Archivio news Dicembre - parte 03

01 TIME TRAVEL
Wingmakers:Viaggiatori Temporali dal nostro Futuro?


Nella controversa storia dei WingMakers e della loro misteriosa venuta dal futuro (o frutto di una eleborata messinscena governativa?) ancora oggi si parla e ci si pongono molti interrogativi, una storia complessa e affascinante, ricca di tanti risvolti. Uno di questi è l'enorme mole di materiale al fenomeno Wingmakers collegato, tra cui una serie di scritti a carattere filosofico, tra questi scritti sono presenti una serie di poesie che la nostra esperta Edna ha voluto con costanza e competenza tradurci.Per chi volesse avere maggiori informazioni sui Wingmaker può leggere in questa stessa pagina la loro "storia".

Traduzione delle poesie a cura della Prof. Edna Magenga (Componente del Centro Ricerche Leonardo da Vinci Cosenza1 e Calabria)
WINGMAKERS POESIA STANZA 8
BRAMO
Bramo da quando gli occhi si aprono sotto la spinta profonda delle sue labbra e il bacio amoroso diviene la mia orbita. Io temo e desidero di averla con me così vicino che la nostra pelle unita si scioglie come due stoppini di candela che hanno la stessa cera. Io so soltanto che ciò che appartiene all’anima è desiderio e dolore. Mi porta sull’orlo del precipizio dove io guardo giù e vedo l’inestinguibile desiderando di essere consumato da lei. E in quel luogo di luce mi è permesso di raggiungere il suo cuore nella pienezza, velocemente,ciecamente e con intenzione. Mi sia concesso rimanere in lei affinché la nostra unione sia una cosa sola perché diventi parte dei miei occhi. Pieni di ricordi noi potremo camminare verso casa mano nella mano con continuo desiderio così sempre parte uno dell’altro quel “essere altro” non esiste.
Trad. Edna 22-01-2007   »»»


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http://www.leonardodavincics1.it/Wingmakers.htm





02 ATLANTIDEOLOGIA
L'arcana storia dei Phykkhe'sh Tau


Dell' atlantideologo Guido Maria St. Mariani di Costa Sancti Severi

La civiltà Phykkhe'sh Tàu, sorse e si sviluppò sul quarto pianeta in avvicinamento alla stella gialla Theriòn (la Belva Feroce), ossia la stella con la lettera greca TAU e col numero 52 della costellazione del CETUS (Balena) Le origini della civiltà Phykkhe'sh Tàu, secondo la tradizione risalgono all'inizio della mitica "Età del Tàu" (700.484 a.c.n. -avanti Christos nato).
Sin dagli inizi di questa civiltà, essi chiamarono il loro pianeta PHYKKHE'SH è questi un pianeta avente un diametro assiale di 10.200 Km, e un diametro equatoriale di 11.640 km. Pianeta poco più piccolo di Sol 3 (la Terra)che ha un diametro di 12.756 km. La massa del pianeta Terra è convenzionalmente 1,00, in confronto quella di Phykkhe'sh è 0,88. Similmente chiamarono la loro stella, col nome dell'essenza divina, il Tau, ed è solo un puro caso che gli astronomi terrestri, ignari di questo fatto, nell'applicare le lettere greche, da Alpha ad Omega, a questa stella sia toccata proprio la lettera "T" (Tau). Come è ancora un puro caso, che nel numerarle, le sia toccato il numero 52, che è il numero del "Demone". Le casualità si ripetono persino nei cataloghi stellari: nel catalogo GLIESE porta il numero di GLIESE 71(7+1=8); nel catalogo HENRY DRAPER è la HD 10700 (1+7=8); nel catalogo BONNER DURCHMUSTERUNG è la BD-16° 295 (16°gradi sud, 2+9+5=16); nel catalogo SMITHSONIAN ASTROPHYSICAL OBSERVATORY è la SAO 147986 (1+4+7+9+8+6=35 (3+5=8)); nel catalogo LUYTEN TWO-TENTH è la LTT 935 (9+3+5=17(1+7=8)). Ripetizioni sia del numero 8 che del 16. Ma altri cataloghi danno numeri che ridotti a minimi termini danno il numero "della NOTTE e GRANDE NADRE", cioè il" 2". È infatti la HIP 8102(-11 (1+1=2)),la LHS 146(1+4+6=11(1+1=2)). Sappiamo inoltre l'importanza del numero 84 (numero massimo del "tutto" in Protoatlantideologia), e nel catalogo LPM è la LPN 84. Ma meraviglia anche la sua posizione di coordinate astrali che sono(01:44:04.08). Inoltre il suo spettro è G8.   »»»


