Archivio news Novembre - parte 05

01 OOPARTS
Iscrizione di Filadelfia


Iscrizione su un blocco di marmo, rinvenuto a Filadelfia nel 1830. In breve il racconto del ritrovamento, come viene descritto da Michael Cremo, nel suo libro “Forbidden Archaeology”: “Un gruppo di operai mentre stavano segando un blocco di marmo, notarono una specie di incavo rettangolare lungo circa 4 centimetri e largo circa uno e mezzo, costituito a caratteri a sbalzo.
Questo incavo rettangolare fu trovato a circa 18/20 metri di profondità. Parecchi gentiluomini rispettabili della vicina città di Norristown, Pennsylvania, furono chiamati sul posto ad esaminare l’oggetto”.   »»»


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http://www.oopart.it/iscrizione-di-filadelfia.html





02 CHEMTRAILS
La prova del telemetro


di: Straker

Scie di condensazione: definizione
In inglese, il termine “contrails” indica l'abbreviazione di “condensation trail” ovvero “scia di condensazione”.
Le scie di condensazione sono le scie rilasciate dagli aerei, formate dal vapore acqueo e gas di scarico immessi nell'atmosfera fredda dai motori caldi degli aerei. La loro formazione è legata a specifiche condizioni atmosferiche:
- Temperatura inferiore a -40 °C
- Umidità relativa non inferiore al 70%
- Quota di almeno 8000 metri.

Questi dati sono stati prelevati da alcune pubblicazioni di enti ufficiali quali: NASA (National Aeronautic and Space Administration), EPA (Environmental Protection Agency) e FAA (Federal Aviation Administration):
“Una scia di condensazione consiste fondamentalmente di vapore acqueo (immesso nell’atmosfera dagli scarichi caldi di un motore) in quantità sufficiente a saturare, una volta a contatto con l’aria fredda d’alta quota, e condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d’acqua. Di norma le scie di condensazione si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40 °C ed umidità relative non inferiori al 70%. Le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto.”   »»»


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http://www.ecplanet.com/canale/ecologia-6/scie_chimiche-144/1/0/44705/it/ecplanet.rxdf





03 ASTRONOMIA
Astronomi osservano buco nero al centro della Via Lattea


Rilevato assorbimento di materia

Roma, 19 nov. (Apcom) - Per la prima volta gli astronomi hanno potuto osservare il processo di assorbimento di materia da parte di Sagittarius A, il buco nero gigante - con una massa pari a quattro milioni di volte quella solare - che si trova al centro della Via Lattea.
Come riporta il quotidiano spagnolo El Mundo, i ricercatori - utilizzando i telescopi cileni di Vlt e Apex, rispettivamente a infrarossi e a onde corte, dato che la luce visibile viene assorbita dalle nubi di gas che circondano il centro galattico - hanno rilevato le cosiddette "folgorazioni", le emissioni provocate dalla caduta della materia nel buco nero.   »»»


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http://notizie.it.msn.com/curiosita/articolo.aspx?cp-documentid=11094484





04 FISICA
Une molécule sucrée qui peut nous conduire à la vie extra-terrestre


Cet article a été publié dans la revue en ligne Astro-ph, la section d’astrophysique de arXiv.org. Le Professeur Serena Viti, l’un des auteurs de l’étude et membre de l’University College London, « C’est une importante découverte parce que c’est la première fois que du glycolaldehyde, du sucre de base, a été détecté près d’une région d’étoiles en formation, où des planètes qui peuvent héberger de la vie peuvent exister ». On comprend l’émulation de la communauté scientifique, où des voix de plus en plus nombreuses sont désormais convaincues qu’on va forcément finir par découvrir de la vie   »»»


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http://www.unisciences.com/physique/news/molecule_sucree_extra_terrestre.php2.php?id=403&page=2





05 SCIENZA
Spostamento dell'asse terrestre


di Galileo Ferraresi

Se la Terra fosse una sfera perfetta non potrebbe mantenere la rotazione attorno ad un asse, sarebbe come una palla: sempre pronta a variare l’asse di rotazione. Per nostra fortuna la Terra è leggermente schiacciata ai poli, e questo la rende simile ad un giroscopio che ruota attorno ad un asse fisso. Tutta questa stabilità sarebbe molto bella e tranquillizzante ma la differenza tra il diametro della Terra ai poli e il diametro della Terra all’equatore è di soli 44 chilometri (12.712 chilometri il minore e 12.756 il maggiore), una differenza minima che rende la Terra un giroscopio altamente instabile. Avete presente una bicicletta? Considerate una bicicletta ferma, appoggiata nella sua posizione nomale e lasciatela libera: cadrà senz’altro. Considerate ora la stessa bicicletta con una persona sopra che pedala: incredibilmente la bicicletta sta dritta, verticale.

Cosa è cambiato?
Apparentemente nulla se non che nel secondo caso le ruote sono in movimento. Le ruote della bicicletta sono dei corpi in movimento attorno ad un asse e sono quindi parificabili ad un giroscopio. Togliete una ruota alla bicicletta, l’anteriore è più semplice, e tenetela con entrambe le mani per il mozzo (l’asse centrale in cui confluiscono i raggi), ora provate a inclinare la ruota spostando una mano più in alto dell’altra e vedrete che non avrete problemi a compiere l’operazione. Sempre tenendo la ruota per il mozzo fatela girare e riprovate ad inclinarla come avete fatto prima: sarà molto più duro se non impossibile. Per la legge fisica detta dei giroscopi più la ruota è grande, ovvero più la massa è distante dall’asse, e più velocemente gira, più la ruota, o il giroscopio che dir si voglia, sarà stabile nel suo movimento. In altre parole una bicicletta con le ruote piccole, come quella di un bambino, sarà più soggetta a cadere della bicicletta con ruote grandi di un adulto.   »»»


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http://www.acam.it/asse.htm





06 CLIPEOLOGIA
Il Dodicesimo Pianeta - Nibiru e la formazione della terra


a cura di Filippo Cozzatelli

Un sigillo accadico del III millennio a.C., oggi conservato al Vorderasiatische Abteilung del Museo di Stato di Berlino (la sigla è VA/243), raffigura il nostro sistema solare cosi come lo concepivano i Sumeri, cioè composto da dodici corpi celesti. Verso la fine del XVIII secolo, prima ancora della scoperta di Nettuno, diversi astronomi dimostrarono che <>, cioè la Legge di Bode, essa convinse gli astronomi che doveva esserci un pianeta tra Marte e Giove. Dal primo asteroide (Cerere) scoperto il 1° gennaio del 1800 dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi, sono stati contati circa 3.000 asteroidi che ruotano attorno al sole in quella che viene chiamata “la fascia degli asteroidi”; si tratta senza dubbio dei frammenti di un pianeta andato in frantumi, un pianeta che gli astronomi russi hanno chiamato Phayton (“carro”).   »»»


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http://www.daltramontoallalba.it/ufologia/dodicesimopianeta6.htm