Archivio News Maggio 2004 [04e]
Le luci Sismiche

Durante lo svilupparsi si eventi sismici, in taluni casi è possibile notare, oltre al caratteristico rumore, anche delle luci che possono manifestarsi in modi diversi: talvolta simili ai cosiddetti “lampi di calore” estivi, altre volte similmente a delle fiammate e così via. Successivamente alle varie segnalazioni in proposito, gli scienziati hanno cominciato a effettuare dei veri e propri studi considerando attendibili diverse ipotesi che possono tutte concorrere al formarsi delle luci sismiche. E’ utile ricordare che in natura esistono numerosi fenomeni di luminescenza non ancora spiegati dalla scienza ufficiale, come ad esempio i fulmini globulari, in grado di muoversi nell’ambiente atmosferico ad altezze diverse e di attraversare talvolta anche determinati tipi di barriera fisica, come i vetri delle abitazioni. La teoria dell’effetto piezoelettrico, fenomeno già probatamente responsabile dell’emissione di radiofrequenza nella gamma delle onde lunghissime (VLF) fino a qualche decina di megahertz (106 hertz) prevede che rocce con composizione cristallina, soggette alle compressioni generate dai sismi siano in grado di produrre luce grazie alle scariche elettriche. L’effetto di piezoelettricità è presente in un gran numero di cristalli, avviene sottoponendo due facce del cristallo a compressione e ottenendo sulle facce trasversalmente opposte una differenza di potenziale anche elevata. La difficoltà della produzione di luci sismiche mediante questo fenomeno risiede nella necessità dell’allineamento dei cristalli nelle rocce in modo tale da riuscire la differenza di potenziale necessaria a generare la scarica elettrica e quindi il lampo. Altri effetti elettrici si possono sviluppare semplicemente mediante la separazione o il contatto tra strati rocciosi, fenomeno che si verifica appunto in corrispondenza di spaccature causate da sismi. Sembra che il gradiente elettrico provocato da queste fratture o dai successivi contatti, potrebbe essere in grado di sviluppare sufficiente tensione da giustificare i lampi di luce. Strofinando alcuni materiali inoltre è possibile elettrizzarli, ovvero ammassare cariche elettriche all’interno degli elementi sottoposti a strofinio. Questi quindi si caricano allo stesso modo in cui si comporta un condensatore. Fenomeni di frane su fianchi di montagne potrebbero ingenerare questa situazione e quindi provocare dei lampi dovuti a scariche elettriche. Anche la somministrazione di calore nei cristalli può generare la produzione di cariche elettriche. In questo modo trasformando il calore in differenza di potenziale. L’attrito delle rocce sottoposte a compressione e rilascio, evento tipico di un sisma, potrebbe essere in grado di generare sufficiente calore per produrre anche questo fenomeno. Alcuni ricercatori affermano che durante il terremoto si possono formare delle forti correnti ascensionali d’aria dovute alle vibrazioni del suolo. Queste correnti possono caricarsi elettricamente e generare scariche elettriche luminose. Altri fenomeni che sviluppano luce, comprendono il fenomeno delle scariche elettrochimiche, che si formano a partire da fenomeni elettrolitici dell’acqua. Questi fenomeno potrebbe partire dalla presenza naturale d'acqua in anfratti e spaccature nelle rocce. La stessa compressione delle rocce può causare l’emissione di elettroni che a seguito di collisioni con le molecole dell’atmosfera possono provocare deboli fenomeni luminosi. In altre occasioni, successivamente ad un sisma si è potuta constatare la presenza di tracce di combustione. In tali casi si ipotizza che il fenomeno sia dovuto alla fuoriuscita di gas infiammabili dal terreno. Risulta comunque difficile comprendere le ragioni dell’innesco della combustione. Esistono inoltre altre possibili cause di questi strani fenomeni che coinvolgono la fonoluminescenza, ovvero la possibilità di infondere in una bolla d’aria, mediante vibrazioni soniche o ultrasoniche, una temperatura talmente elevata da superare quella presente sulla superficie del sole. Un ottimo sito web che tratta in modo più approfondito queste e altre ipotesi, e dal quale sono state tratte queste righe si trova al seguente indirizzo: http://www.itacomm.net/EQL

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