Team HWH22 - Sezione Notizie

---- NOTA ----
Tutte le foto e gli articoli sono copyright dei rispettivi autori e sono stati ottenuti da Internet.
Sulla presente pagina, viene riportata solo la prima parte dell'articolo, il quale presegue poi cliccando il relativo link sotto riportato.
Con questa proposta non si intende ovviamente infrangere nessun articolo di Copyright su documenti e immagini.
Nel caso deteniate i diritti sulle immagini pubblicate, riporteremo i links di ciascuna pagina, o cancelleremo tutte le immagini riportate.

Non ci assumiamo la veridicità o meno dei contenuti degli articoli.



QUESTA SETTIMANA


MITOLOGIA
UFOLOGIA
ESOTERISMO
SCIENZA
TECNOLOGIA
SPAZIO
   Cosa distrusse Sodoma e Gomorra?
   Un Ufo sopra una collina ed uno in giardino...
   Sezione Aurea: un numero attraverso i secoli
   La foresta fossile scoperta in Antartide
   Un sensore di movimento per "incastrare" gli extraterrestri
   Osservato in diretta un Fast Radio Burst (FRB), il misterioso segnale dalla provenienza ignota



01 MITOLOGIA
Cosa distrusse Sodoma e Gomorra?


Nell'Antico Testamento si narra della distruzione di Sodoma e di Gomorra, Adamar, Zoar e Zeboim (la cosiddetta Pentapoli) ed altre per un numero complessivo di 13 citta' per opera divina, a causa dell'empietà dei suoi abitanti. Secondo la narrazione biblica le cinque città principali, denominate "città della pianura", erano situate sulla riva del fiume Giordano, a sud di Canaan. La pianura, che sarebbe quindi situata nella zona a nord del Mar Morto, nella Genesi viene paragonata al giardino dell'Eden

Nessuno scienziato ha mai spiegato in modo sufficiente l'esistenza dei tectiti, strani globuli di roccia radioattiva, di aspetto vetroso , che si possono trovare, fra l'altro, in Libano. Secondo una teoria avanzata dal dottor Ralph Stair, dell'Ufficio Nazionale Pesi e Misure degli Stati Uniti, è possibile che i tectiti siano giunti da un pianeta distrutto, i cui frammenti ora orbitano fra Marte e Giove formando una fascia di asteroidi. Un'altra teoria ancora più inquietante è stata proposta da un matematico sovietico , il professor Agrest.

Secondo Agrest, la composizione dei tectiti presuppone l'azione di temperature estremamente elevate oltre a quella della radiazione nucleare. Egli sapeva che nessun ordigno nucleare era stato fatto esplodere di recente nella zona del Mar Morto, ma non si poteva escludere che la conflagrazione fosse successa in epoca biblica.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





02 UFOLOGIA
Un Ufo sopra una collina ed uno in giardino...


Ancora una volta gli ufo protagonisti nel beneventano. Il C.UFO.M. (Centro Ufologico Mediterraneo) ha già in passato divulgato diversi avvistamenti nella provincia sannita, tra cui San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio, Pontelandolfo-Campolattaro e proprio il capoluogo Benevento. Ora è toccato ad Apice dove il team di inquirenti diretto da Angelo Carannante ha indagato su un ufo files di qualità sicuramente elevata, che denota ancora una vola la predilezione degli ufo per la zona.

Per questa incredibile storia ci sarà uno spazio dedicato a Pomezia, nel primo convegno di ufologia che si dipanerà nel corso dell’intera giornata di domenica 29 marzo 2015. E’ accaduto così che il 29 luglio 2014, all’incirca alle ore 23,30, mentre una famiglia di cui erano presenti tre componenti, si godeva la gradevole e serena serata estiva al piano terra della sua villetta in zona di campagna, sulla collina un poco più in alto a circa un centinaio di metri di quota ed a 600 metri da essa compariva un ufo di un arancione sfavillante di forma ovale fermo.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





03 ESOTERISMO
Sezione Aurea: un numero attraverso i secoli


In natura un numero ricorre costantemente: il Numero Aureo, da sempre il canone della bellezza e dell'armonia. Come se tutto l'universo fosse disegnato sulle sue proporzioni.

Tutti noi siamo portati a pensare che la bellezza sia un fatto prettamente soggettivo, un giudizio che cambia da persona a persona. Nonostante ciò, nella natura come nell’arte, si può notare come essa sia stata spesso collegata ad un numero: la Sezione Aurea, o Proporzione Divina, Costante di Fidia, F (lettera greca phi, scelta poichè era anche l’iniziale del nome greco di Fidia).

Essa ha un valore fisso, 1.6180…, e nei diversi campi del sapere rappresenta l’indice dell’armonia e della bellezza ideale.

La scoperta di questo numero è attribuita al periodo Greco e soprattutto alla Scuola Pitagorica, anche se recenti studi hanno evidenziato che probabilmente se ne fece già uso in epoche precedenti, forse in modo involontario, come ad esempio al tempo dei Babilonesi o nell’Antico Egitto.

