Team HWH22 - Sezione Notizie

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SCELTI PER VOI

SCIENZA
ARCHEOLOGIA
MISTERI
MISTERI
UFOLOGIA
ENERGY
   Grazie ad una medusa presto conosceremo il segreto dell’Immortalità
   Un’antica città sotto il limo del Nilo
   Fantasmi e misteri: il caso della Tomba dei Chase
   Pubblicate le Analisi del DNA dei Teschi Allungati di Paracas
   Documenti FBI rilevano l’esistenza di esseri dimensionali che visitano la terra
   In Russia la torre di Tesla abbandonata tra i boschi



01 SCIENZA
Grazie ad una medusa presto conosceremo il segreto dell’Immortalità


Numerosi scienziati stanno cercando in alcuni animali l’elisir della lunga vita.

La medusa Turritopsis dohrnii ( comunemente nota come: medusa immortale http://it.wikipedia.org/wiki/Turritopsis_nutricula ) è nota alla scienza per la sua abilità di rinascere e della sua capacità di tornare allo stato di polipo dopo aver raggiunto la fase di medusa adulta. È l’unico animale conosciuto in grado di tornare completamente ad una fase coloniale sessualmente immatura, dopo aver raggiunto la maturità sessuale come individuo solitario.

La medusa ringiovanisce nel momento in cui avverte un cambiamento significativo della temperatura e della salinità dell’acqua o se viene tagliata in più parti ( ogni frammento è in grado di generare na nuova colonia di polipi)

da Wikipedia.org :
” La maggior parte delle specie di meduse ha una durata di vita relativamente fissa, che, a seconda della specie, varia da alcune ore a molti mesi. La medusa di T. Nutricula è l’unica forma nota per aver sviluppato la capacità di ritornare ad uno stato di polipo, attraverso un processo di transdifferenziazione che richiede la presenza di alcuni tipi di cellule (dal tessuto della superficie della campana e del sistema dei canali circolatori). Queste subiscono una sorta di regressione ad una fase totipotente, dalla quale poi possono moltiplicarsi e differenziarsi in cellule diverse. “
Sembra che ” l’interruttore genetico” che attiva questo meccanismo risieda nei microRNA, microspopici frammenti che regolano i comportamenti dei geni del Dna.
Tale studio non viene sottovalutato dalla comunità scientifica, dal momento che microRNA siano fondamnetali nella genesi dei tumori umani. L’anno scorso, i ricercatori dell‘università tedesca di Kiel hanno individuato nell’Idra ( un invertebrato presente sui fondali marini in grado di riprodursi infinitamente) l’interruttore della giovinezza: si tratta del gene FoxO, presente in tutti le specie animali, tra cui l’uomo, che regola proprio l’attività del microRNA.

Tale gene era noto da tempo ma non si era a conoscenza del fatto che la sua attività influisse in modo così significativo sul mantenimento delle cellule staminali e che potesse alterare il sistema immunitario, prima difesa dell’organismo dagli acciacchi dell’invecchiamento.   »»»


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02 ARCHEOLOGIA
Un’antica città sotto il limo del Nilo


Un team di archeologi coordinato dal Centro Archeologico Italiano-egiziano, con le Università di Padova e Siena ed in collaborazione con il ministero dell’Antichità egiziane, ha scoperto i resti di una città sepolta sotto il limo del Nilo nella regione di Beheira. Il progetto sotto la direzione del professor Mohamed Kenawi, Cristina Mondin, Giorgia Marchiori e con la direzione scientifica dei Prof. E. Papi e P. Zanovello, è stata finanziata in parte dal National Geographic/Waitt grants program.

La campagna di ricerca si è svolta a circa 25 km a sud della città di Rosetta, la città dove venne rinvenuta la celebre “stele” che ha permesso di decifrare l’antica lingua egiziana, e 16 km a nord di Damanhur (Hermopolis Parva), nell’area archeologica di Kom Wasit.

La zona è stata inizialmente esaminata da un gruppo di geofisici e successivamente è stato fatto un intenso lavoro di topografia con il supporto di un drone; queste analisi hanno permesso di individuare numerose anomalie. Un sondaggio di scavo ha confermato che le anomalie erano gli edifici antichi. Una città completa si trova quindi sotto il limo del Nilo.

