L'AFFARE DI SOCORRO RIVISTO E CORRETTO
Traduzione e adattamento di Tiziano Morresi (Texarcana)
tizianomorresi@hotmail.com

 REFERENZE:
 http://www.lejdu.com/archives/2005/aout/socorro/index.htm

Questo IR3 (incontro ravvicinato del III tipo) è molto conosciuto dai ricercatori, ma pochi di loro sanno che è stata falsata da una manovra del Pentagono, il cui astronomo Allen J. Hynek ne è stato inconsapevolmente, o almeno lo crediamo, lo strumento. Il peggio è che ha sempre rifiutato di riconoscerlo, anche quando è diventato una figura emblematica dell’ufologia mondiale.


Durante l'esistenza del “famoso” programma Blue Book, in seno all’USAF, il dott. Allen Joseph Hynek sollecitato per esserne il consigliere scientifico, era stato incaricato di risolvere il mistero degli ufo. Il suo ruolo sarebbe consistito nel banalizzare un massimo di osservazioni in termini d'astronomia. Quindi, quando si è reso conto che i soldati diminuivano e dissimulavano fatti incontrovertibili, nel 1968 si dimise, almeno questo è ciò risulta. Ed è cosi che nel 1973, creò un gruppo privato, il CUFOS, e diventò rapidamente l’archivista dell’ufologia mondiale. Tuttavia, il suo comportamento come ricercatore privato non è sempre stato esemplare, e questo in varie occasioni. Ecco del resto un esempio dell'atteggiamento molto sospetto che ha avuto nell'indagine sull'affare di Socorro, Nuovo-Messico, il cui testimone principale era un poliziotto di Stato. Questo caso ha avuto all'epoca una grande ripercussione nella stampa americana ed anche mondiale. Ne illustrerò a grandi linee per i giovani ufologi che ne ignorano ancora i dettagli principali.

UN GRANDE CLASSICO

Il 24 aprile del 1964, verso le 17h50, il poliziotto di Stato Lonnie Zamora conduce la sua automobile di servizio all'uscita di Socorro, Nuovo-Messico, all’inseguimento di un automobilista per un’infrazione al codice stradale.


Improvvisamente, percepisce un tipo di detonazione e può osservare nel cielo un corpo brillante di colore bianco sotto forma d'uovo, la cui traettoria sembra incurvarsi verso il suolo, come se andasse a schiantarsi o atterrare. Il testimone decide di abbandonare l’inseguimento del contravventore per dirigersi verso il luogo del possibile incidente, cosi da potere guidare in seguito gli eventuali soccorritori. Lascia dunque la strada che segue per impegnarsi su un tracciato appena carrozzabile che attraversa una zona desertica fatta di un suolo roccioso e disuguale con qualche ciuffo d’erba qua e là. Raggiunto rapidamente la fine di questa stradina, il poliziotto si ritrova in una zona brulla, tipica del deserto dell’Arizona dove si alternano piccole collinette e depressioni tipiche del rilievo locale.
Ben presto, può osservare che l'oggetto scende quasi alla verticale pur emettendo un rumore, mentre un tipo di getto molto vivo di fiamme o di luci sembra emanare dalla sua parte inferiore, diretto verso il suolo. L'apparecchio sconosciuto scompare in seguito rapidamente alla vista del poliziotto, poiché si trova in una sorta di scavo naturale che lo maschera alla sua vista. Tuttavia, quando il testimone può portare la sua automobile sul bordo di questo bacino, è in grado di vederlo in modo molto distinto, cosa che gli permette di descriverlo nei minimi dettagli senza problema.
Si tratta di una macchina di forma ovoidale di colore bianco alluminio che si riposa su un quadripode d'apparenza telescopico.