La natura stessa ci offre molti esempi della presenza del Numero d’Oro: basti pensare alla posizione delle foglie e delle infiorescenze sui rami di numerose piante, disposte in modo tale da non coprirsi l’una con l’altra e di conseguenza non sottrarsi a vicenda la luce del Sole. Infatti, se prendiamo la prima foglia di un ramo e passiamo di foglia in foglia in senso orario o antiorario, il numero di giri che compiremo prima di trovarne una sopra quella di partenza corrisponde sempre ad un numero della sequenza di Fibonacci, spesso correlata alla Sezione Aurea stessa   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





04 SCIENZA
La foresta fossile scoperta in Antartide


È italiana la scoperta fatta al Polo sud il 5 gennaio scorso. Gli scienziati impegnati nella trentesima spedizione del Programma Nazionale Ricerche in Antartide hanno ritrovato un’immensa foresta fossile carbonizzata. Gianluca Cornamusi, Matteo Perrotti, Sonia Sandroni e Franco Talarico sono alcuni dei protagonisti partiti il 27 dicembre che si sono imbattuti in questo scenario a dir poco apocalittico.

La prima importante scoperta si è avuta ad Allan Hills, un rilievo montuoso che confina con il plateau antartico orientale. “Ci siamo divisi per una ricognizione in cerca di rocce, fossili e strutture sedimentarie che potessero testimoniare gli ambienti di 200-300 milioni di anni fa,” scrivono i ricercatori sul blog Geoantartica. In particolare, gli studiosi hanno lavorato sulle ?rocce arenarie che indicano la presenza di “fiumi estremamente ampi dall’andamento impetuoso,” caratteristici di quell’area durante il Permiano-Triassico. Proprio qui sono stati rinvenuti diversi frammenti fossili di tronchi silicizzati immersi nelle arenarie fluviali, alcuni dei quali completamente carbonizzati, altri solo in parte.

Le calotte glaciali non esistevano e l'Antartide era formato da ampie foreste di conifere ed estese aree paludose.

I tronchi fossili e gli elevati livelli di carbone testimoniano che il clima di quest’area antartica, durante il Triassico, era molto differente da quello attuale. Le calotte glaciali non esistevano e l'Antartide era formato da ampie foreste di conifere ed estese aree paludose. E ancora, l’elevato numero di tronchi carbonizzati dimostra che la foresta triassica è stata devastata da grossi incendi.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





05 TECNOLOGIA
Un sensore di movimento per "incastrare" gli extraterrestri


Lo hanno messo a punto i ricercatori del Politecnico federale di Losanna sotto la guida del fisico italiano Giovanni Longo, partendo dal presupposto che il movimento è la vera 'impronta digitale' della vita

ROMA. Un sensore di movimento per incastrare ET. Lo hanno messo a punto i ricercatori del Politecnico federale di Losanna sotto la guida del fisico italiano Giovanni Longo, partendo dal presupposto che il movimento è la vera 'impronta digitale' della vita, mentre la sua firma chimica su mondi alieni potrebbe avere caratteristiche sconosciute sulla Terra e quindi quasi impossibili da identificare.

Descritto sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas), il dispositivo ha già dimostrato la sua efficacia nel rilevare il movimento (e quindi la vitalità) di batteri, lieviti, cellule tumorali, umane e di topo. Montato a bordo di un rover spaziale, potrebbe essere usato per scovare forme di vita extraterrestre, ad esempio nel suolo marziano oppure nei laghi di metano su Titano.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





06 SPAZIO
Osservato in diretta un Fast Radio Burst (FRB), il misterioso segnale dalla provenienza ignota


Sono uno degli eventi più enigmatici dell’universo, si chiamano Fast Radio Burst. Durano quale,millesimo di secondo, non si sa da dove provengano e come si originino e da un qualche tempo stanno dando filo da torcere agli astronomi. Nessuno infatti può prevedere quando apparirà il prossimo lampo radio o in quale costellazione. Gli scienziati pensano si tratti di fenomeni naturali, ma non erano mai riusciti a intercettarne uno in diretta. Ora la prima volta un gruppo internazionale di scienziati coordinato dal Consiglio Nazionale delle ricerche australiano (Csiro), con la collaborazione dell’italiano Andrea Possenti, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) l’ha individuato nel momento stesso della sua emissione.

Pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, la scoperta è stata possibile grazie al radiotelescopio australiano Parkes, dello Csiro. Dalla loro scoperta avvenuta nel 2007, spiega l’Inaf, nessuno aveva mai osservato un lampo radio veloce ‘in diretta’, ovvero nel momento in cui si manifesta.

Questi eventi infatti non sono solo brevissimi ma possono presentarsi senza preavviso in qualunque punto della volta celeste.

Grazie a questa osservazione, fatta appena pochi secondi dopo l’evento, avvenuto il 14 maggio 2014, sono stati subito attivati altri strumenti. In tutto sono stati puntati verso il lampo 12 telescopi, in Australia, California, Isole Canarie, Germania e Hawaii per cercare di indagare l’origine dell’evento, indicato con la sigla FRB140514. Tuttavia, non è stata rivelata alcuna controparte nella banda della luce visibile e nemmeno nel vicino infrarosso, nel vicino ultravioletto e nei raggi X.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE