Questo IR3 (incontro ravvicinato del III tipo) è molto conosciuto dai
ricercatori, ma pochi di loro sanno che è stata falsata da una manovra del
Pentagono, il cui astronomo Allen J. Hynek ne è stato inconsapevolmente, o
almeno lo crediamo, lo strumento. Il peggio è che ha sempre rifiutato di
riconoscerlo, anche quando è diventato una figura emblematica dell’ufologia
mondiale.
Durante l'esistenza del “famoso” programma Blue Book, in seno all’USAF, il
dott. Allen Joseph Hynek sollecitato per esserne il consigliere scientifico, era
stato incaricato di risolvere il mistero degli ufo. Il suo ruolo sarebbe consistito
nel banalizzare un massimo di osservazioni in termini d'astronomia. Quindi,
quando si è reso conto che i soldati diminuivano e dissimulavano fatti
incontrovertibili, nel 1968 si dimise, almeno questo è ciò risulta.
Ed è cosi che nel 1973, creò un gruppo privato, il CUFOS, e diventò
rapidamente l’archivista dell’ufologia mondiale. Tuttavia, il suo
comportamento come ricercatore privato non è sempre stato esemplare, e
questo in varie occasioni.
Ecco del resto un esempio dell'atteggiamento molto sospetto che ha avuto
nell'indagine sull'affare di Socorro, Nuovo-Messico, il cui testimone principale
era un poliziotto di Stato. Questo caso ha avuto all'epoca una grande
ripercussione nella stampa americana ed anche mondiale. Ne illustrerò a grandi
linee per i giovani ufologi che ne ignorano ancora i dettagli principali.
UN GRANDE CLASSICO
Il 24 aprile del 1964, verso le 17h50, il poliziotto di Stato Lonnie Zamora
conduce la sua automobile di servizio all'uscita di Socorro, Nuovo-Messico,
all’inseguimento di un automobilista per un’infrazione al codice stradale.
Improvvisamente, percepisce un tipo di detonazione e può osservare nel cielo
un corpo brillante di colore bianco sotto forma d'uovo, la cui traettoria sembra
incurvarsi verso il suolo, come se andasse a schiantarsi o atterrare. Il testimone
decide di abbandonare l’inseguimento del contravventore per dirigersi verso il
luogo del possibile incidente, cosi da potere guidare in seguito gli eventuali
soccorritori. Lascia dunque la strada che segue per impegnarsi su un tracciato
appena carrozzabile che attraversa una zona desertica fatta di un suolo roccioso
e disuguale con qualche ciuffo d’erba qua e là. Raggiunto rapidamente la fine
di questa stradina, il poliziotto si ritrova in una zona brulla, tipica del deserto
dell’Arizona dove si alternano piccole collinette e depressioni tipiche del
rilievo locale.
Ben presto, può osservare che l'oggetto scende quasi alla verticale pur
emettendo un rumore, mentre un tipo di getto molto vivo di fiamme o di luci
sembra emanare dalla sua parte inferiore, diretto verso il suolo. L'apparecchio
sconosciuto scompare in seguito rapidamente alla vista del poliziotto, poiché si
trova in una sorta di scavo naturale che lo maschera alla sua vista.
Tuttavia, quando il testimone può portare la sua automobile sul bordo di questo
bacino, è in grado di vederlo in modo molto distinto, cosa che gli permette di
descriverlo nei minimi dettagli senza problema.
Si tratta di una macchina di forma ovoidale di colore bianco alluminio che si
riposa su un quadripode d'apparenza telescopico.
INCONTRO RAVVICINATO DEL III° TIPO
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Improvvisamente, Zamora distingue due esseri accanto all'oggetto. Sono vestiti
con una combinazione bianca che li copre interamente della testa ai piedi. Il
testimone osserva che sono di una dimensione piuttosto piccola rispetto allo
standard medio degli adulti umani. Con il cuore che gli batte forte in petto,
risale sul suo veicolo per avvicinarsi ancora di più all’oggetto volante, essendo
il suo primo punto d'osservazione (misurato poi a 240m in occasione
dell'inchiesta), non ideale per vedere il tutto.
Perde dunque ancora alcuni secondi per manovrare la sua automobile e portarla
ad una più breve distanza. Arrivato quasi a trenta metri, scende e gira intorno
alla sua Pontiac di servizio per osservare meglio la scena. Ed é allora che un
rumore assordante si fa sentire, inizialmente a tonalità bassa, quindi che sale
rapidamente nell'acuto aumentando tutto d'intensità!.
