Archivio news Giugno 2010 - parte 01

01 GENETICA
Ecco la vita artificiale: costruita la prima cellula "comandata" da un genoma sintetico


Per 15 anni, Craig Venter ha inseguito un sogno: costruire un genoma da zero e utilizzarlo per costruire la vita sintetica. Oggi sembra essere riuscito a realizzarlo: ha creato un genoma sintetico e lo ha trasferito con successo in un batterio, dal quale ha tolto il Dna naturale. Ha costruito così Mycoplasma mycoides JCVI-syn1.0, il primo batterio controllato da un genoma sintetico.

Amelia Beltramini, 20 maggio 2010
La nascita della prima colonia batterica dal genoma interamente sintetizzato da macchine di laboratorio risale a un mese fa, un microscopico grumo di cellule blu, apparentemente insignificanti, ma la rivista scientifica Science ne dà notizia con grande enfasi solo ora, alle 20 del 20 maggio. Artefici i tre moschettieri della vita artificiale, Craig Venter, Clyde Hutchinson III e Hamilton Smith, biologi molecolari del Jcvi (J Craig Venter Institute). È loro anche questo progresso verso la creazione di una vita veramente sintetica, che, promettono, è l’alba di una Genesi dell’uomo.

La vita progettata in laboratorio
«È la prima cellula sintetica fabbricata dall’uomo e la chiamiamo sintetica perché è derivata interamente da un cromosoma sintetico, costruito con 4 bottiglie di 4 diverse sostanze chimiche, le basi della vita, e un sintetizzatore chimico, il tutto manovrato da un computer che detta le istruzioni della sequenza » spiega Venter. «Queste apparecchiature oggi sono diventate potentissime e ci consentiranno in futuro di progettare quello che vogliamo. Abbiamo già in mente un lungo elenco di applicazioni». Fra le quali alghe capaci di catturare la CO2, microbi per produrre nuovi carburanti o nuove sostanze chimiche, velocizzare la produzione di vaccini, ripulire acque o suoli inquinati. Applicazioni che Venter ha già brevettato.   »»»


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http://www.focus.it/Scienza/news/costruita-la-prima-cellula-comandata-da-un-genoma-artificiale-e-sintetico-6565-4546562-86496542-545454.aspx





02 TECNOLOGIA
Veliero spaziale pronto al decollo


È made in Japan il primo veicolo spaziale ibrido: un aquilone supertecnologico alimentato con cellule fotovoltaiche e sospinto da vele solari che sfruttano la forza propulsiva delle particelle di luce. È costato 12 milioni di euro: funzionerà?

Percorrere oltre 42.000.000 di chilometri senza consumare una goccia di combustibile: è la sfida di Ikaros, la prima sonda spaziale alimentata esclusivamente a energia solare che il prossimo 20 maggio partirà dal centro spaziale giapponese di Tanegashima in direzione di Venere.

Vento fotonico
Ikaros (Interplanetary Kite-Craft Accelerated by Radiation of the Sun, ossia Veliero Interplanetario Spinto dalla Radiazione Solare), lascerà la Terra a bordo di un razzo a motore e, una volta in orbita, inizierà a ruotare su se stesso per spiegare 4 grandi vele da 15 metri quadri l’una. Si tratta di speciali pellicole di poliammide spesse meno di un decimo di millimetro e ricoperte da cellule fotovoltaiche che convertiranno l’energia del Sole in corrente elettrica. Non solo: Ikaros, per avanzare, sfrutterà anche la forza propulsiva dei fotoni, cioè delle particelle di luce che colpiranno la vela proprio come il vento colpisce la randa e il fiocco di uno yacht. Ogni volta che un fotone arriva sulla vela, le trasmette la propria forza: in un ambiente praticamente privo di attrito come il cosmo questo porta a una continua accelerazione del corpo.
Secondo gli scienziati questa tecnologia, teorizzata per la prima volta nel 1920, permetterà a Ikaros di raggiungere velocità da 5 a 10 volte superiori rispetto a quelle ottenute da un normale veicolo a razzo delle stesse dimensioni.   »»»


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http://www.focus.it/Scienza/spazio/news/ikaros-il-veicolo-spaziale-ibrido-a-vela-solare_1245_9713.aspx





03 ASTRONOMIA
Cagliari, collocata parabola Srt; è il telescopio piu' grande d'Europa


Una gigantesce gru, arrivata smontata dall'Olanda a bordo di 50 tir, ha sollevato e posizionato sulla struttura centrale lo scheletro di acciaio e alluminio della parabola (500 tonnellate e 64 metri di diametro) che fa di Srt il più avanzato e grande radiotelescopio in Europa, secondo al mondo

