Archivio News Maggio 2003 [14f]
I PRIMI CASI UFOLOGICI DI TELETRASPORTO UFOLOGICO NELLE AMERICHE.

NicoConti
La nostra rassegna sui primi casi di teletrasporto ufologico inizia con un caso dell'Arkansas, avvenuto nel 1958 che viene citato dal para-ufologo John A. Keel, che offre caratteristiche più collegate al mondo della parapsicologia che a quello dell'ufologia, ma che potrebbe proprio per questo dare spunti di riflessione nel proseguimento della lettura del presente dossier. USA 1958. Una notte non meglio specificata di quel 1958, un conducente di camion di nome R.D. Smallridge, sta tranquillamente guidando da Hardy (in Arkansas) a Menphis (in Tennessee). Si ferma in una locanda a bere una tazza di caffè presso Black Rock, ed entrando da un'occhiata veloce all'orologio constatando che sono le due del mattino. Beve il suo caffè per poi riprendere il viaggio fino alla tappa successiva a 60 miglia, anche se in effetti successivamente non ricorda di aver mai raggiunto l'autostrada. Quando entra infine in un piccolo ristorante, guarda nuovamente l'orologio e resta impietrito poiché sono le 2.15. Avrebbe fatto 60 miglia in 15 minuti ad una velocità evidentemente impossibile di 450 miglia all'ora. Dopo lo strano viaggio Smallridge viene coinvolto in altrettanti misteriosi avvenimenti (di cui però Keel non ci da informazione). Ben presto Smallridge abbandona il mestiere di camionista, per divenire predicatore in giro per gli Stati Uniti. Una sera chiuso il libro che sta leggendo, decide di mettersi a dormire, non prima di aver dato un'occhiata alla pendola che segna mezzanotte e cinque minuti. All'improvviso una "limpida luce blu" si materializza nella stanza e non appena viene sfiorato, sente la stanza sprofondare sotto i suoi piedi, per ritrovarsi in un altro luogo in mezzo ad un gruppo di "umanoidi", che conversano tra loro in una lingua sconosciuta, che però lui riesce stranamente a capire. In breve gli viene riferito della futura morte di Martin Luther King e del senatore Robert Kennedy. Dopo quelle che sembrano essere un paio di ore passate con gli "umanoidi" Smallridge viene trasferito a gran velocità nella sua stanzetta in California. L'orologio a pendolo segna sempre la stessa ora, ovvero le 12.05. Apporto parapsicologico, proiezioni astrali, esperienze simultanee, distorsione e distensione temporale sono i termini che Keel usa per spiegare l'accaduto del testimone (1 pp.259-263). DUE CASI IN USA 1966/67 SENZA UFO. Nel 24 Agosto del 1966, un poliziotto Chester Archey, sparisce mentre è sulla sua auto in direzione di Philadelphia. Un testimone lo vede sparire davanti ai sui occhi. Poco dopo egli riappare a Pennsauken, New Jersey. Avendo in qualche modo percorso 100 chilometri, senza spiegazione sul come e perchè. Il 22 Agosto del 1967 un giovane diciannovenne Bruce Burkan era in spiaggia con la sua fidanzata, a Ashbury Park, New Jersey. La richiama perchè ha bisogno di alcune monete da mettere nel parchimetro...poi se ne va e ...sparisce. Riappare solo il 24 Ottobre, con addosso abiti che non sono i suoi, ad una stazione di autobus, cn solo sette centesimi di dollaro in tasca. Un poliziotto lo nota e òlo porta con se in centrale. Dopo averlo ascoltato suppongono che il ragazzo soffra di amnesia. Identificcano il ragazzo ma non riescono a capire le ragioni della sua scomparsa. L'ufologo Chris Aubeck, venuto a conoscenza dei due fatti suppone che essi non siano stati riportati correttamente. Ad onor del vero la descrizione è assai scarsa per qualsiasi giudizio. (Fonte Chris Aubeck sulla Mailing List ; comunicazione e-mail di Luis R. Gonzalez Manso a Nico Conti, 2002) ARGENTINA 1959. Molti ufologi comunque presentano come primo caso di teletrasporto-ufo un fatto dato come avvenuto in Argentina nel 1959, dove un non meglio precisato uomo d'affari fu trasportato da una "massa nebulosa" a mille chilometri di distanza da Bahia Blanca (2 pp. 17 e 18). Altri autori, come ad esempio Alberto Perego, accennano molto probabilmente allo stesso caso ma ponendolo come avvenuto nel gennaio del 1960, dove "un uomo d'affari al volante della sua automobile, era stato fermato da una misteriosa luce a pochi chilometri dalla città di Baia Blanca". L'uomo parcheggiata l'auto aveva perso conoscenza per ritrovarsi su un prato a Salta, nelle Ande a 1600 km. di distanza (3 p. 189). Poco altro ho ritrovato del presente caso nei libri italiani : Roberto Pinotti ad esempio parla anche lui di un uomo d'affari argentino, senza indicarne il nome, sempre di Bahia Blanca, ma senza neanche accennare a luci misteriose. Siamo sempre genericamente nel 1959 quando il testimone si trova "improvvisamente davanti ad una massa nebulosa" che lo avviluppa. Accenna in aggiunta che da quel momento ogni facoltà mnemonica del testimone si arresta, e che ripresa coscienza una mezz'ora dopo circa, si ritrova solo, senza auto, in una strada in aperta campagna. Un camionista di passaggio lo informa che si trova a Salta, ad oltre 1000 chilometri di distanza da Bahia Blanca. La polizia di quest'ultima città viene avvertita telefonicamente da quella di Salta, e finisce per ritrovare l'auto del testimone nel punto che asseriva di aver scorto la "massa nebulosa". E' ferma al bordo della strada ed ha il