Egli nota che una fiamma specifica appare sotto l'oggetto, che decolla
lentamente su un asse verticale. La fiamma, o il getto di luce, è di colore blu
con una zona arancio verso il basso, di una larghezza regolare di circa quattro
piedi. Ha il tempo di osservare sullo scafo della macchina
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sconosciuta un tipo di segno o di simbolo di colore rosso, sul quale ritornerò, perché è un elemento
che è stato oggetto di una SOSTITUZIONE !.
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Il poliziotto, pensando che la macchina potesse esplodere, è preso dal panico.
Fa un mezzo giro per rientrare nella sua automobile, ma nella foga cade e perde
i suoi occhiali. Quando il rumore super-acuto cessa, si gira per osservare
l'oggetto volante che si allontana in volo orizzontale ad alcuni metri dal suolo.
Quindi, può vederlo sorvolare un deposito di dinamite, per prendere finalmente
quota e scomparire alla distanza. Zamora ritorna alla sua automobile, recupera i
suoi occhiali, e con la radio di bordo informa il suo P. C. dell'incidente.
Alcuni minuti più tardi, un altro veicolo della polizia condotto dal sergente
Sam Chavez lo raggiunge sul luogo dell’incidente”, il quale nota al suo arrivo
lo stato di choc del suo collega. I due poliziotti si recanono in seguito la, dove
l'oggetto si è posato e scoprono le tracce di quadripodi d'atterraggio con al
centro una piccola zona calcinata.
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IL SIMBOLO ROSSO
Passiamo ora senza perifrasi all'affare del simbolo, che sembra essere
completamente sfuggito ai ricercatori americani, eccetto Ray Stanford, che mi
da la possibilità di potere redigere questa messa a punto, questo articolo.
Quest'uomo, cosa molto importante, ha effettuato all'epoca un'indagine sul
posto, contemporaneamente all'astronomo A. J. Hynek, che era stato delegato
dal “Project Blue Book”, per interrogare le persone implicate in quest'affare.
Secondo il libro di Stanford, Lonnie Zamora ha fatto una descrizione verbale
del simbolo dalla sua radio di bordo al centralino della polizia di Stato di
Socorro, ad un certo Mike Martinez, che era di servizio proprio alla ricezione
radio.
Ed è proprio questo poliziotto che ha informato Stanford dei termini usati da
Zamora per descrivere cio che vide.
Ecco la frase esatta che ha pronunciato alla radio:
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"Un V invertado con tres lineas debajo”.
Che in spagnolo significa: "una V capovolta con tre linee (tratti) al di sotto".
Essendo i neo-messicani l'80% degli americani-ispanici (a maggioranza
messicana), usano più volentieri la lingua di Cervantès.
In realtà, se ci si riferisce a ciò che precisa Stanford, risulta che occorre
interpretare questa frase come segue:
"una V invertita (capovolta) con tre barre che l’attraversano". Quest'autore
giustifica questa traduzione con il fatto che Zamora aveva disegnato una
riproduzione del simbolo su uno strato di carta prima dell'arrivo del sergente
Chavez. Si trattava di un V alla rovescia sbarrato da tre tratti orizzontali.
Da notare inoltre, che molti altri poliziotti che avevano raggiunto Zamora sul
sito sono stati in grado di vedere questo disegno. (Ray Stanford, “Socorro
Saucer in a Pentagon Pantry”, Blueapple Books, Austin, texas, 1976).
C'è dunque una contraddizione enorme tra il disegno citato sopra e quello che è
stato rivelato, divulgato alla stampa, una freccia appuntita verso l'alto
sormontato da un arco di cerchio e sottolineato di un tratto orizzontale.
Stanford comunque, non sembra avere compreso le ragioni esatte che
giustificano quest'imbroglio. Per ciò che mi riguarda, credo di averle trovate
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queste ragioni, ma prima di citarli, occorre esporre nei dettagli le azioni
intraprese dalle Autorità per tentare di controllare la situazione prima
dell'arrivo di A. J. Hynek.
