Archivio news Dicembre 2010 - parte 04

01 SCIENZA
Cancellare i brutti ricordi si può, basta intervenire entro sei ore


Il procedimento messo a punto dagli scienziati della New York University non prevede l'uso di farmaci: il ricordo puroso non viene sostituito con un altro ma, nel momento in cui il cervello lo ricostruisce, manipolato in modo da cancellare il sentimento di paura che lo accompagna
di SARA FICOCELLI

SOVRASCRIVERE i brutti ricordi senza l'aiuto di farmaci è possibile, a patto di riuscire a intervenire sui traumi quando sono ancora "bambini". Secondo uno studio statunitense pubblicato su Nature, l'importante è infatti intervenire entro sei ore dal trauma, nel periodo del cosiddetto "riconsolidamento". Le migliaia di persone che al mondo soffrono di fobie, da quella dei ragni all'ossessione di precipitare dalle scale, potrebbero tornare a nuova vita grazie a una nuova terapia messa a punto dalla New York University. Gli studiosi, che hanno presentato il loro lavoro alla comunità scientifica internazionale il mese scorso, in occasione della conferenza annuale della Society of Neuroscience a San Diego, spiegano di essere riusciti a bloccare le paure intervenendo sul modo in cui il cervello ricostruisce i ricordi.

Il metodo. Una buona notizia, soprattutto considerando che la memoria di fatti traumatici può condizionarci la vita. La claustrofobia può indurci, per esempio, a fare dieci rampe di scale invece di prendere l'ascensore, la paura di volare può impedirci di raggiungere la famiglia a Natale. Analizzando i meccanismi che "fissano" le paure nel cervello, gli studiosi americani hanno scoperto che, dopo l'evento traumatico, il ricordo viene elaborato dalla mente per un periodo di alcune ore, attraverso il fenomeno del riconsolidamento mentale. E hanno quindi capito che è lì che bisogna intervenire, in quella fase in cui il trauma è "neonato" e ancora malleabile, riscrivibile. Una situazione mentale comune soprattutto ai bambini, il cui cervello vergine assimila continuamente nuove informazioni e fobie ad esse legate.   »»»


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http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/13/news/cancellare_i_brutti_ricordi_si_pu_basta_intervenire_entro_sei_ore-10073553/





02 UFOLOGIA
Interferenza ravvicinata con una sfera


di Pietro Ponzo

Vedendo la trasmissione Live su Italia1 che trattava di Ufo, ho preso lo spunto dalla data 1973 per rispolverare dai miei ricordi un’esperienza di contatto con una sfera.
La mia prima conoscenza in assoluto con queste realtà avvenne all’età di dieci anni. Negli anni seguenti si susseguirono altre conoscenze intervallate da pause anche di mesi o anni tra l’una e l’altra, ma la prima esperienza che ha influito definitivamente nel mio percorso di conoscenza e che ha interferito sulla mia persona in modo indelebile è questa che mi accingo a scrivere. Avevo ventitré anni.

Avvistamento
Il fatto accadde il 1 dicembre 1973 nel porto di Cala Galera, Orbetello, Monte Argentario. Eravamo in due io e un amico entrambi all’epoca appassionati di pesca. Passammo la notte tra venerdì 30 novembre e sabato1 dicembre sulla scogliera che costeggia il porto di Cala Galera lato Nord per una battuta di pesca. La giornata era ottima cielo terso e mare calmo anche durante la notte. La pesca non era fruttuosa perciò decidemmo all’incirca alle quattro antimeridiane di sabato 1 dicembre di rimuovere l’attrezzatura e fare ritorno a Roma. Fu proprio in questo frangente che vidi una luce abbagliante bianchissima provenire da Nord Ovest dritta e veloce nella mia direzione, sembrava il faro di un aereo in avvicinamento ma la quota era relativamente bassa. Chiamai a gran voce il mio amico che in quel momento si trovava poco distante sopra la scogliera all’imboccatura del porto a rimuovere alcune attrezzature inserite tra gli scogli e gli gridai di girarsi alla sua destra e di osservare quell’insolita luce. Non feci in tempo a finire le prime parole che quella palla di luce era già sopra di noi. Aveva un diametro come la luna piena ma molto più brillante. Passò sopra la mia verticale a un’altezza di un centinaio di metri a una velocità incredibile senza emettere nessun tipo di rumore. “Si è fermata si è fermata è dietro di te all’interno del porto”. Gridò a gran voce il mio amico.   »»»