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http://www.sideratau8.org/arcana_storia_phykkhesh_tau.htm





03 EGITTOLOGIA
La Pietra di Shabaka


L’iscrizione di Shabaka o Pietra di Shabaka 1 riveste grande importanza soprattutto nell’ambito della storia del pensiero filosofico 2. In detto reperto vengono infatti esposti i principi della cosmogonia menfita incentrata sul concetto del nous e logos, principi che, come acutamente osservò il Breasted, rappresentano uno dei pilastri, delle fondamenta su cui poggia la speculazione filosofica dei grandi pensatori greci3. Questo reperto consiste in una stele di granito nero di forma rettangolare, leggermente smussata agli spigoli, di mt. 1,37 x 0,92, ove sono riportate delle iscrizioni in corsivo geroglifico molto rovinate 4, in un’area ristretta al centro del reperto di cm. 132 x 69. La stele, realizzata intorno al 710 a.C. per ordine del II sovrano della XXV Dinastia, il Faraone Shabaka 716-695 a.C. ca. 5, contiene la copia di un testo antico 6, il cui incipit risale a periodi di molto anteriori (2780 – 2260 a.C.)7. In epoca post-faraonica essa fu utilizzata dai contadini come pietra per mulino 8. Rinvenuta a fine del XVIII sec. AD, ne entrò in possesso George John Spencer, II Earl (Conte) di Spencer (1758-1834) 9 , nel 1800 Primo Lord dell’Ammiragliato britannico, noto mecenate e cultore di letteratura dell’epoca, il quale ne fece poi dono al British Museum di Londra nel 1805 10. Da allora il reperto è rimasto colà, catalogato con il n. 498. La prima pubblicazione dell’iscrizione fu fatta da S. Sharpe nel 1837 11, ma per un secolo circa questo reperto non destò particolare interesse negli studiosi, restando così in una specie di dimenticatoio. Colui che per primo ne studiò il contenuto dell’iscrizione in maniera approfondita, facendone emergere l’estrema importanza, fu l’egittologo americano James Henry Breasted solo a fine 800 in una ricerca dal titolo “The Philosophy of a Memphite Priest”...   »»»


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http://www.egittologia.net/Portals/0/articoli_pubblici/MM_pietra_di_shabaka.pdf





04 ARCHEOMITOLOGIA
Il Regno di Mezzo


a cura di Marco Pini

Qualcuno dice di averlo visto, di averci parlato, c’è chi dice di averne pagato le conseguenze, e chi per nulla al mondo profanerebbe un cerchio di pietre o funghi. Che ci crediate o no, verità o leggenda, il Piccolo Popolo non sembra intenzionato ad abbandonarci. Fate, Elfi e Folletti ci danno il benvenuto nel Regno Di Mezzo tra il mondo dei morti e la realtà dei vivi, là, dove il soprannaturale è di casa, all’interno di colline cave ed alberi solitari, fatevi avanti mortali, la strada, è per di qua!

