Archivio news Giugno 2010 - parte 03

01 UFOLOGIA
Napoli, avvistate strane luci nel cielo


C'è chi ha detto di esser sicuro di aver visto gli ufo. Fatto sta che a Napoli, nel quartiere Arenella, sono stati avvistati oltre venti cerchi di luce lampeggiare per 15 minuti nel cielo. Sergio Pinfildi, artigiano presepiale, se ne è accorto proprio perché richiamato dalle urla dei vicini di casa. ''Sono uscito sul terrazzo e dinanzi a quella visione nel cielo ho deciso di filmare", ha commentato l'artigiano.

''Sono uscito sul terrazzo e sono rimasto anche io sorpreso quando ho visto una ventina di luci sferiche che si muovevano nel cielo, anche a poca distanza dagli edifici - racconta Pinfildi -. Così ho scattato foto e girato un video''.   »»»


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http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo484194.shtml





02 SPAZIO
Il Giappone vuole mandare robot umanoidi sulla Luna entro il 2020


Allo studio un progetto per creare una base gestita da droidi al polo sud del nostro satellite

MILANO - Terminator sulla Luna? Non è un nuovo film di Hollywood ma il progetto del governo giapponese per la colonizzazione del nostro satellite. Un centro di ricerca governativo ha infatti redatto un'ipotesi di sbarco entro il 2020 di una serie di robot umanoidi che dovrebbero allestire una vera e propria base sulla Luna.
IL PROGETTO - Secondo il progetto perfezionato dal centro di ricerca della Waseda University presieduto da Katsuhiko Shirai, lo sbarco dovrebbe avvenire in due fasi. Entro il 2015 dovrebbero essere messi in orbita intorno alla Luna alcuni robot che avrebbero il compito di monitorare e studiare il nostro satellite. Successivamente entro il 2020 ci sarebbe la discesa sul suolo lunare dei droidi che si stabilirebbero nei pressi del polo sud lunare.   »»»


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http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_giugno_14/base-lunare-giapponese-marco-letizia_1d5b55cc-778f-11df-9d1c-00144f02aabe.shtml





03 SPAZIO
È tornata la sonda giapponese che si è posata sull'asteroide


Hayabusa è atterrata, dopo un viaggio complicato di sette anni nello spazio, nella notte australiana. La stanno cercando. Dovrebbe avere con sè la sabbia di Itokawa, il corpo celeste che ha toccato. Comunque vada è stato un successo
di LUIGI BIGNAMI

È tornata la sonda giapponese che si è posata sull'asteroide
SE HA PORTATO con sé anche un pezzo dell'asteroide sul quale è sceso, sarà uno stroadinario successo. Ma se anche non ci fosse quel granello di sabbia spaziale, l'impresa è da considerarsi storica nella conquista dello spazio. Si tratta del viaggio di andata, discesa e ritorno della sonda giapponese Hayabusa (in giapponese significa "falco pellegrino") su un asteroide, un mattone del sistema solare. La sonda è tornata nella notte australiana quando in Italia erano le 16 e 11 di domenica. Attraversata l'atmosfera con un angolo di circa 10°, la capsula che dovrebbe contenere il prezioso carico ha sopportato una temperatura di circa 2.700°C. Ci vorranno alcune ore comunque, per trovarla e fino a quel momento non si saprà con precisione se in fase di rientro tutto è avvenuto come previsto.
La sonda, che pesa 510 kg, viene lanciata il 9 maggio 2003 dal centro spaziale Kagoshima, in Giappone. Il suo obiettivo primario è quello di sperimentare nuove tecnologie, dal motore ionico al sistema di discesa su un altro corpo del sistema solare a quello del prelevamento di un campione di suolo e il suo ritorno a Terra. L'asteroide centrato dalla sonda è Itokawa, che viene raggiunto nel settembre del 2005. Una volta in orbita, vi rimane per circa 3 mesi a rilevarne i dettagli dall'alto. Grazie a 1600 fotografie, a 120.000 spettri all'infrarosso (analisi che permettono di determinare la composizione chimica di un oggetto) e 15.000 rilevamenti ai raggi X si otterrà una mappa molto dettagliata della sua superficie topografica, delle sue caratteristiche chimico-fisiche e della sua gravità.   »»»


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http://www.repubblica.it/scienze/2010/06/13/news/sonda_giapponese-4807103/





04 ASTRONOMIA
Marte aveva un gigantesco oceano e 40.000 fiumi


A ricostruirne l'aspetto è stato l'italiano Gaetano Di Achille, che ha lasciato l'Italia per l'università del Colorado