In particolare, con la magnetometria, è stato rilevato un grande edificio rettangolare le cui dimensioni (115 x 40 m), confermate dallo scavo, inducono a ritenere che potesse avere fini amministrativi o religiosi. Le foto con il drone e la mappatura topografica dimostrano inoltre che la città aveva due diversi orientamenti, che testimoniano almeno due diverse fasi di vita. La più antica sembra databile all’epoca tardo-faraonica / ellenistica; mentre quella più recente al periodo tardo ellenistico / prima epoca romana.   »»»


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03 MISTERI
Fantasmi e misteri: il caso della Tomba dei Chase


Di SABRINA PIERAGOSTINI

Spiriti irrequieti, anime in pena, insomma: fantasmi. Da secoli, questo genere di racconti affascina e spaventa. Spesso, ad essere ritenuti infestati sono proprio i luoghi destinati all’ eterno riposo, i cimiteri. Come quello della Chiesa Parrocchiale di Cristo, nel villaggio di Oistin, alle Barbados. In questo camposanto coloniale affacciato sul mar delle Antille, con le lapidi sparse nel verde secondo la tradizione anglosassone, viene tramandata una lugubre storia che coinvolge un’intera famiglia e la sua tomba.



La cappella, edificata nella prima metà del ‘700, all’ inizio del XIX secolo venne acquistata da un proprietario terriero dalla fama sinistra, il colonnello Thomas Chase, padre severissimo e padrone crudele con i suoi schiavi. L’edificio funebre, costruito con blocchi di corallo e cemento, chiuso con una pesantissima porta di marmo che solo 6 uomini potevano rimuovere, sprofondava per qualche metro nel terreno, dove era stata scavata la cripta destinata ad accogliere i defunti. Come Thomasina Goddard, che venne seppellita lì sotto nella sua semplice bara di legno e che il nuovo proprietario decise di non sfrattare.

Nel 1808, il colonnello perse una figlia in tenera età di nome Mary-Anne. La bimba venne tumulata nella tomba di famiglia, in una bara di piombo. Solo quattro anni dopo, la seguì la sorella maggiore Dorcas. Secondo quanto riferito, la ragazzina, vittima di abusi e di prepotenze da parte del genitore, si era lasciata morire di inedia – oggi forse diremmo che era morta di anoressia. Un mese dopo, morì anche il padre-padrone, a quanto pare suicida, e anche lui venne sepolto accanto alle figlie, nella cripta, in un feretro metallico estremamente pesante che 8 robusti uomini faticarono a trasportare.

Ed è a questo punto che la vicenda si fa bizzarra. Secondo i resoconti dell’epoca, nel collocare all’interno della cappella funebre i resti del colonnello Chase, i presenti si accorsero che le bare delle figlie erano state spostate: quella di Dorcas si trovava ritta in piedi contro una parete, capovolta, e anche quella della sorella era appoggiata ad un muro. I corpi però non erano stati danneggiati e non mancava nulla. Pensando fosse opera di un vandalo, dopo aver rimesso tutto in ordine ed aver deposto sul pavimento anche la cassa del colonnello, i famigliari ordinarono che la porta di marmo fosse sigillata con maggior cura per evitare altre manomissioni.   »»»


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04 MISTERI
Pubblicate le Analisi del DNA dei Teschi Allungati di Paracas


L’archeologo peruviano, Julio Tello, fece, nel lontano 1928, una scoperta sorprendente: un cimitero enorme contenente tombe piene di resti di individui con i più grandi crani allungati presenti in tutto il mondo, i così detti: ‘Teschi di PARACAS‘.

In totale, Tello trovò oltre 300 di questi crani allungati, che si ritiene risalgano a circa 3.000 anni fa.

Sono state condotte le analisi del DNA su uno dei teschi e l’esperto Brien Foerster, ha rilasciato le prime informazioni riguardanti questi teschi enigmatici.

E’ ben noto che la maggior parte dei crani allungati sono il risultato di una deformazione cranica, in cui il cranio è intenzionalmente deformato applicando forza, per un lungo periodo di tempo, sulla testa. Di solito è realizzata legando la testa fra due pezzi di legno o rilegando la testa con della tela.

Tuttavia, mentre la deformazione cranica cambia la forma del cranio, non altera il suo volume, peso o altre caratteristiche che sono peculiari di un teschio umano normale. I teschi Paracas, però, sono diversi.

Il volume cranico è fino al 25% più grande e il 60% più pesante dei teschi umani tradizionali, nel senso che non avrebbero potuto essere intenzionalmente deformati.   »»»


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05 UFOLOGIA
Documenti FBI rilevano l’esistenza di esseri dimensionali che visitano la terra


Nel sito web del FBI, sono postati alcuni documenti, da poco desecretati, dove viene rivelata l’esistenza di giganti esseri dimensionali che stanno visitando la Terra.