motore ancora acceso (4 p.142). L' ignoto uomo d'affari avrebbe accusato in conseguenza dei fatti "fitte dolorose al torace e senso di nausea". (4 p.143) Dello stesso caso parla anche John A. Keel, nel suo libro "Our haunted Planet" citando come fonte il giornale "Diario de Cordoba" dove un "noto uomo d'affari argentino avrebbe sofferto una strana distorsione dello spazio e del tempo". Il testimone entra nella sua macchina nuova nella città argentina di Bahia Blanca, parte dal suo hotel, quando una "strana nuvola" avviluppa la sua auto. La cosa successiva che infine ricorda è di ritrovarsi solo in una zona desertica della campagna. Un camionista di passaggio prima lo scambia per un folle poi gli spiega che è a Salta. Accompagnato alla stazione di polizia, quest' ultima chiama al telefono ed ha conferma che l'auto è ancora davanti all'hotel con il motore acceso... concludendo che nei pochi minuti trascorsi sarebbe stato trasportato a migliaia di chilometri. J. Keel insieme a questo caso cita anche il Caso dei coniugi Vidal di cui parliamo più ampiamente in un articolo a parte del presente dossier. Questi eventi sono per J. Keel la riprova del fatto che Bahia Blanca sarebbe una "Window area" (una zona finestra) per tutti questi strani fenomeni dove i testimoni affermano di aver fatto centinaia di miglia, in un periodo di tempo estremamente breve. E' l'occasione per J. Keel di citare anche diversi casi di sparizioni misteriose, in varie parti del mondo, con particolare riferimento a bambini in Brasile, e ad altri casi oramai divenuti storici di questa "forza che ha trasportato" i testimoni (5 pp. 200-205). E' interessante notare come i fatti riportati dalle tre versioni date del caso sembrano più basati su notizie di seconda mano e giornalistiche che su una reale indagine ufologica, ma vedremo che la storia del "primo" caso è anche più complessa. Considerato poi l'epilogo che subirà il caso Vidal, è altrettanto interessante constatare la forte similitudine tra il nostro primo caso del 1959 e quello successivo dei coniugi Vidal e non sarebbe strano scoprire che il cineasta Uset (che pare essere stato l'artefice dell'invenzione del caso Vidal) conoscesse il caso di Bahia Blanca, per averlo letto sui giornali, e a questo si fosse ispirato. Si ha inoltre l'impressione che molta della divulgazione di certa casistica ufologica, con particolare riferimento ai casi che qui stiamo trattando, sia dipesa dalla popolarità in ambito ufologico della rivista anglofona Flying Saucer Review. Il ruolo svolto dalla stessa FSR nell'amplificare rumori e ufolore dal continente sud-americano per poi rimbalzare da noi tali informazioni, sarebbe un'interessante tematica di indagine storica più approfondita. Scrivendo di teleportation l'ufologo P. L. Sani, riporterà anche lui come primo caso proprio la succitata notizia dei fatti accaduti all'uomo d'affari di Bahia Blanca, precisando infatti come propria fonte primaria la Flying Saucer Review (nr. 2/1965 pp. 14-15). Ricordandoci che il fatto fu riferito solo sulla scorta di un ritaglio del quotidiano argentino "Diario Di Cordoba", inviato dal proprio corrispondente argentino Oscar Galindez alla rivista. A suo dire la censura, presto calata sull'episodio, avrebbe impedito di reperire i dati mancanti. Nonostante questa assoluta mancanza di verifiche P.L. Sani non nega a priori la veridicità del fatto (6 p.13). Notiamo che Oscar Galindez sia nel 1965 per questo primo caso, che nel 1968 per il caso Vidal, spiegherà sempre nell'identico modo la quasi totale mancanza di dettagli di entrambi gli avvenimenti: ovvero il cover-up operato dalla censura governativa. A complicare maggiormente le cose P.L. Sani ci fornisce anche un'altra versione dei fatti, a suo stesso dire "forse un po' romanzata". Questa versione dell'episodio "Bahia Blanca" fu pubblicata dalla rivista "Spazio", diretta da Maner Lualdi, nel 1960. L'autore dell'articolo Manuel Jaregui Diaz, riferisce , senza indicare alcuna fonte diversi elementi aggiuntivi: A) l'episodio sarebbe avvenuto in estate; B) la macchina sarebbe stata avviluppata, più che da una nube, da una "luce accecante" di colore violacea; C) l'automobile sarebbe stata già in movimento, ed a velocità piena, al momento dell' incidente tanto che il protagonista avrebbe dovuto frenare bruscamente, e le tracce della frenata sarebbero state effettivamente rilevate dalla polizia di Bahia Blanca; D) al suo risveglio presso Salta, il protagonista avrebbe accusato un vivo malessere, sotto forma di fitte dolorose al petto e alla schiena, e senso di nausea; E) l'intervallo di tempo tra la perdita di conoscenza a Bahia Blanca ed il risveglio a Salta sarebbe stato di circa mezz'ora; pertanto il "telespostamento" su una distanza di circa 1300 Km. sarebbe avvenuto ad una velocità si circa 2600-3000 Km all'ora; f) le autorità di Bahia Blanca, avrebbero fatto rientrare il protagonista da Salta per via aerea, Dopo un nuovo interrogatorio, l'uomo sarebbe stato consegnato alle autorità militari che, esaurita la propria inchiesta, lo avrebbero inviato sotto scorta a Buenos Aires. A questo punto sarebbe calata la onnipresente censura, tuttavia secondo "indiscrezioni" l'uomo avrebbe raggiunto gli Stati Uniti, per essere sottoposto ad