Team HWH22 - Sezione Notizie

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Archivio anno 2016

QUESTA SETTIMANA


MISTERI
PARANORMALE
MISTERI
UFOLOGIA
TIME TRAVEL
STREGONERIA
   Apollo 8 e l’enigma del “calamaro spaziale”
   La Casa dei Volti di Belmez
   Chiamata dall’aldilà? Uno strano caso nel Cilento che ha portato alla riesumazione del cavadere
   Il problema delle fonti primarie
   La scoperta delle onde gravitazionali rende possibili i viaggi nel tempo
   Albenga, scoperta archeologica: le streghe sono due



01 MISTERI
Apollo 8 e l’enigma del “calamaro spaziale”


L'Apollo 8 ha scattato moltissime fotografie durante la missione, ma a quel tempo non esistevano le macchine digitali. Non vedevano le immagini finchè non tornavano sulla Terra e le sviluppavano. In quella occasione è avvenuto qualcosa di inspiegabile

Dicembre 1968. Al culmine della corsa allo spazio, la missione Apollo 8 ha il compito di raggiungere la Luna e scattare fotografie ad alta risoluzione di possibili siti di atterraggio.

La missione è un successo. La Nasa è ormai certa di poter mandare un uomo sulla Luna prima dell’Unione Sovietica.
Ma quando l’agenzia spaziale sviluppa la pellicola dell’Apollo 8, emerge qualcosa di strano [Immagini disponibili sul sito history.nasa.gov].

«L’Apollo 8 ha scattato moltissime fotografie durante la missione», racconta a Focus Chris Orwoll, storico del volo aerospaziale, «ma a quel tempo non esistevano le macchine digitali. Non vedevano le immagini finchè non tornavano sulla Terra e le sviluppavano. In quella occasione è avvenuto qualcosa di inspiegabile».   »»»


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02 PARANORMALE
La Casa dei Volti di Belmez


di Simone Petrelli

In una stradina secondaria di un paese anonimo della provincia spagnola di Jaén c’è una casa che forse contiene la prova che esistono misteri che vanno al di là - molto al di là - dello scibile. Belmez de la Moraleda conta oggi 3695 anime. Poche attrattive sparse in un territorio modesto, sembra quasi un’eccezione nel rigoglio esuberante della terra andalusa. La Spagna che siamo abituati ad immaginare è un luogo solare, nel quale abita gente allegra e l’esuberanza la fa in un certo senso da padrona. E’ la terra della fiesta e delle forti emozioni. Dei cuntos, delle legendas. E della paura. Senza eccezioni.

Perfino nella placida Belmez. Proprio qui, al numero 5 di calle Rodriguez Acosta c’è il portone dietro il quale abitava Maria Gomez. I paesani che passano di là non trattengono un’occhiata furtiva. Non è paura, piuttosto sembra curiosità. Perché dietro quel portone consumato dal tempo, che lascia trasparire i suoi anni nonostante qualche pietosa verniciatura si sia intestardita a riportarla al suo originario colorito nocciola, c’è la casa del mistero. Là dietro ci sono las caras, i volti di Belmez.

La mattina del 23 agosto 1971, Maria Gomez-Camara entra nella cucina di casa per preparare, come sempre, la colazione per tutta la famiglia. Quasi subito scopre che sul pavimento, vicino al forno da cui normalmente estrae il pane appena cotto, si è formato qualcosa. Forse è solo il sole che filtra dalla finestra. Forse non è che un gioco d’ombra. Forse. O forse no. Sembra altro.   »»»


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03 MISTERI
Chiamata dall’aldilà? Uno strano caso nel Cilento che ha portato alla riesumazione del cavadere


Una telefonata da una bara. Squilla il telefono e il numero è quello del cellulare di un ragazzo morto due giorni fa. Il giovane era stato tumulato assieme ai suoi effetti personali, telefonino compreso. La telefonata, in particolare un messaggino che indicava una chiamata persa, è arrivato ieri pomeriggio sul cellulare del fratello della persona deceduta. Così scatta la richiesta di far riaprire il feretro. Una scena penosa che ha solo permesso di accertare che l’apparecchio era spento. Accade a Sassano, nel Cilento interno.

Il giovane era vittima di un incidente stradale in cui aveva perso la vita assieme alla fidanzata. La morte era arrivata sul colpo avevano accertato i medici. Un fatto di cronaca che aveva scosso la comunità locale: la coppia era stata travolta mercoledì da un’auto guidata da un medico poi risultato positivo all’alcol test.