INCONTRO RAVVICINATO DEL III° TIPO

Improvvisamente, Zamora distingue due esseri accanto all'oggetto. Sono vestiti con una combinazione bianca che li copre interamente della testa ai piedi. Il testimone osserva che sono di una dimensione piuttosto piccola rispetto allo standard medio degli adulti umani. Con il cuore che gli batte forte in petto, risale sul suo veicolo per avvicinarsi ancora di più all’oggetto volante, essendo il suo primo punto d'osservazione (misurato poi a 240m in occasione dell'inchiesta), non ideale per vedere il tutto. Perde dunque ancora alcuni secondi per manovrare la sua automobile e portarla ad una più breve distanza. Arrivato quasi a trenta metri, scende e gira intorno alla sua Pontiac di servizio per osservare meglio la scena. Ed é allora che un rumore assordante si fa sentire, inizialmente a tonalità bassa, quindi che sale rapidamente nell'acuto aumentando tutto d'intensità!. Egli nota che una fiamma specifica appare sotto l'oggetto, che decolla lentamente su un asse verticale. La fiamma, o il getto di luce, è di colore blu con una zona arancio verso il basso, di una larghezza regolare di circa quattro piedi. Ha il tempo di osservare sullo scafo della macchina
sconosciuta un tipo di segno o di simbolo di colore rosso, sul quale ritornerò, perché è un elemento che è stato oggetto di una SOSTITUZIONE !.
Il poliziotto, pensando che la macchina potesse esplodere, è preso dal panico. Fa un mezzo giro per rientrare nella sua automobile, ma nella foga cade e perde i suoi occhiali. Quando il rumore super-acuto cessa, si gira per osservare l'oggetto volante che si allontana in volo orizzontale ad alcuni metri dal suolo. Quindi, può vederlo sorvolare un deposito di dinamite, per prendere finalmente quota e scomparire alla distanza. Zamora ritorna alla sua automobile, recupera i suoi occhiali, e con la radio di bordo informa il suo P. C. dell'incidente. Alcuni minuti più tardi, un altro veicolo della polizia condotto dal sergente Sam Chavez lo raggiunge sul luogo dell’incidente”, il quale nota al suo arrivo lo stato di choc del suo collega. I due poliziotti si recanono in seguito la, dove l'oggetto si è posato e scoprono le tracce di quadripodi d'atterraggio con al centro una piccola zona calcinata.

IL SIMBOLO ROSSO

Passiamo ora senza perifrasi all'affare del simbolo, che sembra essere completamente sfuggito ai ricercatori americani, eccetto Ray Stanford, che mi da la possibilità di potere redigere questa messa a punto, questo articolo. Quest'uomo, cosa molto importante, ha effettuato all'epoca un'indagine sul posto, contemporaneamente all'astronomo A. J. Hynek, che era stato delegato dal “Project Blue Book”, per interrogare le persone implicate in quest'affare. Secondo il libro di Stanford, Lonnie Zamora ha fatto una descrizione verbale del simbolo dalla sua radio di bordo al centralino della polizia di Stato di Socorro, ad un certo Mike Martinez, che era di servizio proprio alla ricezione radio.
Ed è proprio questo poliziotto che ha informato Stanford dei termini usati da Zamora per descrivere cio che vide. Ecco la frase esatta che ha pronunciato alla radio:


"Un V invertado con tres lineas debajo”. Che in spagnolo significa: "una V capovolta con tre linee (tratti) al di sotto". Essendo i neo-messicani l'80% degli americani-ispanici (a maggioranza messicana), usano più volentieri la lingua di Cervantès. In realtà, se ci si riferisce a ciò che precisa Stanford, risulta che occorre interpretare questa frase come segue: "una V invertita (capovolta) con tre barre che l’attraversano". Quest'autore giustifica questa traduzione con il fatto che Zamora aveva disegnato una riproduzione del simbolo su uno strato di carta prima dell'arrivo del sergente Chavez. Si trattava di un V alla rovescia sbarrato da tre tratti orizzontali.
Da notare inoltre, che molti altri poliziotti che avevano raggiunto Zamora sul sito sono stati in grado di vedere questo disegno. (Ray Stanford, “Socorro Saucer in a Pentagon Pantry”, Blueapple Books, Austin, texas, 1976). C'è dunque una contraddizione enorme tra il disegno citato sopra e quello che è stato rivelato, divulgato alla stampa, una freccia appuntita verso l'alto sormontato da un arco di cerchio e sottolineato di un tratto orizzontale. Stanford comunque, non sembra avere compreso le ragioni esatte che giustificano quest'imbroglio. Per ciò che mi riguarda, credo di averle trovate
queste ragioni, ma prima di citarli, occorre esporre nei dettagli le azioni intraprese dalle Autorità per tentare di controllare la situazione prima dell'arrivo di A. J. Hynek.

