabili e immotivate, inclusa quella per una comunissima bambola: L’isla de las Munecas, l’isola delle bambole, nel distretto di Xochilmoco in Messico, è una piccola isola abitata da bambole inanimate.

Si, avete capito bene, un’intera isola dove vive la più grande colonia di bambole indipendenti della storia. Bambole dall’aspetto tetro e diabolico, a cui la furia degli elementi e il tempo hanno amputato braccia, cavato occhi, corrotto i lineamenti e sfigurato le sembianze.
Isla de las Munecas si presenta al visitatore come una foresta selvaggia e inospitale, fitta di alberi ai rami dei quali penzolano queste inquietanti bambole, simili a tanti bambini selvaggi che fisseranno con i loro occhi spenti ogni vostro passo.

L’autore di questo insolito museo dell’orrore è Don Julian Santana Barrera, un eremita messicano geniale e sociopatico, che sul finire degli anni ’50 decise di impiantarsi sull’isola per adempiere ad una missione.   »»»


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02 METAFONIA
La ricerca metafonica continua e trova nuove strade


Da quando Friedrich Jurgenson, nel 1959,scoprì la possibilità di comunicare con l'Oltre tramite registratori magnetici, la ricerca per perfezionare il metodo di registrazione delle voci elettroniche è andata avanti senza sosta, nel tentativo di mettere a punto un apparecchio che rendesse le comunicazioni fra i due mondi sempre più chiare, semplici e, soprattutto, alla portata di un numero sempre maggiore di persone esperte e meno esperte.

Un passo avanti in tal senso è stato compiuto grazie all'opera del signor Gabriele Mutti, il cui lavoro di ricerca è stato convalidato da importanti articoli apparsi sui giornali specializzati del settore e dall'avallo del fisico nucleare Massimo Corbucci che tanti di voi già conosceranno (una scheda dedicata al professor Corbucci è anche nel mio libro "La scienza che ha dimostrato l'Aldilà").

Gabriele Mutti abita ad Alba, in Piemonte, è un ex VV.UU in pensione, radioamatore dal 1985 con nominativo ministeriale IK1SLO. Il suo obiettivo è cercare di capire il modo di emissione dei cosiddetti “morti” quando comunicano con noi. Ha sperimentato in tutti i modi e “loro” si sono sempre fatti trovare nei suoi strumenti. Conosce i ricercatori Paolo Presi e Daniele Gullà, ed ha sperimentato anche al tavolo con Marcello Bacci. Il “Giornale dei Misteri” lo ha onorato con un bell’articolo (che vi presento subito sotto) scritto da Massimo Corbucci, fisico nucleare e medico, anch’egli radioamatore, autore della “teoria del vuoto quantomeccanico” e contestatore assoluto del C.E.R.N di Ginevra che afferma, secondo lui falsamente, di aver trovato il bosone di Higgs.

La fondazione Bozzano - De Boni di Bologna ha acquisito molti file di registrazione di Gabriele Mutti, con la documentazione in allegato, file che la fondazione metterà a disposizione del ricercatori che ne fossero interessati.
Il metodo di registrazione cui fa riferimento il signor Mutti si basa sulla teoria che le coscienze disincarnate utilizzino il campo magnetico terrestre per comunicare con noi, per incidere su nastro o modulare le onde radio. Partendo da tale assunto, Mutti ha costruito un semplice attrezzo per poter registrare utilizzando non più le onde radio, bensì il puro e semplice campo magnetico terrestre, campo nel quale tutti noi viviamo immersi.

Lo “strumento che ha ideato è un tubo in cartone/plastica del diametro di circa 8 cm, lungo15/20 cm, intorno al quale vengono avvolti una decina di giri di filo elettrico leggermente distanziati, poi i due capi del filo vanno saldati ad uno spinotto da 3.5 ed immessi nell'ingresso audio del pc; si registra per un paio di minuti, si amplifica di circa 40 Db e poi si passa al riascolto. Tutto da sperimentare e provare, dunque. Questa l’immagine del tubo e del "solenoide, l'induttore alla base delle sperimentazioni del sig. Mutti:   »»»


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03 MISTERI
Spada Vichinga realizzata con una tecnologia del futuro?


La Spada vichinga Ulfberht era stata forgiata con un metallo così puro che tale scoperta ha lasciato perplessi gli archeologi. Si pensava che la tecnologia per forgiare tale metallo non era stata ancora inventata se non dopo 800 anni,durante la Rivoluzione Industriale.

Circa 170 di queste Ulfberhts sono state trovate nel corso degli anni, la cui fabbricazione risale tra l'anno 800 e 1.000 dC .Il documentario del National Geographic dal titolo "I segreti della spada vichinga", andato in onda nel 2012, si è soffermato sulla composizione metallurgica della spada enigmatica.