interrogatorio da parte di varie quanto generiche "commissioni". P. L. Sani riporta inoltre una discrepanza fra le due versioni di F.S.R. e Spazio. Per F.S.R. i fatti si sarebbero svolti il mattino, dopo che il protagonista aveva passato la notte in albergo, mentre per Spazio l'episodio sarebbe accaduto in piena notte tra le 22,30 e le 24,00, dopo una breve sosta di non più di due ore che l'uomo si sarebbe concesso per cenare e riposarsi. (6 p.14) Una recente aggiornamento dell'ufologo argentino A. Agostinelli indicherebbe che il testimone del caso di Bahia Blanca-Salta sarebbe un contattista (fonte di A. Agostinelli: Roberto Banchs). La storia di questo primo caso sud-americano se confermata in tal modo farebbe assumere un aspetto diverso al successivo sviluppo dei teletrasporti ufologici. E' ancora una volta l'ufologo spagnolo Luis R. González Manso a darmene notizia il 16 Luglio 2000, in seguito ad una sua corrispondenza e-mail con Agostinelli. Uno degli scopi principali del sociologo dell'ufologia è quello di raccogliere testimonianze dirette; mi rivolgevo quindi all'ufologo Roberto E. Banchs che in data 19 settembre 2000 mi risponde con una dettagliata lettera di due pagine, ed alcuni ritagli di giornale dell'epoca circa quello che alcuni indicano come il "primo caso" di teletrasporto al mondo. Banchs contattato da diversi ufologi sul tema, negli ultimi tempi (tra i quali cita ovviamente Agostinelli e Manso), si domanda simpaticamente se ciò sia dovuto alla sua età o semplicemente al fatto che avesse a suo tempo incluso il caso in un capitolo dedicato alle "teleportaciones" del suo "Las evidencias de fenomeno ovni" (cap. IX , R. Alonso, Buenos Aires, 1976). L' ufologo argentino spiega che non conosce nessuno che possa essere nella situazione ideale per poter dare credibilità a tutta la storia. La fonte consultata, quasi testuale, era stata l'articolo "El estrano caso del Hombre que Viajo en Plato Volador" ("Lo strano caso dell'Uomo che viaggiò in Disco Volante) tratto dal giornale Noticias Graficas (Buenos Aires, 10 febbraio 1960) [di cui allega copia nella sua lettera]. Il caso viene presentato dall'articolo come il primo del genere nel secolo presente, e lo stesso articolo cita un caso che sarebbe avvenuto a loro dire in Messico nel 1880, il cui protagonista sarebbe stato un soldato hindù, proveniente da una guarnigione vicino a Calcutta. Senza dubbio l'episodio risulta assai simile al noto caso del soldato filippino, del 1593, sempre nella capitale azteca, e si tratta di una probabile tergiversazione dello stesso racconto (" Las evidencias de fenomeno ovni" p.129). Noticias Graficas riporta quindi la storia del non meglio definito professore di matematica N.N., un signore sui cinquant'anni, capo di una famiglia rispettabile e titolare di una cattedra in un istituto tecnico. Il signor N.N., persona meticolosa, serena, e predisposta all'esame analitico delle cose sarebbe stato il protagonista dell'incredibile teletrasporto da Bahia Blanca a Salta in cinque minuti; il fatto viene riportato come notizia rigorosamente certo, avvenuto circa un anno prima: quindi nel 1959. Lo scenario: sono le nove di mattina di un giorno nuvoloso sulla strada pavimentata di accesso a Bahia Blanca. Da sud giungono correnti di aria fresca in questa giornata ventosa, e N.N. è al volante della sua Chevrolet 1938 , mentre gode del paesaggio che affianca la strada. Improvvisamente il professore sente uno strano ronzio dentro le orecchie. Altrettanto improvvisamente gli si oscura la vista e fa appena in tempo a fermare la macchina sul lato della strada, dopodiché perde i sensi. Al risveglio il sole è ritornato a splendere tra le nubi, ma il paesaggio è cambiato e sul fondo si notano delle montagne. Il professore è solo sulla strada e privo di automobile. Fa più caldo e la vegetazione è più densa. Il professore guarda allora il suo orologio che segna le 9.05. E' quindi rimasto svenuto per cinque minuti. Si tocca poi la testa per verificare se è ferito. Verificato che è illeso cerca di dare una spiegazione logica all'accaduto, cosa che gli risulta impossibile. Infine incontra sulla strada un camion con a bordo due persone che lo prendono a bordo. Alla richiesta di essere portato a Bahia Blanca i due camionisti lo guardano perplesso e gli annunciano che è a 10 chilometri dalla città di Salta. Restando ammirevolmente sereno il professore giunto infine a Salta si dirige verso il più vicino posto di polizia per denunciare l'accaduto. Con urgenza contatta quindi un famigliare di Bahia Bianca e gli indica il luogo dove è iniziata la sua avventura in automobile. Dopo due ore la sua auto viene ritrovata intatta sul posto, tale quale l'aveva lasciata. Si perdono qui le tracce di N.N.: si dice che il giorno seguente abbia preso un aereo per rientrare, e che sia poi stato trasferito negli Stati Uniti. Qualcuno poi dice che sia già ritornato ma che abbia imposto a tutti i familiari di non fare menzione alcuna dell'episodio, ed in particolare di non riferirlo ai giornalisti. Altre versioni del fatto lo indicano ancora negli Stati Uniti. Solo dopo la pubblicazione del suo libro l'ufologo Banchs era venuto a conoscenza di altri dati come ad esempio la versione contenuta nel giornale "Clarin" (Buenos Aires, 2 febbraio 1960), insieme ad un altro ritaglio di un giornale di provincia che faceva riferimento al giornale "El Atlantico" di Bahia Blanca ( (Buenos Aires, 8 marzo 1960). La versione più diffusa attraverso giornali ed agenzie sarebbe proprio quella pubblicata dal "El Atlantico" , in data 24 gennaio 1960, con il titolo " Algo que pasma de asombro" ("Qualcosa che meraviglia e spaventa") (V.C. Rodriguez , nella "Voz Informativa", Messico, dicembre 1963). Comunque sia, secondo quanto possiamo constatare oggi, la versione originale è quella che fu pubblicata dal giornale "Cordoba", in una serie di tre articoli datati 3,10,17 ottobre 1959, scritti da "Agor", nome del pilota di una astronave, secondo quanto rivelato in un'occasione a Banchs dall'autore, e pseudonimo adottato da Antonio O. Perez Aleman, per firmare questi articoli. E' da questo dato che si può analizzare il caso sotto una nuova luce. Antonio O. Perez Aleman, ovvero "Agor", è oltre che autore degli articoli sul giornale "Cordoba" presidente e fondatore della Asociation de Hermandad Cosmica ( Associazione Fratellanza Cosmica) e vale la pena segnalare che le fonti degne di fede di "Agor" provenivano dalle comunicazioni telepatiche che egli stabiliva con i piloti dei dischi-volanti, ed in altre occasioni dalle informazioni fornite da un camionista divenuto poi influente contattista, Remo Dall'Armellina. Il forte coinvolgimento del giornalista "Agor" nella tematica sei dischi volanti è evidente fin dall'introduzione dell'articolo del giornale "Cordoba" del sabato 3 ottobre 1959. Il suo articolo presente nella rubrica "Platos Voladores por la rutas del cielo" presenta una lunga prefazione circa gli scopi pacifici di queste "macchine interplanetarie" ed è affiancato dalla foto di un disco adamskiano, indicato come nave di esplorazione venusiana. Il racconto del teletrasporto è titolato "un viaggio insperato", e riporta la nota storia dell'importante "uomo d'affari", oriundo del sud del paese che in una mattina non meglio indicata, dopo aver pernottato in un albergo di Bahia Blanca, continua il suo viaggio di ritorno con la sua nuova auto, acquisita di recente. Nello stesso preciso momento che mette in moto il motore si produce il fatto "fantastico e insperato". Una "massa nebulosa" e "compatta" "irradiando una strana e fulgida luminosità appare improvvisamente ed avvolge tutto il veicolo". L'uomo perde coscienza per ritrovarsi poco dopo in una strada solitaria. Il racconto continua sul "Cordoba" del sabato 10 ottobre 1959 (dove si nota nella stessa pagina la foto di un "sigaro adamskiano"). Il testimone si è ritrovato spaventato lungo questa strada, ed incapace di capire cosa gli è successo. Incontra finalmente un camionista che gli spiega che si trova a Salta, alla distanza di 1155 chilometri. Guarda allora l'orologio e si rende conto con uno stupore che giunge al parossismo, che sono passati pochi minuti. Poco dopo accompagnato dal camionista si presenta alle autorità di Salta dove racconta il fatto singolare che gli è accaduto. Da lì telefona a suoi familiari di Bahia Blanca, che nello stupore generale lo informano che la sua auto è parcheggiata a pochi metri dall'hotel, con il motore ancora acceso. "Algor" nel descrivere il fatto come un racconto che ricorda la magia di una "Lampada di Aladino" afferma che esso presenta tutte le caratteristiche di una "misteriosa leggenda", e fa riferimento al fatto che capire il mistero dei dischi volanti significa accedere in qualche modo ad una "conoscenza trascendentale per la storia dell'umanità". Sul "Cordoba" del 17 Ottobre 1959, si fa ancora un generico riferimento al teletrasporto dell'uomo d'affari (che sarebbe stato operato in soli 12 secondi) da Bahia Blanca a Salta, insieme ad altri avvistamenti che comproverebbero "la reale esistenza delle navi interplanetarie di altri mondi". Nel nostro caso si sarebbe trattato di una astronave gioviana che avrebbe coperto i 1579 (?) chilometri in linea d'aria tra le due città. Lo scopo di queste esperienze sarebbe quello di far conoscere agli "abitanti della Terra" l'esistenza delle "meravigliose macchine interplanetarie" che giungono fin qui in missione di pace, fratellanza e aiuto franco e amoroso". L'articolo di "Algor" si chiude con un vero inno a queste civiltà galattiche civilizzatrici in visita alla nostra Terra. Deve richiamare la nostra attenzione anche il fatto che l'apparizione dell' "uomo d'affari" si sia prodotta a Salta, ovvero nella regione dove tra il 1956-1957 sono avvenuti diversi fatti incredibili quali avvistamenti di dischi, esseri tipo Yeti, tracce misteriose, etc. da cui il sospetto in quell'epoca che le montagne del luogo potessero nascondere... basi sotterranee per i dischi-volanti. I "metafisici" e gli "spiritualisti" sostenevano con fermezza che gli extraterrestri si trovavano in quei luoghi per un "piano di acclimatizzazione". Più tardi cominciò a circolare una versione secondo la quale nella zona di Bahia Blanca esisteva una base di raduno dalla quale i dischi-volanti partivano per destinazioni sconosciute. Quando sembrava che il caso restasse avvolto nelle più grandi incertezze, nel 1998/9, mentre l'ufologo Banchs stava preparando una guida sui primi 25 anni di