L'AFFARE PRESO IN MANI UFFICIALI
La sera stessa dell'incidente, verso le 19h00, l'agente del FBI J. A. Byrnes di
stanza a Socorro, si presenta alla P.C. della polizia di Stato della città, poiché
alcuni minuti prima era appena stato messo al corrente dell'incidente. Informato
di tutti i dettagli del RR3, chiama immediatamente le autorità militari della
regione che lo orientano verso il capitano Richard T. Holder, del US Army,
responsabile del White Sands Stallion, unità militare più vicina.
Alle 19h20 Holder raggiunto Byrnes, ed a partire da questo momento, i due
uomini iniziano ad attuare una "operazione bocca cucita".
Ad esempio, nel teletype (cablogramma) sull'incidente che l’ FBI ha ricevuto
dalla sua antenna di Albuquerque, di cui copia è stata ottenuta dal ricercatore
Bruce Maccabbee nel 1978, si fà ben menzione di un simbolo, ma senza la
minima descrizione.
Come resoconti relativi all'osservazione dell'oggetto, visto prima del suo
atterraggio da altre persone, sono stati nascosti ai mass media dalle autorità,
che hanno insistito per dire che Zamora era il solo testimone.
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Su questo punto,
Stanford segnala che tre altre relazioni, ossia rapporti, sono giunti alla polizia
di Socorro nella serata del 24 aprile, quindi nello stesso giorno dell’atterraggio,
che segnala l'osservazione di una fiamma di luce blu nel cielo, nei luoghi e
negli stessi orari che corrispondono al’ IR3 testimoniato da Lonnie Zamora.
Del resto, l’agente dell’FBI J.A.Byrnes ha occultato a R. T. Holder il fatto che
altri testimoni si erano fatti avanti per testimoniare il loro avvistamento,
sostenendo che Zamora era l'unico osservatore, probabilmente su ordine della
sua gerarchia, probabilmente all'ingiunzione del Pentagono.
Naturalmente Zamora, diciamo cosi "è stato istruito" da Byrnes e da Holder. Il
suo interrogatorio somiglia del resto maggiormente a pressioni psicologiche
che ad altra cosa. Il poliziotto, e ne ha come la sensazione, ha visto qualcosa
che non avrebbe mai dovuto vedere, e che è considerato come un gêneur
piuttosto che un testimone provvidenziale.
Byrnes gli fa
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capire che occorre conservare il silenzio su quest'atterraggio, e
che doveva seguire questo consiglio e che sarebbe soltanto per patriottismo
verso il suo Paese.
L’astuzia sarebbe stata quella di non esercitare minacce di sanzioni sul
poliziotto e suggerirgli che l'oggetto “ovoidale” dipendesse dalla sicurezza
nazionale. Infine, il capitano Holder gli ordina di non descrivere il simbolo a
chiunque, eccetto ai ricercatori ufficiali.
J.ALLEN HYNEK ENTRA IN SCENA
L'astronomo raggiunge Socorro il 28 aprile. Subito dopo il suo arrivo ci tiene
ad incontrare Lonnie Zamora che gli racconta la sua osservazione nei dettagli.
Grazie all'amicizia che lo lega al ricercatore Ray Stanford, quest'ultimo può
assistere all'intervista. Ciò spiega come tutti i fatti e risultati di quest'affare
sono stati portati a conoscenza di quest'autore.
Secondo Stanford, il giorno dopo, 29 aprile di mattina, A. J. Hynek è contattato
da un corrispondente del Pentagono la cui identità non è conosciuta.
Questo funzionario o questo soldato si lagna amaramente per il fatto che
giornalisti, nei loro resoconti di stampa, abbiano potuto sapere che un certo
ufficiale aveva ordinato a Lonnie Zamora di non descrivere il simbolo.
Sapendo già tutto ciò, sono legittimato a supporre che questa telefonata non si
sia tenuta là, e che delle istruzioni precise sono state date all'astronomo per
rimediare a questa situazione.
A seguito di questo collegamento con il Pentagono, Hynek interroga il capitano
Holder su questo preteso divieto fatto a Zamora non di rivelare la grafica del
simbolo ai reporters venuti sul posto. L'ufficiale gli spiega allora che
quest'iniziativa gli è stata dettata dalla riflessione seguente:
“Se la natura del simbolo restasse nascosta al pubblico, eventuali altre relazioni
che parlassero dello stesso segno e che arivassero successivamente ai
ricercatori ufficiali permetterebbero a questi ultimi di autenticare di primo
acchito gli incidenti”!!.