Tra questi documenti, c’è un memorandum, indirizzato a scienziati e autorità militari, dove vengono informati che questi giganti esseri interdimensionali che stanno visitando la Terra, non vengono da nessun pianeta ma, addirittura, da un’altra dimensione!http://vault.fbi.gov/UFO/UFO%20Part%201%20of%2016/view



A pagina 22, il suddetto memorandum, continua dicendo che:“Una situazione molto grave può svilupparsi in qualsiasi momento, per quanto riguarda i dischi volanti. Se uno di questi dovrebbe essere attaccato, il piano di attacco sarà quasi certamente distrutto. Nella mente del pubblico ciò potrebbe creare panico e sospetto internazionale. I principali dati relativi a queste imbarcazioni, sono ora a portata di mano e devono essere offerti, non importa quanto questi siano fantastici ed incomprensibili, alle menti non precedentemente istruite su questo tipo di materia.”


Parte della Navicella (avvistata) aveva dei passeggeri, l’altra (parte) era sotto controllo remoto (telecomando).
La missione è pacifica. I “visitatori” pianificano di rimanere sul pianeta.
I “visitatori” sono come gli esseri umani, ma molto più grandi dimensioni (altezza).
Non incarnano terrestri, ma provengono da un loro “proprio mondo”.
Non vengono da “nessun altro pianeta”, come noi credevamo, ma da un “Mondo Etereo”, che compenetra con il nostro senza che noi lo percepissimo.
I corpi dei visitatori, compreso le loro navi, si materializzano entrando in vibrazione con la materia densa della Terra.
I dischi (navicelle) hanno raggi di energia radiante che possono facilmente disintegrare qualsiasi “nave” e, rientrando nel loro campo eterico, possono semplicemente scomparire dalla nostra vista senza lasciare traccia alcuna.   »»»


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06 ENERGY
In Russia la torre di Tesla abbandonata tra i boschi


IN UNA FORESTA NEI PRESSI DI MOSCA SI NOTA LA TESLA TOWER. Questa “macchina per i fulmini” di epoca sovietica ha una capacità pari probabilmente a tutta la produzione di energia elettrica della Russia. Curiosi si affollano per vedere questa meraviglia tecnica, che è stata ribattezzata la “High Voltage Marx and Tesla Generators Research Facility.” la macchina è un ramo del Russian Electrical Engineering Institute, è si trova nella isolata cittadina di Istra, 40 km a ovest di Mosca . E ‘situato in una zona della foresta vicino al monastero di Nuova Gerusalemme ai margini della città. Il dispositivo di prova segreta ad alta tensione è stato costruito alla fine del 1970 per isolatori di prova, per proteggere i veicoli, aeromobili e apparecchiature elettroniche contro i fulmini. La struttura è assolutamente unica; nulla di simile esiste in tutto il mondo, principalmente a causa della sua capacità di carica eccezionale. Alla sua capacità operativa di picco il generatore( chiamato Marx) , quando un fulmine si scarica su una piattaforma isolata, ha il potere uguale a tutti gli impianti di generazione di energia in Russia, tra termoelettrico, idroelettrico, nucleare, solare e centrali eoliche combinati. Ma solo per circa 100 microsecondi.

TORRE TESLA-RUSSIAIL GENERATORE E’ STATO CHIAMATO MARX dopo che l’ingegnere elettrico tedesco Erwin Otto Marx, la descrisse nel 1924. In Russia è conosciuto come il generatore Arkadyev-Marx, come il fisico russo Vladimir Arkadyev e il suo collaboratore, rinomato scienziato Nikolay Baklin.La “macchina fulmine,” Istra senza precedenti nella sua capacità di scarico, composto da 3 Megawatt trasformatore capacità cascata; un Megawatt impulsi di tensione del generatore 9 (PVG), che misura 39,3 metri di altezza, in grado di creare 150 metri di illuminazione artificiale, che si ritiene essere il più grande al mondo; ed una unità di tensione costante 2,25 Megawatt. “Dio solo sa come questo ragazzo rimase vivo e non è stato colpito da una scarica”, ha detto Vladimir Sysoev, un operaio di ricerca leader presso la struttura. Il banco prova emette un lampo di capacità su una speciale piattaforma fortemente isolata, su cui è posto un dispositivo o un materiale in prova. La piattaforma è piena di sensori che mostrano come esattamente la scarica elettrica ha colpito l’oggetto testato.   »»»


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