ufologia in Argentina (1947-1972), poté accedere ad alcuni documenti di un certo valore storico tra le quali alcune lettere dell'epoca. Una in particolar modo interessante era scritta dal "pioniere dischista" (così viene definito da Banchs) Agapito Millan, presidente della Asociation Universal Metapsiquica ( Associazione Universale Metapsichica) di Buenos Aires diretta al prolifico scrittore Vincente C. Rodriguez, del Grupo de Estudios de Espiritismo Superior ( Gruppo di Studi di Spiritismo Superiore) di Bahia Blanca. Il suo contenuto è rivelatore e ne citiamo un paragrafo: "Possiamo sapere chi fu la persona o personaggio" scrive A.Millan "che fu trasportata circa tre anni fa da Bahia Blanca a Salta? Il Disco Volante era di Giove e lo comandava Ser y Guia ... che in una seduta realizzata a Cordoba (insieme ad un fratello del gruppo filiale di Cordoba, signor Agor) ci spiegò l'episodio dell' uomo trasportato in pochissimi secondi da qui fino a Salta, a circa 1500 chilometri. Questo comandante fu la mia guida per molto tempo, vedendolo i chiaroveggenti in tutte le conferenze che io davo, il quale SER E... guidava la messa a fuoco delle mie informazioni secondo la qualità del pubblico..." (lettera di Millan a Rodiguez, del 6 agosto 1962). Infine si cominciò a pubblicare su diverse fonti (tra le quali "La Razon", 24 maggio 1968) che l'investigatore Cristian Vogt, di CODOVNI, conosceva in anticipo la notizia che sarebbe avvenuto questo strano viaggio, attraverso canali mantenuti riservati per non far fallire l'esperienza. Indagando sugli archivi di questa vecchia associazione, fondata nel luglio del 1956, Ranchs aveva trovato una lettera scritta sa C. Vogt e datata 22 marzo 1960 diretta a A.O. Perez Aleman, Agor , dove smentisce di "aver saputo con anticipo che un disco volante avrebbe trasportato un uomo da Bahia Blanca a Salta". Si era solo limitato a dire che conosceva questa storia tre mesi prima che fosse pubblicata dal giornale "El Atlantico" di Bahia Blanca il 24 gennaio 1960 (come abbiamo accennato la notizia era già stata riportata, tre volte, dal giornale "Cordoba" nell' ottobre del 1959 ). C. Vogt esprimeva inoltre "i suoi dubbi circa la veridicità dei fatti" e questi dubbi sono stati ultimamente confermati a Banchs dallo stesso Vogt. La lettera di Vogt peraltro aveva ricevuto una risposta da parte di Perez Aleman , Agor , il 28 marzo 1960, nella quale Agor considerava il fatto realmente accaduto e confermava quanto a suo tempo riportato dal giornale "La Razon". Negli anni successivi altri periodici e media ritornarono sull'incredibile episodio. In qualche occasione ci fu anche chi si attribuì la paternità della storia, indicandosi come il protagonista dell'accaduto, ma senza che mai nulla potesse essere in qualche modo confermato (7). -------------------------------------------------------------------------------- BRASILE 1962. "Trasferimento involontario". Era l'inizio degli anni 60' quando l'ufologa E. Lorenzen (moglie del marito Jim e cofondatori dell' A.P.R.O., Aereal Phenomena Research Organisation) scriveva : " Uno dei rapporti più terrificanti che abbia mai verificato, è venuto alla mia attenzione alla fine del 1962". Trattava di una delle tante misteriose sparizioni che verranno in seguito collegate ai teletrasporti. Gli unici testimoni rimasti dopo la vicenda sono tre ragazzi: Raimundo di 12 anni Fatimo di 6 e Dirceu . La sera del 20 Agosto se ne vanno a letto col padre Rivalino Mafra da Silva. Di notte vengono svegliati da voci e strani rumori che circolano per la casa. I quattro restano immobili nel letto impietriti dalla paura. Poi le voci ed i rumori scompaiono ma non riescono comunque a chiudere occhio fino all'alba, e restano a letto a recitare preghiere. Raimundo si alza ed esce all'aperto per prendere il cavallo. Non appena fuori vede due grossi oggetti a forma di palla librati fianco a fianco nell'aria, a non più di sei piedi dal suolo. Si trovano poco lontano dalla porta. Uno degli oggetti è nero con una protuberanza simile ad una antenna ed una piccola "coda". L'altro è bianco e nero con la stessa configurazione. Entrambi gli oggetti emettono un suono sibilante e dalla parte posteriore emanano una fiamma intermittente. Raimundo chiama il padre fuori. Loro padre in un primo momento pare come ipnotizzato dai due globi. Dice ai figli di tenersi lontano e si avvicina ai globi. Mentre gli oggetti si fondono l'uno all'altro sollevando polvere e scaricando fumo giallo, che ben presto avvolge tutta la zona i ragazzi osservano atterriti il padre Da Silva che viene avvicinato dall'oggetto, per poi svanire. Raimundo tenta di correre verso il padre. Quando la polvere e il fumo si dileguano, del padre e dei globi non vi è più traccia. Vengono intraprese attente indagini, riportate dalla stampa locale, dove si cerca di ricostruire la vita del da Silva senza scoprire niente che faccia pensare a nemici o persone desiderose di ucciderlo. Le autorità hanno pensato in un primo momento ad una storia inventata da Raimundo per nascondere una verità più terrena ed atroce. Le ispezioni della zona attorno alla casa fanno solo ritrovare alcune gocce di sangue umano. Viene attuato anche un ultimo tentativo di mostrare a Raimundo un cadavere coperto da