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Gli alieni esistono, stiamo alla larga

Il professor Stephen Hawking: "Gli extraterrestri sono attorno a noi. Ma il contatto con loro sarebbe disastroso per la razza umana. Non resta quindi che evitarli"
Verdi, minuscoli, titanici, spore, con le antennine, come candele nel vento, umanoidi, lucertoloni, deiformi, omerici, con il dito che chiama telefono casa, con la testa ovale e gli occhi a mandorla, ariani, etabetici, invisibili, alghe, marziani, e Joseph K. un giorno si ritrovò trasformato in uno scarafaggio, venusiani, con le orecchie a punta, parassiti, stilizzati, angeli o demoni, con la testa di gatto, con il tuo stesso sguardo, esattamente come te, identici. Insomma, semplicemente alieni.
È una vita che l’uomo sta qui, su questa terra, a cercare d’immaginarlo. Lui, l’altro, quello che viene da lontano, simile o diverso, fratello o bastardo, quello che non ci fa sentire soli, quello che ci fa paura, quello che magari c’è, ma finora si è nascosto bene. Lui, l’ultraumano, l’extraterrestre, il bambino che da piccolo cercavi oltre lo specchio, il disco volante non identificato, quella striscia luminosa che si muove veloce nel cielo e certe notti di agosto t’incanta e non sai mai se è un aereo, un satellite, una stella cadente o un Ufo. Lui, quello che forse ha costruito le piramidi, che guarda dall’alto le pietre di Stonehenge, che ha aperto una ambasciata in Nevada, sulla statale 375, in quella che gli umani chiamano Area 51. Lui, quello di 2001 Odissea nello spazio, di Star Trek, di Alien, Visitors, Indipendence Day, quello di Goldrake contro Mazinga, quello che Astolfo non incontra sulla luna, quelli che non c’erano quando Armstrong e Aldrin hanno fatto un piccolo passo per l’uomo ma un grande passo per l’umanità. Quelli che se esistono sono senza dubbio più intelligente di noi.
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