ALLA RICERCA DEL PICCOLO POPOLO
Parlando di strada appunto, come e dove si può incontrare il Piccolo Popolo? Non è così facile. Le origini stesse di queste creature, comunque diverse da paese a paese possono aiutarci a capire perché. La credenza più diffusa, riportata anche nel libro Fate (BUR illustrati), è che queste piccole donne siano gli spiriti dei morti pagani non abbastanza buoni per meritarsi il paradiso e non così cattivi per essere cacciati all’inferno e lasciati per questo a vagare nel Regno Di Mezzo, a metà tra il mondo dei vivi e quello dei morti dove tutto quasi sempre è nascosto agli uomini. Dico quasi perché il regno delle Fate è stato più volte svelato agli uomini. Sembra che questi esseri prendano anche il nome di Popolo Delle Colline per la loro abitudine di vivere in colline cave che, talvolta, sollevandosi su dei pilastri rivelano le piccole e numerose luci delle processioni di Fate e di Elfi che si dirigono verso nuova dimora all’interno di altre colline (la notte che precede Ognissanti è di tradizione che questo avvenga), ma anche forti, case, alberi (soprattutto per gli Elfi) ed isole sono stati considerati dimore del Piccolo Popolo.   »»»


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http://www.daltramontoallalba.it/archeomitologia/regnodimezzo.htm





05 CHEMTRAILS
Polimeri di ricaduta: altre analisi


di: Straker

Pubblichiamo un'altra ricerca compiuta dall'amico biologo Tursiops circa i filamenti di ricaduta raccolti ed esaminati a Buccinasco (MI). Dalle analisi sinora eseguite, si deduce che tali fibre non hanno origine naturale.
In attesa dei risultati delle analisi sui filamenti bianchi caduti dal cielo il weekend dei giorni 8 e 9 novembre 2008, ho continuato, nel mio piccolo, a compiere delle osservazioni empiriche ed a trarre delle ipotesi.
Pochi giorni fa, analizzai al microscopio a fluorescenza questi polimeri di ricaduta e nell'articolo precedente è possibile vedere le foto.

Durante questa prova scoprii i seguenti aspetti:
- i polimeri hanno una struttura particolare e diversa da altri filamenti di origine animale/vegetale
- i polimeri emettono fluorescenza, se eccitati nello spettro UV
- i polimeri non emettono altre lunghezze d'onda, se eccitati con lunghezza d'onda (*) del rosso, del verde e dell'infrarosso (foto non mostrate, ma dati osservati sperimentalmente con testimone, cercherò di pubblicare prossimamente le immagini in questione). A questo si aggiunge l'osservazione di altre caratteristiche molto particolari di queste fibre che, a mio parere, escludo essere ragnatele.   »»»


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http://www.ecplanet.com/canale/ecologia-6/scie_chimiche-144/1/0/45160/it/ecplanet.rxdf





06 MITOLOGIA
L'Idra di Lerna


Antonio Marcianò

ImageNon di rado amici e conoscenti mi chiedono quale possa essere all’interno della congiura internazionale il ruolo della Chiesa cattolica. Premesso che non possiedo alcuna verità, posso tuttavia ventilare delle ipotesi anche piuttosto plausibili sulla base della conoscenza e dell’interpretazione di eventi e fenomeni. In questi giorni si assiste ad un’offensiva di settori massonico-sionisti (così li definirebbe Blondet) contro la Chiesa di Roma: la pellicola tratta dal celebre romanzo di Dan Brown, Il codice da Vinci, e la traduzione di alcuni frammenti papiracei appartenenti al Vangelo di Giuda sarebbero le macchine belliche usate dai potentati anticattolici per abbattere l’edificio di San Pietro.
A questi assalti il Vaticano ha reagito, bollando come fantasie e deliri, destituiti di ogni fondamento storico, le affermazioni e le ricostruzioni di quegli studiosi e scrittori che contraddicono gli insegnamenti cattolici. Di fronte a tale disfida, le persone, come nel caso del perenne “scontro” tra cosiddetto centro-destra e cosiddetto centro-sinistra, sono indotte a schierarsi, a prendere posizione, ma, a parer mio, è proprio quello che i burattinai auspicano. È di gran lunga preferibile che le masse, anche quelle con una certa cultura, si impegnino in sterili diatribe, si accusino vicendevolmente di non conoscere la storia, l’archeologia e le lingue antiche, piuttosto che consentire a tutti i cittadini integri di unirsi, a prescindere se siano cristiani, atei, agnostici, credenti non adepti di sette… per denunciare le scelleratezze dei controllori e contrastarli.   »»»


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http://www.italyday.net/spiritusmundi/vatican/l_idra_di_lerna.html