un lenzuolo alla centrale di Polizia, per vedere se il giovane cade in inganno. Il dottor Joao Antunes de Oliveira , che aveva prima stabilito la sanità mentale del ragazzo, pone ora Raimundo davanti al corpo coperto, dicendogli che il padre è stato ritrovato e gli si rivolge accusandolo di mentire. Lo strano metodo non da altro risultato che quello di far piangere disperatamente il ragazzo che mantiene scrupolosamente la versione dei fatti. Anzi aggiunge che forse i globi che lo hanno riportato indietro. Il tenente Lisboa responsabile del caso è evidentemente perplesso, ed il caso finisce col restare irrisolto. Ci sarebbe anche un altro testimone degli Ufo trovato durante l'inchiesta. Il vicario della cattedrale di Diamantina Jose Avila Garcia, informa i tenente Lisboa che un suo amico, Antonio Rocha , verso le 16,00 del giorno 19 ha scorto due oggetti a forma di globo sulla casa di Rivalino, mentre pescava nel fiume Manso, lì vicino. Da Silva era prospettore di diamanti, e saranno in seguito due suoi colleghi a dichiarare che Rivalino aveva loro confidato di aver visto due strani piccoli esseri scavare vicino a casa sua. Quando egli si è mosso verso di loro questi sono corsi a nascondersi tra i cespugli, dopo di che si è levato in aria uno strano oggetto rosso a forma di cappello, per allontanarsi ad alta velocità. Il fatto accadeva tre giorni prima della scomparsa di Da Silva. Almeno stando alla notizia riportata dal rapporto del "Diario De Minas" di Belo Horizonte e ristampata in seguito nel "Correio Da Manha", il fatto è avvenuto a Duas Pontes (distretto di Diamantina, stato di Gerais, in Brasile) (8 p. 221-222). Sicuramente lo stesso fatto delle righe che precedono, è quello ripreso anche da Jacques Vallèe nel suo "Confrontations", anche se il testimone scomparso non si chiama Rivalino Mafra da Silva, ma Rivalino do Aleuia Mafra (sempre con tre figli tra cui Raimondo di 12 anni). Il luogo è identico, ma vengono riferiti diversi dettagli, che fanno supporre fonti differenti della stessa storia. Il fatto sarebbe accaduto la notte del 19 agosto 1962, ed i quattro sarebbero stati svegliati nel sonno da "forti rumori di passi". Avrebbero allora visto "ombre di forma umana fluttuare nella casa" e inteso "delle voci minacciose". Due giorni prima invece, e non tre, Rivalino avrebbe osservato i due esseri "fare un buco" in giardino prima di scappare su un oggetto a forma di cappello dalla "luce rossa" (lueur rouge). All'alba quando osservano i globi, questi nella versione di Vallée emettono invece un "borbottio" (ronflement), invece di un suono sibilante, mentre non si accenna ad alcuna fiamma intermittente che fuoriesce dagli oggetti. Il fumo di uno degli oggetti oscura il cielo, e mentre si avvicina a Rivalino vengono emessi dei suoni strani. La nuvola di fumo giallo emette un "odore acre" e , quando si dissipa, l'effetto è identico: Rivelino è scomparso insieme ai globi. Secondo un ricercatore privato, Hary Helms, il figlio Raimondo viene interrogato dal luogotenente Wilson Lisboa (evidentemente parliamo dello stesso tenente Lisboa), e non sappiamo perché da un prete (sarebbe sempre padre Jose Avila Garcia), i quali non trovano alcuna contraddizione o indicazione di truffa nella sua storia. Gli inquirenti poi riscontrano la testimonianza di un medico legale, il dr. Giovanni Perreira, che avrebbe visto un oggetto dalla forma di disco il giorno stesso della sparizione di Rivalino (9 pp. 154-155). La più strana e sintetica delle versioni, è quella riportata da R. Pinotti, dove il bambino testimone è Raimondo Mafra, ma ha 9 anni ed in quel lontano 1962 assiste al "ratto" di suo padre Rivalino da parte di un "disco volante", a Duas Pontas. Il testimone da prospettore di diamanti diventa cercatore d'oro (poco importa) e sta prendendo il fresco davanti a casa sua, con il figlio. Sono due UFO emettenti una luce molto intensa, "successivamente unitisi in uno solo", che si sarebbero "abbassati su di loro portando via l'uomo" (4 p. 278). Queste diverse versioni farebbero pensare, se prese alla lettera, ad un traffico intenso di UFO nei giorni prima e durante la scomparsa di Rivalino, in realtà è la tipica situazione che purtroppo riscontriamo anche nella nostra casistica locale, quando di un unico avvistamento riusciamo a raccogliere almeno tre versioni diverse, a seconda di chi riporta i fatti. Il racconto comunque è da riportare tra i nostri casi di teletrasporto, se non altro per come nel 1972 fu definito dal Giornale dei Misteri in Italia, dove si accenna nel titolo dell'articolo ad un "trasferimento involontario" (10 p. 25). Molti elementi dell'ampia casistica delle "sparizioni misteriose", che qui salvo il presente doveroso accenno non trattiamo, offrono molti ed utili spunti di confronto con i casi più canonici di teletrasporto, dove il testimone viene sempre riportato indietro. (FIG. 1) DOMENICA DEL CORRIERE Anno 64 N. 39 del 30 settembre 1962. Ricostruzione quanto mai fantasiosa: "Rapito dai dischi volanti. Raimundo Aleluia Mafra, un bambino di 9 anni, ha raccontato che suo padre, Rivalino Mafra, è stato rapito da un disco volante a Duas Pontes, presso Belo Horizonte. 