Il che non è irragionevole in sé! Pero ciò dimostra anche che l'ufficiale non
dubitava un solo momento della veridicità dei fatti riportati da Zamora.
Holder non aveva accesso al segreto sulle questioni relative agli UFO. Era là
perché l'unità che comandava era la più vicina a Socorro, dunque la sua
presenza era soltanto circostanziale. Quindi non è lui che ha imposto il falso
simbolo.
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Se si applica lo stesso ragionamento all'agente dell’FBI J.A.Byrnes, ci si
accorge che si trovava implicato nell'affare per la stessa ragione, e che pure lui
faceva parte di questo passa parola. Non era neppure il capo di polizia dello
Stato di Socorro, poiché l'esercito e l’ FBI avendo preso l'affare per loro conto,
non aveva più motivo di mescolarsi nella “farsa”.
Restava Hynek, probabilmente "informato" e istruito in occasione della sua
telefonata con il Pentagono citato sopra.
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DICHIARAZIONI SOSPETTE
Secondo il parere anche di Stanford, le bizzarrie in alcuni comportamenti dei
protagonisti di quest'affare sono apparsi soltanto il 29 aprile, durante una
conferenza stampa. I giornalisti che avevano parlato nei loro articoli di una V
rovesciata, sbarrata di tre tratti orizzontali, erano stati informati da colleghi di
Lonnie Zamora, coloro cioé che si erano recati sul posto dell’atterraggio, e che
avevano visto il disegno fatto dal testimone. E ciò mostra bene come la
manovra di disinformazione non sia stata condotta come lo avrebbe desiderato
il Pentagono, poiché solo Zamora "era stato condizionato", ma non i suoi
colleghi al corrente del vero simbolo!
È per questo che durante la conferenza stampa del 29 aprile, il giornalista
Walter Schrode ha chiesto a Zamora di descrivere il simbolo. Conformemente a
ciò che gli era stato detto, o intimato, ha risposto cosi:
“Spiacente signore, non posso informarvi perché essi non vogliono che parli di
questo segno".
Questi “essi”certamente, designano i ricercatori ufficiali.
Stanford che era presente, si è allora rivolto a Hynek per chiedergli la stessa
precisione. Ma l'astronomo è stato preceduto da un Maggiore, tale William
Connor, dell'ufficio delle relazioni pubbliche di Kirtland AFB, dove si trovava
il Comando della regione militare. L'ufficiale ha sostenuto che lui stesso aveva
suggerito al testimone non di rivelare nulla sulla natura esatta del simbolo.
Quindi, nuovamente pressato da Stanford, ha fatto retromarcia, affermando di
essersi sbagliato, e che non era lui ma qualcuno d’altro. Ma che non ha
nominato.
Hynek si è anche reso colpevole di menzogne. Quando è arrivato a Socorro, ha
detto a Stanford che era venuto a titolo privato. Ciò è falso, perché egli era
stato inviato dal Pentagono, il quale sorvegliava il programma “Blue Book” di
cui era consigliere in astronomia. Dell resto, si faceva trasportare con una
automobile dell'US Air Force, ed è del resto il Maggiore Connor che lo ha
riportato ad Albuquerque, dove si trova la base di Kirtland AFB. Inoltre, Hynek
si è “tradito” lui stesso scrivendolo nel suo primo libro. Infatti, scrive ciò che
segue:
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"per tutto il periodo durante il quale fui consulente del progetto Blue Book, mi
fu chiesto di esaminare soltanto due casi (d'atterraggio NdJS), quello di
Socorro e quello di Dexter, Michigan". (A. J. Hynek, gli oggetti volanti non
identificati, Belfond, 1974, pagina 170).
E non è tutto. Quando Hynek ha lasciato il Blue Book sbattendo la porta, ha
creato il CUFOS, gruppo privato devoluto allo studio delle osservazioni di
UFO. È cosi che è diventato il capo degli ufologi del mondo intero. Tuttavia,
anche se liberato dal suo dovere di riserva, ha rifiutato di ammettere la manovra
del simbolo falso.
Così Ray Stanford gli ha telefonato il 5 aprile del 1976 per chiarire questa
situazione confusa. La risposta dell'astronomo è stata la seguente:
"Credo che sia stato piuttosto vago nelle dichiarazioni che ho fatto all'epoca
alla stampa. La sola descrizione che conosca a proposito di questo simbolo,
sempre che me ne ricordi, è questa: una freccia in un arco di cerchio, il tutto
sottolineato da un tratto ".
