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Apocalisse Maya

di: Alessio Mannucci
“Apocalypto”, il nuovo film (oggi nelle sale italiane) di Mel Gibson, dopo lo scandalo dell’arresto in stato di ebbrezza a Los Angeles e le polemiche su “The Passion”, è destinato a far discutere: centotrentanove minuti di sangue, violenze brutali, decapitazioni e sacrifici umani, una storia feroce ambientata ai tempi della civiltà Maya, di cui Gibson sembra aver voluto cogliere il lato più oscuro, nella sua fase più decadente, calcando la mano sull'aspetto grandguignolesco dei sacrifici umani. Un'operazione che sa molto di propaganda (filo-cattolica), e che rischia di occultare la grandezza della civiltà maya.
L'Italia, inoltre, è l'unico paese in cui Apocalypto non viene vietato, mentre all'estero è stato messo il paletto in alcuni casi sotto i 15 anni e in altri sotto i 18. La commissione censura si è spaccata. Claudia Caneva, docente di Antropologia Filosofica alla Pontificia Università Lateranense di Roma, che in commissione rappresenta i genitori delle scuole cattoliche, e Marida Monaco, del Coordinamento Genitori Democratici, hanno scritto a Gaetano Blandini, Direttore Generale per il Cinema al Ministero per i Beni Culturali, minacciando le dimissioni.
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