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03 CRIPTOZOOLOGIA
I mostri dei laghi scozzesi e irlandesi sono creature materiali o apparizioni?


di Francesco Lamendola - 28/11/2010

Forse non molti sanno che il lago Loch Ness, in Scozia, non è il solo ad ospitare la leggenda, e forse non solo la leggenda, di un misterioso abitatore delle sue scure e fredde acque, la cui presenza è stata segnalata fin dai secoli remoti dell’alto Medioevo (ed esorcizzato da San Colomba nell’anno 565; il mostro veniva chiamato Nisaeg e assaliva gli esseri umani). Senza contare i laghi canadesi e siberiani, nei quali sono state avvistare e riconosciute delle creature rettiliformi altrettanto smisurate ed inquietanti, nella stessa Europa esistono parecchi altri specchi d’acqua dolce che ospiterebbero, secondo antiche tradizioni, ma anche in base a testimonianze recenti e recentissime, dei mostri simili a draghi o piuttosto a dinosauri. Alcuni di tali esseri, che si direbbero usciti da un libro di paleontologia o da una fiaba incantata, avrebbero sede nei laghi della Scandinavia, specialmente della Svezia; mentre dalla Norvegia ne sarebbe stata segnalata la presenza nelle acque marine dei numerosi e pittoreschi, profondissimi fiordi. Altri si celerebbero nei bacini lacustri delle Isole Britanniche, particolarmente nella Scozia settentrionale e in Irlanda, compresa l’Ulster che fa tuttora parte del Regno Unito; e, anche se il loro più celebre “parente” del Loch Ness li ha, finora, relegati un po’ nell’ombra, almeno a livello di notorietà internazionale, nondimeno sono parecchie le persone che asseriscono di averli visti con i propri occhi.
Sorge spontanea la domanda: come è possibile che dei laghi dalla superficie modesta, anche se talvolta discretamente profondi, possano celare delle creature di tali dimensioni, nel contesto di una nazione fortemente industrializzata e densamente popolata, in cui si direbbe non esservi assolutamente più posto per favole e leggende, tanto meno per delle “vere” creature antidiluviane di una tale mole? Il sacerdote anglicano Donald Omand aveva una sua teoria in proposito: pensava che sia “Nessie”, sia i draghi apparsi al largo delle coste norvegesi ed in altri luoghi ancora, sia, infine, il “grande cane fantasma” di Kettelness”, siano manifestazioni delle forze del Male, capaci di produrre perfino una specifica patologia mentale, la cosiddetta “pazzia del mare”, che spinge alla follia e al suicidio improvviso persone che parevano sanissime; forze che si liberano in presenza di particolari “zone maledette”. Secondo Omand, esiste una specie di “geografia del male” che comprende le rive del Loch Ness, come pure dello svedese Lago Storsjön, talune isole della Norvegia e perfino certi incroci automobilistici ove si verificano “strani” incidenti, come se gli automobilisti cadessero in preda a una forza inspiegabile più grande di loro, che li afferra e li spinge verso la morte. A sostegno di questa tesi, egli cita alcuni fatti significativi e fa notare che, in quei luoghi, sono avvenute, nei tempi antichi, oscure vicende di violenza e di sangue, oppure sono stati praticati dei riti di magia nera. Tanto per far notare una delle numerose e significative coincidenze, chi non sa che presso il Castello di Urquhart, sulle rive del Loch Ness, si stabilì ad un certo punto il famoso mago Aleister Crowley, cultore di oscuri riti e di evocazioni di entità supernaturali?   »»»


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04 UFOLOGIA
UFO luminoso immortalato nei cieli di Rapallo; le analisi


Il Centro Ufologico di Benevento Mars Group Campano divulga le analisi e tutte le foto dell'interessantissimo avvistamento ufo di Rapallo.