Che non mi si venga a dire che Hynek ha avuto una semplice amnesia.
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Dimenticare la grafica esatta di un segno visto sullo scafo di un vascello aereo
sconosciuto, e presunto essere extraterrestre nell’ottica dell'epoca, equivale a
dimenticare il nome di sua madre!
CONCLUSIONE
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Questa ostruzione deliberata alla verità dell'anziano consigliere dell' US Air
Force, prova almeno una cosa. Che era ancora al servizio dei militari quando si
è dimesso dal progetto “Blue Book” nel 1968.
Altrimenti, egli avrebbe ammesso senza problemi che il vero simbolo era stato
messo sotto “formalina”. Del resto, esistono diversi affari nei quali il
comportamento di Hynek mostra che doveva ancora lavorare per l'aviazione
militare USA. Di conseguenza, la sua "dimissione" sarebbe stata in realtà
soltanto un’astuzia per ammortizzare la
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sfiducia dei ricercatori privati, al fine di
farsi accettare senza problema come il loro capo d'archivio.
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E questo gli ha permesso di ammucchiare una quantità impressionante di
relazioni d'osservazioni di ufo forniti dagli ufologi, di cui inviava le copie al
programma segreto creato dall'aviazione militare US. Come il progetto “Blue
Book” ha cessato di esistere nel 1969, e che non c'erano più programmi di
ricerca ufficiali su questi fenomeni, ciò ha permesso ai soldati di raccogliere
una somma di informazioni considerevoli. E di colpo, non erano più obbligati a
fornire spiegazioni a volte grottesche ai giornalisti per giustificarli, poiché non
esisteva più un programma ufficiale delegato ad occuparsi di questi fenomeni.
Non potrò mai provare formalmente che l'astronomo ha giocato un tipo di
doppio gioco, ma tutti gli elementi che ho riunito nel mio dossier lo indicano
fortemente.
Un'ultima considerazione: Il simbolo falso era destinato a suggerire un
atterraggio di un modulo lunare che avrebbe superato il suo perimetro di
sicurezza, Essendo distanti soltanto 40 Km a volo d'uccello dall’immenso
territorio di prove di White Sands. L'arco del cerchio indica, il cielo, il tratto al
di sotto, il suolo, e la freccia indica un decollo verticale. Questo grafismo
simbolizza dunque un apparecchio americano segreto, tanto che quello del vero
segno è ermetico a qualsiasi interpretazione.
Del resto, Jacques Vallée segnala in uno dei suoi libri di avere scoperto che
questo simbolo falso somigliava al logo dell’Astropower, una filiale di Douglas
fondata nel 1960.
Questo simbolo, lo ha trovato in una pagina di pubblicità per questo organismo,
proposta nel “Proceedings of the radio Engineers”, un numero speciale sugli
elaboratori, ordinatori, datato gennaio 1961 (Jacques Vallée, Science Interdite,
O. P. edizioni, Marsiglia, 1997, p. 276).
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Nessun dubbio è possibile, il falso simbolo è stato imposto per suggerire un’
atterraggio di un prototipo di modulo lunare che avrebbe superato il suo
perimetro di sicurezza nel corso di una prova. E soprattutto non per la ragione
supposta dal capitano Holder.
Jacques Vallée segnala anche nella stessa fonte, che secondo Aimé Michel in
occasione di una telefonata fatta nel marzo del 1968, quest'ultimo gli avrebbe
detto questo:
"I militari francesi hanno fatto una contro-inchiesta su Socorro. Hanno
concluso che si trattava di un aereo postale "!!
E Vallée gli ha risposto:
"perdiamo il nostro tempo con quest'imbecilli"! (J. Valle, op. cit. p 320).
È il meno che abbia potuto dire...
Altra citazione edificante dello stesso ricercatore: "È un argomento (gli ufo-
NdJS) sul quale l'esercito dell'aria americano conserva il controllo su ciò che
fanno i servizi francesi nonostante tutti i pomposi discorsi gollisti
sull'indipendenza e la grandeur de la France. E, cosa strana, le genti di sinistra
ed i marxisti "razionalisti", che sono la maggioranza fra gli scienziati francesi,
sono pronti a credere tutto ciò che dice il Pentagono sulla futilità del fenomeno,
perché ciò corrisponde a cio che vogliono far intendere "(J. Vallée, op. cit." p.
373).
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