'Il disco- ha detto il piccolo Raimundo- si è posato dinanzi alla nostra casa, mentre noi stavamo prendendo il fresco e ha 'risucchiato' nel suo interno mio padre. Poi è sparito'. Il ragazzo è sotto osservazione. Vittima di una allucinazione? Di sicuro c'è che suo padre è veramente scomparso" (Disegno di Walter Molino) -------------------------------------------------------------------------------- ARGENTINA 1968. Un altro caso di teletrasporto, ma dalle caratteristiche ben poco ufologiche è quello che a partire dalla divulgazione di F.S.R. (nr. 5/1970 pp. 12-13) , sarà da quel momento citato da numerosi ufologi quando si tratterà di dare esempi di teletrasporto (ufologico); si tratta del caso di Graciela Gimenez avvenuto a Cordoba il 4 agosto 1968 (poco dopo il caso dei coniugi Vidal; questa contiguità sarebbe da approfondire). Tutte le informazioni giungono da un unico ritaglio del giornale "Cordoba" che viene tradotto in inglese dalla rivista F.S.R. due anni dopo i fatti. La protagonista ha 11 anni, Graciela de Lourdes Gimenez è figlia di gente modesta ma rispettata che vive al momento dell'incidente al numero 364 di Calle Cuatro, nel quartiere di Los Naranjos alla periferia di Cordoba. La ragazzina timida ed intelligente frequenta con profitto la scuola e gode di ottima reputazione nel vicinato. Intorno alle 15,00 del 4 di agosto essa ha appena finito di sbrigare le faccende di casa, quando appena varcata la soglia di casa per cercare un'amica, scorge dall'altro lato della strada una specie di "nube bianca" simile a nebbia che lentamente si dirige verso di lei. In un attimo la bambina si trova nell'impossibilità di muoversi e di gridare, mentre ogni immagine del paesaggio sparisce davanti ai suoi occhi. Poi sopraggiunge il caratteristico "vuoto di memoria". Graciela ricorda solamente di essersi ritrovata in una grande piazza piena di gente, e di aver cominciato a camminare senza direzione precisa forse in cerca di un volto conosciuto. Il tempo passa, e la bimba è presa dall'angoscia e dalla paura. E' disperata e piange mentre cala l'oscurità. A quel punto bussa alla prima porta che le capita, e spiega alla ragazza che le apre che si è smarrita. La ragazza incarica il suo ragazzo di portarla al primo posto di Polizia, quando sono già le 18.30. Davanti agli agenti la bambina continua il suo pianto disperato, inoltre accusa un'invincibile sensazione di freddo che l'ha presa fin dal suo "risveglio" sulla piazza. Mentre gli agenti stanno cercando in tutti i modi di consolarla, giunge una telefonata dalla stazione di Polizia vicino a casa di Graciela. I genitori dopo ore di disperata ricerca si sono decisi a contattare le autorità. L'indagine successiva della Polizia non sembra portare risultati apprezzabili, nessun testimone, né al momento della "scomparsa" né al momento della "riapparizione" dall'altro capo della città, viene reperito. Al dipartimento medico di Polizia non verrà riscontrata violenza alcuna sulla bambina, pur continuando a soffrire dei tremori del giorno prima. Sembra che in seguito sia stata sottoposta alle visite di altri specialisti e pure di uno psichiatra, ma la diagnosi non è stata resa pubblica (6 p.15). Un breve accenno ai primi Casi di teletrasporto ufologico nel Regno Unito. 1942, 1947, 1957, 1967. -------------------------------------------------------------------------------- L'ufologa Jenny Randles, riporta alcuni casi di teletrasporto riferiti a testimoni inglesi, con una metodologia tipicamente fortiana e approssimativa quanto a metodo (11). -------------------------------------------------------------------------------- Il primo caso,del 1942, si sviluppa sui Monti Pennini, una zona dove da tempo sembrano ricorrere luci del tipo Hessdalen-like. Due bambini hanno una esperienza di "tempo mancante" di fronte ad una luce brillante sopra le loro teste. Sembrano essere passate due ore mentre in realtà mancano da casa per più di un giorno (11 pp.207-209) -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo caso è dato come avvenuto nel 1947, anche esso riportato dalla testimone alla Randles solo ai giorni nostri. La signora Dawn in effetti ha avuto due esperienze riportabili al teletrasporto, (l'ultima delle quali nel 1981). La prima esperienza sarebbe avvenuta col marito, colonnello, ed altri testimoni nel Tibet, alla presenza di uno "strano oggetto rosso"(11 pp. 5-11 e 90). -------------------------------------------------------------------------------- In una zona tra Dodleston e Altrincham, dove sembra che nel tempo siano accaduti diversi fatti inspiegabili, che vanno dal poltergeist all'esperienza ufologica senza soluzione di continuità, nel lontano 1957, un uomo compì con un "salto temporale" un "viaggio nello spazio"; Randles cita questo caso come uno dei primi casi del genere (11 pp.225-227). -------------------------------------------------------------------------------- L'ultimo caso avviene a Wirral nel 1967. Un giovane diciottenne, Keith, si trova davanti ad una luce blu-elettrico e fa un "salto di realtà", non meglio definito dall'autrice. Sembra piuttosto una sensazione allucinatoria della realtà circostante (11 pp. 82-83). -------------------------------------------------------------------------------- Di questi casi riferisco più ampliamente nella raccolta casistica dedicata al Regno Unito.