Il Centro Ufologico di Benevento Mars Group Campano propone all'attenzione dei media, il seguente recentissimo e spettacolare avvistamento di Rapallo. La notizia è stata già pubblicata da Il Nuovo Levante - Mistero bUfo e www.newnotizie.it. Noi ve la presentiamo più particolareggiata ed approfondita. Vi facciamo inoltre vedere diverse immagini del caso. Alle ore 21,30 del 23 novembre 2010, un oggetto volante non identificato, in direzione sud ovest si palesava davanti agli occhi increduli di un testimone, Andrea Dadone. La luce appariva fissa nel cielo, seguita da altri due ufo più lontani e con luce meno intensa che però sparivano repentinamente. L'oggetto apparso per primo scendeva dai 45 gradi iniziali a circa 30° nel cielo in direzione nord ovest e spariva intorno alle 23,30 all'altezza della località Uscio. A quel punto il testimone correva a prendere la opportuna apparecchiatura per catturare delle immagini e cioè: una fotocamera Nikon Coolpix da 12 megapixel e un cellulare Nokia N73 da 3,2 megapixel MG.   »»»


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05 ASTRONOMIA
Un meteorite rilancia l'ipotesi della panspermia extraterretre


Quando di parla della nascita della vita sulla Terra le teorie ufficiali si affiancano a nuovi studi che includono l'ipotesi della panspermia cioè che la vita sulla Terra potrebbe essere arrivata grazie a un "aiuto dall'esterno" magari da una cometa o da un meteorite. La NASA già nel 2009 avrebbe confermato che sul meteorite Allen Hills 84001 scoperto 25 anni fa in Antartide ci sarebbero tracce di vita. Da qualche giorno arriva la notizia che un meteorite conterrebbe tracce di vita extraterrestre. Duane P. Snyder annuncerà presso l'Hotel Ramada nel South Haven in 1555 Phoenix Road nel Michigan, la scoperta del primo e unico meteorite ghiacciato contenente forme di vita aliene, secondo quanto diffuso dalle agenzie. Mentra la notizia sul primo meteorite è già stata verificata questa sempre tuttavia molto inverosimile.

A che temperatura è stato ritrovato l'oggetto? In Antardide i meteoriti si conservano sotto zero negli strati di ghiaccio sotterranei e riemergono con attività di carotaggio, ma in altri ambienti come farebbero a mantenersi ghiacciati? Ripercorriamo insieme gli ultimi sviluppi sulla teoria della Panspermia alla luce delle ultime novità.   »»»


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06 ASTRONOMIA
Misteriosi 'cerchi concentrici' nella radiazione cosmica di fondo


Chiedersi cosa sia successo prima del Big Bang può sembrare una domanda fantascientifica e, secondo il modello standard della cosmologia, il tempo nemmeno esisteva. Oggi, però, i fisici dell'Università di Oxford Roger Penrose e Vahe Gurzadyan del Yerevan Physics Institute in Armenia hanno trovato un effetto nella radiazione cosmica di fondo che potrebbe aprire una sorta di "finestra temporale" per capire cosa sia successo prima del Big Bang.

Le "collisioni" tra i buchi neri si sarebbero ripetute varie volte ed il centro di questa interazione sarebbe rimasto sempre nello stesso punto nella mappa della radiazione cosmica di fondo. L'enorme quantità di energia apparirebbe perciò sotto forma di cerchi concentrici nella mappa della radiazione cosmica di fondo. Credit: Gurzadyan and Penrose.   »»»


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