L'AFFARE PRESO IN MANI UFFICIALI

La sera stessa dell'incidente, verso le 19h00, l'agente del FBI J. A. Byrnes di stanza a Socorro, si presenta alla P.C. della polizia di Stato della città, poiché alcuni minuti prima era appena stato messo al corrente dell'incidente. Informato di tutti i dettagli del RR3, chiama immediatamente le autorità militari della regione che lo orientano verso il capitano Richard T. Holder, del US Army, responsabile del White Sands Stallion, unità militare più vicina. Alle 19h20 Holder raggiunto Byrnes, ed a partire da questo momento, i due uomini iniziano ad attuare una "operazione bocca cucita". Ad esempio, nel teletype (cablogramma) sull'incidente che l’ FBI ha ricevuto dalla sua antenna di Albuquerque, di cui copia è stata ottenuta dal ricercatore Bruce Maccabbee nel 1978, si fà ben menzione di un simbolo, ma senza la minima descrizione.
Come resoconti relativi all'osservazione dell'oggetto, visto prima del suo atterraggio da altre persone, sono stati nascosti ai mass media dalle autorità, che hanno insistito per dire che Zamora era il solo testimone.

Su questo punto, Stanford segnala che tre altre relazioni, ossia rapporti, sono giunti alla polizia di Socorro nella serata del 24 aprile, quindi nello stesso giorno dell’atterraggio, che segnala l'osservazione di una fiamma di luce blu nel cielo, nei luoghi e negli stessi orari che corrispondono al’ IR3 testimoniato da Lonnie Zamora. Del resto, l’agente dell’FBI J.A.Byrnes ha occultato a R. T. Holder il fatto che altri testimoni si erano fatti avanti per testimoniare il loro avvistamento, sostenendo che Zamora era l'unico osservatore, probabilmente su ordine della sua gerarchia, probabilmente all'ingiunzione del Pentagono. Naturalmente Zamora, diciamo cosi "è stato istruito" da Byrnes e da Holder. Il suo interrogatorio somiglia del resto maggiormente a pressioni psicologiche che ad altra cosa. Il poliziotto, e ne ha come la sensazione, ha visto qualcosa che non avrebbe mai dovuto vedere, e che è considerato come un gêneur piuttosto che un testimone provvidenziale. Byrnes gli fa
capire che occorre conservare il silenzio su quest'atterraggio, e che doveva seguire questo consiglio e che sarebbe soltanto per patriottismo verso il suo Paese. L’astuzia sarebbe stata quella di non esercitare minacce di sanzioni sul poliziotto e suggerirgli che l'oggetto “ovoidale” dipendesse dalla sicurezza nazionale. Infine, il capitano Holder gli ordina di non descrivere il simbolo a chiunque, eccetto ai ricercatori ufficiali.

J.ALLEN HYNEK ENTRA IN SCENA

L'astronomo raggiunge Socorro il 28 aprile. Subito dopo il suo arrivo ci tiene ad incontrare Lonnie Zamora che gli racconta la sua osservazione nei dettagli. Grazie all'amicizia che lo lega al ricercatore Ray Stanford, quest'ultimo può assistere all'intervista. Ciò spiega come tutti i fatti e risultati di quest'affare sono stati portati a conoscenza di quest'autore.
Secondo Stanford, il giorno dopo, 29 aprile di mattina, A. J. Hynek è contattato da un corrispondente del Pentagono la cui identità non è conosciuta. Questo funzionario o questo soldato si lagna amaramente per il fatto che giornalisti, nei loro resoconti di stampa, abbiano potuto sapere che un certo ufficiale aveva ordinato a Lonnie Zamora di non descrivere il simbolo. Sapendo già tutto ciò, sono legittimato a supporre che questa telefonata non si sia tenuta là, e che delle istruzioni precise sono state date all'astronomo per rimediare a questa situazione.
A seguito di questo collegamento con il Pentagono, Hynek interroga il capitano Holder su questo preteso divieto fatto a Zamora non di rivelare la grafica del simbolo ai reporters venuti sul posto. L'ufficiale gli spiega allora che quest'iniziativa gli è stata dettata dalla riflessione seguente: “Se la natura del simbolo restasse nascosta al pubblico, eventuali altre relazioni che parlassero dello stesso segno e che arivassero successivamente ai ricercatori ufficiali permetterebbero a questi ultimi di autenticare di primo acchito gli incidenti”!!.
Il che non è irragionevole in sé! Pero ciò dimostra anche che l'ufficiale non dubitava un solo momento della veridicità dei fatti riportati da Zamora. Holder non aveva accesso al segreto sulle questioni relative agli UFO. Era là perché l'unità che comandava era la più vicina a Socorro, dunque la sua presenza era soltanto circostanziale. Quindi non è lui che ha imposto il falso simbolo.

