Archivio news Ottobre - parte 05

01 LEGGENDE
Le Banshee


Il termine Banshee è la forma anglicizzata dell'irlandese Beansì(d), che significa "donna del Sidhe", cioè "donna del colle delle fate". In alcune zone d'Irlanda viene chiamata "ban caointe" (la piangente) oppure "badhbh caointe" (Badb che piange) in chiaro collegamento con la dea corvo precristiana Badb.

La Banshee nella tradizione celtica era una dea che proteggeva la comunità sociale ed il territorio in cui essa si era insediata, ma con l'avvento del cristianesimo venne semplicemente relegata al ruolo di fata (anche se in alcuni casi ne è la regina). Comunemente (e superficialmente) la si ritiene portatrice di sventura: si dice infatti che quando si sente la Banshee urlare, morirà un membro della propria famiglia. In realtà le cose non stanno proprio così. Ecco quindi la vera storia della Banshee.   »»»


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http://www.ilportaledeltempo.it/?sezione=PA&art=banshee





02 UFOLOGIA
Quando l'aereo Alitalia incrociò un Ufo


Nel '91 il velivolo avrebbe incrociato un «oggetto non identificato» sopra il Kent.

Anche la testimonianza del pilota italiano Zaghetti tra i documenti resi pubblici dal ministero della Difesa inglese

LONDRA (Gran Bretagna) - Negli ultimi tempi, l’Alitalia ha fatto notizia per le traversie economiche che l’hanno quasi portata alla chiusura, ma oggi la compagnia di bandiera italiana finisce sui giornali di mezzo mondo, fra cui il londinese Daily Mail, per una storia diversa, genere "incontri ravvicinati del terzo tipo" per intenderci. Stando, infatti, ai documenti segreti e resi pubblici oggi per la prima volta dal Ministero della Difesa, alle 19.58 del 21 aprile 1991 l’aereo di linea Alitalia AZ 284 in volo da Milano a Londra e con 57 passeggeri a bordo avrebbe incrociato un «oggetto volante non identificato» poco sopra il Kent, durante la fase di atterraggio all’aeroporto di Heathrow. L’incidente divenne immediatamente materia di indagine da parte dell’aviazione civile britannica e di quella militare.   »»»


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http://www.corriere.it/esteri/08_ottobre_20/ufo_marchetti_abb09b5e-9ea4-11dd-b7ca-00144f02aabc.shtml





03 STREGONERIA
Streghe e stregoni nel medioevo Russo


La foresta è una miniera di materie prime per fabbricare moltissime cose, ma nel Medioevo il suo sfruttamento (fortunatamente!) non era così intenso e distruttivo come è generalmente oggi nelle foreste del mondo, pensando in negativo a quel che accade nella foresta del Mato Grosso, in particolare. Infatti, molta parte della foresta europea si è conservata, sebbene moltissima altra sia scomparsa per… ricavarne terreno da coltivare e aumentare il latifondo!
L’idea che si andava affermando in quegli anni dell’alto Medioevo di gran fervore missionario (IV-V sec. d.C.), propagata a tutti i livelli e in tutti i modi possibili (anche cruenti!) dai molti santi perlopiù irlandesi, era: Distruggere la selva, per eliminare i templi del demonio e i suoi servi! Inoltre aumentando l’estensione del terreno da coltivare si offriva la possibilità a sempre più numerose famiglie di vivere una vita cristiana lavorando e guadagnandosi il paradiso col sudore della fronte, secondo l’indicazione delle Sacre Scritture e, soprattutto, legando la gente al latifondo signorile dove queste persone svolgevano il proprio lavoro. Tutto questo è detto meglio con le parole lapidarie di un grande studioso francese, Roland Bechmann, che noi qui ripetiamo: “Distruggere la foresta fu per la Chiesa una soluzione per eliminare questi rifugi agli spiriti maligni, questo nido di superstizioni diaboliche e di pratiche di stregoneria. Allo stesso tempo si allargava lo spazio coltivabile e si aumentava la produzione dei prodotti di sussistenza e si affrontavano i problemi di una popolazione in aumento.”
Nonostante quella sistematica distruzione, che rimanesse pure qualche lembo di bosco per la caccia dei cavalieri nobili e per l’indispensabile raccolta di qualche prodotto fondamentale per la vita elegante delle corti! Allo stesso tempo però che tutto fosse sotto controllo, parcellizzato e… santificato!   »»»