NOTE BIBLIOGRAFICHE. 1-7) John A. Keel , "Ufo: operazione cavallo di Troia", MEB, 1975. 2-8) G. Degli Esposti, "Deportati in un'altra 'Realtà' ", Rivista "UFO Notiziario", CUN, Dicembre 1999. Allegato al numero di Dic 99 una cassetta "Ufo top secret", con la I parte di una trasmissione sugli Ufo di Guido Ferrari, della televisione Svizzera TSI. Un testimone, anonimo nel filmato, della svizzera romanda (non vengono indicati luogo e tempo del fatto), parla di una luce simile a una pallina da ping pong , vista oscillare nello specchietto retrovisore da sinistra a destra, poi divenuta di 15 cm. La luce illumina infine di rosso tutto l'abitacolo dell'auto, che in quel momento viene sollevata e trasportata per 30 metri. Il giornalista della trasmissione, fa riferimento a casi di teletrasporto avvenuti in Sud-America e USA. Qui finisce l'informazione televisiva sul caso. Dopo una piccola verifica sono venuto a sapere che in realtà il racconto televisivo non era fedele allo svolgimento dei fatti. Bruno Mancusi ufologo svizzero, mi spiegava che il "teletrasporto" del testimone sarebbe risultato in seguito ad ipnosi realizzata da Daniel Huguet amico di Jimmy Guieu. In pratica il testimone sarebbe stato vittima di un "missing time" e solo in stato di ipnosi avrebbe "ricordato" il fatto. Il fatto si sarebbe verificato il 21 Dicembre 1982 a Penthéréaz (Canton de Vaud). In seguito il testimone era divenuto un contattista, che aveva avuto ripetuti avvistamenti ed esperienze parapsicologiche. Tutta la storia era poi complicata da fatto che sembrava fosse stata individuata una persona che affermava aver messo in atto uno scherzo con una luce laser in quella zona. Ma l'ipotesi non risultò confermata dall'inchiesta dell'ufologo francese Yves Bosson . Solo analizzando questi elementi, ma anche altri, della serie televisiva , conclude anche Mancusi, non si può considerare la trasmissione di Guido Ferrari come un reportage serio. Senza voler essere troppo critici ricordo che Daniel Huguet era lo stesso ipnotista che assieme a Guieu negli anni 80 aveva contribuito al grande clamore del Caso di IR4 di Cergy-Pontoise, un caso anch'esso assai complesso poi sospettato essere una burla, anche se con molti risvolti ancor oggi non delucidati. 3-9) Alberto Perego, "Gli extraterrestri sono tornati", Ed. Cisaer Roma, 1970. 4-4) Roberto Pinotti, "UFO, Visitatori da Altrove", Bompiani (I ed. 1990) II edizione 1997. 5-10) John A. Keel, "Our haunted Planet", Fawcett Pubblications Inc , sep. 1971. 6-6) P. Luigi Sani, " Teleportation; Uno dei più impressionanti fenomeni di (presunta) natura ufologica: persone involontariamente e inspiegabilmente trasferite da un luogo ad un altro per opera di un "agente" sconosciuto", Riv. Giornale Dei Misteri, nr. 40 Luglio 1974. 7) Roberto E. Banchs, lettera a Nico Conti (con le copie degli articoli citati in allegato), Buenos Aires, 19 settembre 2000. a) "El Extrano Caso del hombre que Viajo' en Plato Volador", Noticias Graficas, 10 Febbraio 1960. b) "Bahia Blanca...Seria el "nido" de los platos voladores?", Clarin (Bs.As.), 2 Febbraio 1960. c) "Oh Las Milanesas", Archivio Roberto Banchs, 8 Marzo 1960. d) "Argor", "Platos Voladores por las rutas del cielo", "Cordoba", sabato 3, 10, 17 Ottobre, 1959. 8-11) Coral E Lorenzen, "I dischi volanti", Bompiani 1968. 9-12) Jacques Vallée, "Confrontations", Ed Robert Laffont, 1991; (Riferimenti in questo testo all'edizione "J'ai Lu"). 10-13) Fernando Lamperi, "L'enigma delle nubi ladre", riv. Giornale dei Misteri nr°. 15, Giugno 1972. 11) Jenny Randles, "Ritorno dal Futuro", Milano, Armenia, 2001.
RINGRAZIAMENTI. Un ringraziamento all'ufologo spagnolo Luis R. González Manso, per il continuo scambio di informazioni e dati sui teletrasporti, durante la mia ricerca sull'argomento. Un particolare ringraziamento Giuseppe Stilo e Alessandro Zabini. Un ringraziamento inoltre a Alejandro Agostinelli, Roberto E. Banchs, Alejandro Chionetti, Roberto Labanti, Edoardo Russo, Bruno Mancusi, e quanti altri non espressamente ricordati.

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