CAGLIARI. Si è conclusa positivamente alle 10:45 di questa mattina l'operazione di tiro della struttura della parabola del radiotelescopio Sardinia radio telescope (Srt). Mentre un'altra ora è stata necessaria per il completamento dell'installazione. Soddisfazione di Inaf e Asi.
Una grande gru ha dunque portato a termine il suo compito nel cantiere di San Basilio, a poco più di 40 chilometri da Cagliari, sollevando e posizionando sulla struttura centrale del telescopio lo scheletro di acciaio e alluminio da 500 tonnellate che compone la struttura della parabola di 64 metri di diametro e che fa di Srt il più avanzato e grande radiotelescopio in Europa, secondo al mondo.   »»»


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http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/cagliari-collocata-parabola-srt-e-il-telescopio-piu-grande-deuropa/2024597





04 UFOLOGIA
In un campo di lavanda: l'ufo di Valensole


La Francia,in particolare nella zona della Provenza, e' senza dubbio una delle nazioni europee con piu' avvistamenti UFO.Basta citare il caso dell'atterraggio di Trans-en Provence,il piu' famoso Incontro Ravvicinato del Secondo Tipo europeo,del quale tratteremo nei prossimi articoli.
In questo invece parliamo di un IR3,cioe' con l'avvistamento non solo del disco,ma anche dei suoi occupanti avvenuto sempre in Provenza nel paese di Valensole.
Valensole e' una localita' del sud della Francia facente parte del dipartimento dell'Alta Provenza,situato a circa settanta chilometri dalla sicuramente piu' famosa Aix-en-Provence,ed e' un paesino di poco piu' di duemila abitanti che si basa sull'agricoltura e su qualche attivita' commerciale di paese.
Qui il 1 Luglio del 1965,l'agricoltore Maurice Masse ebbe una incredibile esperienza di contatto nel suo campo di lavanda con esseri provenienti da un altro mondo.   »»»


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http://misterilucacoppo28.blogspot.com/2010/03/in-un-campo-di-lavandalufo-di-valensole.html





05 UFOLOGIA
Herschel rivela molecole organiche nella nebulosa di Orione


L'osservatorio spaziale dell'ESA Herschel ha rivelato nella nebulosa di Orione alcune "impronte digitali" di potenziali molecole organiche precursori della vita. Lo spettro alquanto dettagliato fornisce una prova delle potenzialità dello strumento Heterodyne Instrument for the Far Infrared (HIFI) per la ricerca di molecole organiche nello spazio.

Lo spettro mostra una ricca distribuzione di "picchi" ognuno dei quali rappresenta l'emissione di radiazione associata ad una specifica molecola. La nebulosa di Orione è nota per essere uno dei siti più prolifici anche se i processi chimici che portano alla formazione delle molecole non sono stati ancora studiati nei dettagli. Gli astronomi hanno identificato nello spettro la presenza di alcune molecole note e le altre sono in fase di identificazione. Una caratteristica dello spettro è la presenza di tantissime righe: tra queste sono state identificate le molecole dell'acqua, del monossido di carbonio, della formaldeide, del metanolo, dell'ossido di zolfo, del cianuro di idrogeno, del biossido di zolfo e di altri analoghi isotopi. Ci si aspetta comunque di trovare altre molecole organiche.   »»»


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http://blog.libero.it/uforicerche/8592700.html





06 CROP CIRCLES
Cerchi nel grano apparsi nel Torinese. Mistero o burla?


A vederlo dall’alto sembra un serpente. Che si attorciglia su se stesso, quasi a formare una spirale. Quattordici cerchi e una mezzaluna, sono comparsi ieri mattina in un campo di grano a San Benigno.

Zona del Goriglietto, area isolata: lontana dal centro abitato e dalle strade principali. Il posto ideale per mettere in atto, quella che a prima vista, sembrerebbe una gran bella burla. Devono aver lavorato sodo, gli «artisti» e ce la devono aver messa proprio tutta per far sembrare quel loro capolavoro un mistero da studiare e fotografare, capace di richiamare curiosi e sostenitori delle tesi più fantasiose. Ufologi e cultori di misteri vari. Opera riuscita, non c’è dubbio. I cerchi sono perfetti, il grano piegato a regola d’arte e i cerchi di maggiori dimensioni non hanno punti d’entrata o di uscita tanto da sembrare davvero piovuti dal cielo.

«La sera prima mio marito aveva lavorato nel campo vicino – racconta la proprietaria del terreno del mistero, Anna Senatore – e non c’era nulla di strano». Pietro Vanera, suo marito, parla di disastro: «Ci hanno causato un gran bel danno economico: se solo scopro chi è stato…». Sua moglie è preoccupata: «in paese lo hanno saputo subito che c’erano quei cerchi: c’è stato tutto il giorno un bel via -vai nel prato. Io so già come finirà: il campo verrà tutto calpestato e addio raccolto».   »»»


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http://centroufologicotaranto.wordpress.com/