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L'esorcista di Como: 70 i casi inquietanti

di Laura d’Incalci
«Vade retro Satana!». C’è ancora chi lo dice, e non per modo di dire. L’esorcista della diocesi di Como, don Roberto Pandolfi, ricorre però con molta cautela a quell’imprecazione contro il demonio formulata nel 1600 e archiviata qualche anno fa sull’onda innovativa del Concilio Vaticano II. «Non metto in dubbio la validità di quella formula che, a detta di tanti esorcisti, risulta ancor oggi fra le più efficaci - spiega il sacerdote, 46 anni, parroco di San Giuliano e cappellano dell’ospedale Valduce - Ma va assolutamente chiarito che i casi in cui in siamo di fronte al demonio, o meglio, i casi in cui si verifica il fenomeno di possessione di una persona da parte del maligno, sono davvero rarissimi... Stiamo attenti a non vedere il demonio dappertutto». Nominato lo scorso giugno dal vescovo Diego Coletti, don Pandolfi succeduto a monsignor Alessandro Cornaggia, è l’unico esorcista per l’intera diocesi, e la notizia della nuova "investitura" si è immediatamente diramata: nel suo "studio", un piccolo locale nella parrocchia di San Giuliano dove scrivania, telefono e fax non snaturano un’atmosfera di raccoglimento dove spesso risuonano preghiere e invocazioni, approdano decine di persone ogni settimana.
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