Dopo il messaggio di ieri pomeriggio sul cellulare, Mario Pippa, il fratello della vittima, Loreto Pippa, detto Lory, 27 anni, non ha potuto che chiedere l’intervento dei carabinieri. Il destinatario della presunta chiamata si è accorto un paio di ore dopo che il telefonino aveva squillato.   »»»


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04 UFOLOGIA
Il problema delle fonti primarie


Una parte consistenza dell’ufologia e dei suoi casi, anche di quelli ritenuti “classici” e maggiormente attendibili, si basa su fonti non primarie o assolutamente parziali, spesso “selezionate” in modo opportuno per supportare al meglio il caso stesso e, più in generale, l’assunto di fondo della presenza di visite dallo spazio. Nella maggioranza dei casi, inoltre, le stesse fonti primarie, quando rintracciate, mostrano una considerevole debolezza nella qualità e nella quantità delle informazioni disponibili, rendendole praticamente di un valore molto limitato ai fini della valutazione dell’evento che riportano.

Uno dei casi internazionali classici conosciuti alla maggior parte degli appassionati di ufologia e’ quello avvenuto nel 1958, in Brasile, a bordo della nave scuola “Almirante Saldanha” della marina (qualcosa di analogo alla nostra “Amerigo Vespucci”). Sebbene fosse stato sempre ritenuto un probabile falso, da sempre, da parte degli ufologi razionalisti (ma anche da buona parte degli organi di stampa brasiliani dell’epoca) e che nel 2010 una parente del fotografo riferì che lo stesso uomo aveva confessato si fosse trattato di un falso, la gran parte dei libri e delle riviste specializzate lo presenta ancora come un esempio di importante avvistamento, con testimoni multipli, corredato da evidenza fotografica e supportato addirittura dall’avvallo della marina brasiliana.

Gli autori di tali libri e riviste hanno semplicemente citato le solite fonti assertive, che avevano isolato (o, nella migliore delle ipotesi, non avevano approfondito il caso con tutte le fonti primarie dell’epoca) le parti dell’episodio che concorrevano a creare un caso classico e ricco di elementi importanti per affermare la realtà dei dischi volanti.   »»»


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05 TIME TRAVEL
La scoperta delle onde gravitazionali rende possibili i viaggi nel tempo


Viaggiare nello spazio e nel tempo, tuffandosi nei buchi neri e sfrecciando all’interno di un cunicolo spaziotemporale, un wormhole come quelli immaginati nel film Interstellar: sembra fantascienza, ma molto probabilmente tutto questo “diventa concepibile” dopo la scoperta delle onde gravitazionali.

«Si apre un mondo per la ricerca. Anzi, si potrebbero aprire più mondi», ha detto Salvatore Capozziello, dell’università Federico II di Napoli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e presidente delle Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (Sigrav).

«Le onde gravitazionali che adesso siamo in grado di intercettare sono direttamente connesse con la struttura degli oggetti che le emettono, vale a dire posso desumere da un’onda gravitazionale le caratteristiche dell’oggetto che la emette», spiega Capozziello.

Diventa possibile costruire una nuova mappa del cielo: finora avevamo solo quella basata sulla luce visibile, o sui raggi X, o sull’infrarosso, e adesso si può costruire la mappa basata sulle onde gravitazionali.

«È appena l’inizio di una lunga storia», ha rilevato Capozziello, «perchè una mappa del genere potrebbe essere fatta di una miriade di oggetti che finora sono stati invisibili. Non solo: finora i buchi neri erano solo oggetti teorici previsti dalla teoria della relatività generale; adesso sono oggetti reali.   »»»


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06 STREGONERIA
Albenga, scoperta archeologica: le streghe sono due


Federica Pelosi (2015)

Albenga - La paura dei morti che ritornano fa nuovamente capolino sulla collina alle spalle di Albenga, capace di raccontare storie che fanno venire la pelle d’oca. È qui, sul monte San Martino, che gli scavi ripresi da un paio di anni nell’area di San Calocero parlano di presenze inquietanti su cui si arrovellano gli archeologi, anche a livello internazionale. Dopo la scoperta dei resti della “strega bambina” – la ragazzina tumulata a faccia in giù, come si faceva con le persone odiate o temute– gli esperti del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma si sono ritrovati davanti a una nuova sepoltura anomala che ha ancora tanto da raccontare.

Si tratta dello scheletro, forse di una donna, che presenta segni di bruciature profonde sul bacino e sul torace, e che è stata poi ricoperta da grossi massi. Come a volerla bloccare a terra per evitare qualsiasi rischio di ritorno in vita, secondo le credenze dell’epoca. I resti sono stati rimossi dalla tomba solo un paio di giorni fa ed è ancora presto per azzardare ipotesi, ma gli archeologi che, tramite gli esami al carbonio 14 hanno fatto risalire la sepoltura della strega bambina al XV secolo, tenderebbero a optare per la medesima collocazione temporale.   »»»


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