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http://www.croponline.org/medioevorusso.htm





04 MISTERI
Il giro del mondo in 10 buchi


L'erosione del vento e delle acque, le eruzioni vulcaniche, le glaciazioni e, soprattutto, il lavoro dell'uomo hanno modellato la superficie della Terra, dando forma a montagne, colline, valli. E buchi, anche! Voragini naturali o (più spesso) scavate dall'uomo, di dimensioni impressionanti, larghe a volte chilometri. Focus.it ti accompagna in un altro viaggio originale, lontano dalle mete dei tour operator, alla scoperta dei grandi buchi del nostro pianeta. (Alessandro Bolla, 17 luglio 2008)

Il Grande Buco Blu. Il Great Blue Hole è una stupefacente formazione naturale situata a circa 60 miglia (111 km) dalle coste del Belize, in America Centrale. È una sorta di grotta calcarea di forma circolare larga 400 metri e profonda 145. Si è formata durante l'ultima era Glaciale, quando il livello delle acque era molto più basso di quello attuale. Quando poi l'oceano tornò a crescere la grotta si riempi di acqua e il suo tetto crollò, dando origine a un pozzo sommerso, le cui pareti sono ricoperte da stalattiti lunghe fino a 12 metri.   »»»


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http://www.focus.it/natura/gallery/Il_giro_del_mondo_in_10_buchi_280716_1806.aspx





05 CHEMTRAILS
Arcobaleno capovolto...


di: Zret

...e “scienza” al contrario
Un dozzinale quotidiano di regime ha recentemente pubblicato un articolo su un singolare fenomeno atmosferico, un arcobaleno capovolto che, stando a due sedicenti astronomi britannici, sarebbe un arco circumzenitale, manifestazione rara e comunque peculiare delle zone con clima molto freddo. Il “giornalista” ancora più sprovveduto dei due scienziati di Albione conclude il suo memorabile pezzo con un'acuta osservazione: “La colpa (sic) è nelle mutate condizioni climatiche”. Insomma, il solito mantra dei “cambiamenti climatici” che non si comprende se siano la causa, l'effetto, un ibrido tra i due aspetti o che cos'altro. L'origine dell'arcobaleno, invece, è probabilmente da ricercare nelle irrorazioni clandestine, come spiegato nell'articolo Cani solari o cerchi chimici ? Titanato di stronzio, titanato di bario, quarzo diffusi nella biosfera e non i cristalli di ghiaccio tra l'altro in un'atmosfera sempre più calda, possono spiegare questi inusuali fenomeni.
Il clima cambia, l'arcobaleno pure: ora è capovolto e ha l'aspetto di un sorriso. L'immagine è stata catturata da un'astronoma, nei cieli di Cambridge. “Non ho mai visto una cosa del genere in tutta la mia carriera”, confessa Jacqueline Mitton, 60 anni, una vita spesa a scrutare il cielo. Grande è stata quindi la sorpresa quando, domenica scorsa, poco prima delle 17, si è affacciata dalla finestra della sua abitazione.   »»»


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http://www.ecplanet.com/canale/ecologia-6/scie_chimiche-144/1/0/43685/it/ecplanet.rxdf





06 ASTRONOMIA
E se ci scontrassimo con Venere?


a cura di Vincenzo Zappalà

Normalmente un disco di polvere che circonda una stella è un chiaro indice di giovinezza, rappresentando le ultime fasi di formazione di un sistema planetario. Ma il sistema doppio BD+20 307, nella costellazione dell’Ariete, ha invece un’età paragonabile a quella del nostro Sole.
Quale sarebbe allora la causa del denso disco di detriti solidi che lo circonda, ben un milione di volte superiore a quello che si trova ancora attorno alla nostra stella? Non può certamente essere il residuo della formazione, né il prodotto delle innumerevoli collisioni tra corpi minori. Il disco si trova più o meno ad una distanza che copre l’intervallo Venere-Terra. L’unica spiegazione plausibile sembra quella di un terribile scontro planetario, tra due corpi di dimensioni comparabili al nostro amato pianeta. Come se Venere e Terra avessero impattato e si fossero distrutti completamente, portando con loro tutti i possibili abitanti. L’epoca di questa collisione sarebbe relativamente recente, non più di qualche centinaio di migliaia di anni.   »»»


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http://www.astronomia.com/2008/09/26/e-se-ci-scontrassimo-con-venere/