Nel processo di forgiatura del ferro, il minerale deve essere riscaldato a 3000 gradi Fahrenheit per liquefare, permettendo al fabbro di rimuovere le impurità (chiamate "scorie").Il carbonio viene anche mescolato per rendere il fragile ferro della spada molto più forte e resistente . LaTecnologia Medievale non avrebbe mai permesso al ferro di riscaldarsi ad una temperatura così alta, così le scorie sono state rimosse attraverso il martellamento , un metodo molto meno efficace. La Spada Ulfberht, tuttavia, non evidenzia tracce di scorie e ha un contenuto di carbonio tre volte superiore a quello contenuto in altri metalli del tempo.Si pensava che i forni inventati durante la rivoluzione industriale, fossero i primi strumenti in grado di riscaldare il ferro fino ad ottenere una certa temperatura ma non fino a questo punto.   »»»


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04 TECNOLOGIA
NASA: Motore Elettromagnetico


Secondo il forum NasaSpaceFlight, un gruppo di ricercatori NASA del Johnson Space Center, avrebbe testato con successo una unità di propulsione elettromagnetica. In pratica utilizzando magneti per generare microonde elettromagnetiche, e inviandoli attraverso una cavità conica, l'energia elettrica verrebbe trasformata direttamente in spinta.

La scorsa estate, NASA Eagleworks - un gruppo di ricerca sulla propulsione guidata dal dottor Harold "Sonny" WHITE presso il Johnson Space Center (JSC) - ha fatto scalpore in tutta la comunità scientifica, quando ha presentato i risultati di alcuni test, alla ASEE Joint Conference propulsion di Cleveland, Ohio.

Il concetto di una unità EM(elettromagnetica) nasce dall'idea che attraverso delle cavità , delle microonde elettromagnetiche potrebbero trasformarsi direttamente da energia elettrica in spinta senza la necessità di espellere qualsiasi propellente.

Questa mancanza di espulsione del propellente dall'unità è stata accolta con scetticismo iniziale all'interno della comunità scientifica, perché questa mancanza di espulsione non rilascerebbe nulla per bilanciare la variazione della quantità di moto del veicolo spaziale,rendendo improbabile l'accelerazione.
Tuttavia, nel 2010, il Prof. Juan Yang in Cina ha pubblicato la sua ricerca sulla tecnologia del motore EM, che si conclude con uno studio dal quale si evince che effettivamente il motore elettromagnetico , produrrebbe una spinta!   »»»


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05 MISTERI
Hoia Baciu, la foresta del diavolo


Hoia Baciu è una foresta che si trova al confine settentrionale della Romania, alla periferia di quel gioiello policulturale che è il comune di Cluj Napoca, nel cuore della regione della Transilvania, dove il crescente rifiorire di università e scuole non è stato ancora sufficientemente in grado di soppiantare dall’immaginario popolare i ben più celebri castelli stregati, vampiri, non morti, lupi mannari &co.

La città, che ha dato i natali al re Mattia Corvino, colui che ebbe l’ardire di fare suo prigioniero il conte Dracula, al secolo Vlad Tepes, oltre alle strutture didattiche vanta nel proprio territorio splendide costruzioni gotiche e medievali, statue rinascimentali, palazzi balocchi e ultima ma non ultima per importanza, una foresta da brivido che attraverso i secoli sembra aver cambiato diversi proprietari: dal diavolo, ai fantasmi fino ad arrivare agli alieni.

Il mistero di Hoia Baciu
La foresta di Hoia Baciu si estende per 250 ettari alla periferia di Cluj Napoca. Sebbene sia vecchia di oltre due secoli, gli alberi che la rinverdiscono appaiono alla vista giovani e dagli arbusti sottili. Anche la sua storia “conosciuta” è relativamente recente e comincia intorno agli anni sessanta del novecento, quando la foresta ha goduto di una rapida ribalta per via dei fatti inspiegabili che si sarebbero verificati.

Su tutto ciò che riguarda i secoli precedenti aleggia una sorta di velo di mistero che gli abitanti non vogliono o non sono in grado di scalfire.   »»»


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06 UFOLOGIA
Quei ricercatori di vita aliena morti in circostanze misteriose…


Alcuni ricercatori molto attivi nel campo della ricerca sulla vita extraterrestre nel decennio tra il 1970 e il 1980 sono morti in circostanze misteriose. Secondo alcuni investigatori potrebbero essere stati assassinati per insabbiare il frutto delle loro ricerche.

A questa conclusione è giunto Timothy Hood, ex consigliere del governo degli Stati Uniti e astronomo amatoriale, il quale ha divulgato la sua idea in una conferenza internazionale tenutasi ad Amsterdam, dedicata alla ricerca di vita extraterrestre.

Secondo Hood, questa affermazione non riguarda tanto i cacciatori di UFO, ma gli scienziati che hanno dedicato i loro studi alla ricerca di vita extraterrestre intelligente nel cosmo, compresi alcuni astrofisici. L’ex consigliere governativo è giunto a questa conclusione dopo uno studio sull’argomento durato circa 30 anni.

Tra le morti misteriose, bisogna ricordare quella dell’astronomo, scrittore e ricercatore americano Morris K. Jessup, i cui libri sulla vita intelligente extraterrestre sono diventati dei best sellers.

La vicenda che lo vide coinvolto nei fatti del “Philadelphia Experiment” fu archiviata come un caso di suicidio, in quanto Jessup, secondo la ricostruzione ufficiale, mise fine alla sua vita chiudendosi nella sua autovettura, dopo aver collegato un tubo alla marmitta e messo in moto il motore.

Il professor James Edward McDonald, che per molti anni è stato a capo dell’Istituto di Fisica dell’Atmosfera della Terra. Dalla metà degli anni sessanta cominciò ad interessarsi intensamente di ufologia e cercò di promuovere l’interesse della comunità scientifica verso la materia. Egli considerava seriamente l’ipotesi extraterrestre. Fu trovato morto con una pallottola in testa.   »»»


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