ROMA - Quando aveva appena un miliardo di anni Marte era un pianeta blu, ricco di acqua. Probabilmente un grande oceano nell'emisfero Nord lo occupava per un terzo, la terraferma era piena di laghi e i fiumi erano almeno 40.000.
E' il ritratto di Marte com'era 3,5 miliardi di anni fa, descritto sulla rivista Nature Geoscience dall'italiano Gaetano Di Achille, che ha lasciato l'Italia, dove ha studiato nell' universita' di Pescara ''Gabriele D'Annunzio'', per gli Usa. ''E' un altro passo verso la definizione del bilancio idrologico di Marte, anche se la conferma definitiva potra' venire solo dal ritrovamento di sedimenti'', osserva il direttore della Scuola internazionale di scienze planetarie (Irsps) dell'universita' di Pescara, Gian Gabriele Ori. Due anni fa il suo gruppo aveva studiato la firma chimica dell'antico oceano. ''Ora aggiungiamo un altro tassello importante'', dice Di Achille, che nel Laboratorio di Fisica spaziale e dell'atmosfera dell'universita' del Colorado ha lavorato con il geologo planetario Brian Hynek. Il nuovo panorama di Marte e' il risultato della prima ricerca che riunisce i dati osservati dal 2001 ad oggi dai satelliti di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) in orbita attorno a Marte. Per Di Achille ''non e' ancora una prova definitiva'', ma sembra ormai molto probabile che in passato un oceano profondo circa 550 metri copriva il 36% del pianeta e conteneva circa 124 milioni chilometri cubi di acqua.   »»»


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http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/06/14/visualizza_new.html_1822573078.html





05 CLIPEOLOGIA
Coreno Ausonio (FR) - la grotta delle Fate, antico sepolcro o vasca votiva ?


di Isabella Dalla Vecchia - luoghimisteriosi.it

Ringraziamo Costanzo Salvatore per i suggerimenti per la stesura dell'articolo e per l'utilizzo delle foto necessarie per capire la bellezza e l'importanza di questo luogo sacro e misterioso Coreno deriva da KORA OINOU (terra del vino) e da KORINEM (clava di Ercole, dio qui molto venerato, vi è anche un tempio a lui dedicato non lontano dal paese), mentre Ausonio è stato aggiunto di recente e deriva dal popolo che abitava queste terre, gli AUSONI o AURUNCI. Il luogo per i romani fu considerato di prestigio perché ricco di un particolare marmo, il noto "perlato di Coreno" con il quale edificarono molti famosi monumenti tra cui la Via Appia, colonne e strade di Pompei e l’anfiteatro di MITURNAE. Il marmo viene estratto ancora oggi. AUSONA era la quinta città della PENTAPOLI AURUNCA (le altre erano MITURNAE, SINUESSA, SUESSA e VESCIA) del popolo degli AURUNCI AUSONI. Essi, forti della loro alleanza “a pentagono”, simbolo per eccellenza di difesa, si sentivano invincibili e sfidarono nel IV secolo a.C. i romani, che non gli lasciarono scampo, distruggendole con tale violenza che di esse oggi non rimane più nulla.

Questa zona ospita un luogo molto interessante, nonchè il più antico di queste terre, si chiama "Grotta delle Fate", ed è sito in CONTRADA JAGNA   »»»


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http://www.luoghimisteriosi.it/lazio_corenoausonio.html





06 CROP CIRCLES
Ufo e segni nell'erba: fascicolo in Procura, Sequestrato video del presunto atterraggio


NAPOLI (3 giugno) - Gli Ufo finiscono in Procura. La magistratura napoletana ha aperto un'inchiesta sull'avvistamento di Crispano e sulla scoperta di alcuni disegni in un campo di graminacee a Grumo Nevano.

I carabinieri hanno sequestrato nel comando dei vigili urbani di Crispano il computer sul quale erano state registrate le immagini riprese da un telecamera di video sorveglianza, puntata in via Cancello. La strada periferica sulla quale nella notte del ventisei maggio una squadra di operatori ecologici ha notato due sfere di colore rosso vivo volteggiare per alcuni minuti sui due campi di erba medica e fieno, dove il giorno dopo sono stati trovati una trentina tra cerchi e strani disegni.
Il filmato, che è bene precisare, è stato ripreso in automatico e senza la presenza di alcuna persona, mostra per più di un minuto e mezzo un oggetto luminosissimo di forma sferica, fermo a mezz'aria. Proprio sulla verticale dei campi di erba medica e fieno. Poi il bagliore ha preso a diminuire e questo oggetto non identificato è sparito in meno di un secondo dalla zona inquadrata dall'obiettivo della telecamera, che è montata su un palo della pubblica illuminazione.   »»»


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http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=104802&sez=NAPOLI#