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AKAKOR, un mondo sotterraneo in Amazzonia

Il giornalista Karl Brugger conobbe, in uno dei suoi viaggi in Amazzonia, nel 1972, l’Indios Tatunca Nara, uno degli ultimi capi della tribù degli “alleati eletti” e custode di un importante tradizione, conservatasi nei secoli per mezzo di alcuni libri Sacri, scritti in una lingua sconosciuta ai più ma leggibile solo per alcuni, appunto, “eletti”. Questi sono i libri del Giaguaro, della Formica, dell’Aquila e dell’Acqua. Tatunca Nara ne è il custode e permette a Brugger di vederli e fotografarli. In questi libri sono conservate le vicende epiche degli dei che fondarono Akakor.
Si narra che 13.000 anni fa, giunsero dal cielo delle navi dorate con a bordo degli stranieri dalla pelle bianca. Qui, inevitabilmente, viene spontaneo pensare a Kukulcan/Quetzalcoatl/Viracocha. Questi dei avrebbero anche avuto sei dita alle mani ed ai piedi. Un dettaglio curioso che ci riporta con la memoria a Pacal, sovrano di Palenque. Si dice che uno dei suoi figli avesse avuto sei dita alle mani. Una coincidenza? Presso i Maya, fin dai tempi di Teotihuacan, i sovrani erano soliti unirsi con le loro sorelle, che divenivano principesse, così come avveniva in Egitto, dove il faraone e la sua regina e sorella erano le immagini di Osiride e Iside, anch’essa sua moglie e sorella. Poi, questa pratica venne gradualmente abbandonata. Si pensa che i primi Ahauob, sovrani Maya, fossero stati semidei, figli di dei e umani. Se ciò fosse vero, avrebbero potuto conservare nel loro DNA tratti genetici “alieni”, come questa particolarità delle sei dita che poi, col tempo, avrebbero perso
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