Se si applica lo stesso ragionamento all'agente dell’FBI J.A.Byrnes, ci si accorge che si trovava implicato nell'affare per la stessa ragione, e che pure lui faceva parte di questo passa parola. Non era neppure il capo di polizia dello Stato di Socorro, poiché l'esercito e l’ FBI avendo preso l'affare per loro conto, non aveva più motivo di mescolarsi nella “farsa”. Restava Hynek, probabilmente "informato" e istruito in occasione della sua telefonata con il Pentagono citato sopra.

DICHIARAZIONI SOSPETTE

Secondo il parere anche di Stanford, le bizzarrie in alcuni comportamenti dei protagonisti di quest'affare sono apparsi soltanto il 29 aprile, durante una conferenza stampa. I giornalisti che avevano parlato nei loro articoli di una V rovesciata, sbarrata di tre tratti orizzontali, erano stati informati da colleghi di Lonnie Zamora, coloro cioé che si erano recati sul posto dell’atterraggio, e che avevano visto il disegno fatto dal testimone. E ciò mostra bene come la manovra di disinformazione non sia stata condotta come lo avrebbe desiderato il Pentagono, poiché solo Zamora "era stato condizionato", ma non i suoi colleghi al corrente del vero simbolo! È per questo che durante la conferenza stampa del 29 aprile, il giornalista Walter Schrode ha chiesto a Zamora di descrivere il simbolo. Conformemente a ciò che gli era stato detto, o intimato, ha risposto cosi: “Spiacente signore, non posso informarvi perché essi non vogliono che parli di questo segno". Questi “essi”certamente, designano i ricercatori ufficiali. Stanford che era presente, si è allora rivolto a Hynek per chiedergli la stessa precisione. Ma l'astronomo è stato preceduto da un Maggiore, tale William Connor, dell'ufficio delle relazioni pubbliche di Kirtland AFB, dove si trovava il Comando della regione militare. L'ufficiale ha sostenuto che lui stesso aveva suggerito al testimone non di rivelare nulla sulla natura esatta del simbolo. Quindi, nuovamente pressato da Stanford, ha fatto retromarcia, affermando di essersi sbagliato, e che non era lui ma qualcuno d’altro. Ma che non ha nominato. Hynek si è anche reso colpevole di menzogne. Quando è arrivato a Socorro, ha detto a Stanford che era venuto a titolo privato. Ciò è falso, perché egli era stato inviato dal Pentagono, il quale sorvegliava il programma “Blue Book” di cui era consigliere in astronomia. Dell resto, si faceva trasportare con una automobile dell'US Air Force, ed è del resto il Maggiore Connor che lo ha riportato ad Albuquerque, dove si trova la base di Kirtland AFB. Inoltre, Hynek si è “tradito” lui stesso scrivendolo nel suo primo libro. Infatti, scrive ciò che segue:

"per tutto il periodo durante il quale fui consulente del progetto Blue Book, mi fu chiesto di esaminare soltanto due casi (d'atterraggio NdJS), quello di Socorro e quello di Dexter, Michigan". (A. J. Hynek, gli oggetti volanti non identificati, Belfond, 1974, pagina 170).
E non è tutto. Quando Hynek ha lasciato il Blue Book sbattendo la porta, ha creato il CUFOS, gruppo privato devoluto allo studio delle osservazioni di UFO. È cosi che è diventato il capo degli ufologi del mondo intero. Tuttavia, anche se liberato dal suo dovere di riserva, ha rifiutato di ammettere la manovra del simbolo falso.
Così Ray Stanford gli ha telefonato il 5 aprile del 1976 per chiarire questa situazione confusa. La risposta dell'astronomo è stata la seguente:
"Credo che sia stato piuttosto vago nelle dichiarazioni che ho fatto all'epoca alla stampa. La sola descrizione che conosca a proposito di questo simbolo, sempre che me ne ricordi, è questa: una freccia in un arco di cerchio, il tutto sottolineato da un tratto ".
Che non mi si venga a dire che Hynek ha avuto una semplice amnesia.
Dimenticare la grafica esatta di un segno visto sullo scafo di un vascello aereo sconosciuto, e presunto essere extraterrestre nell’ottica dell'epoca, equivale a dimenticare il nome di sua madre!

CONCLUSIONE

Questa ostruzione deliberata alla verità dell'anziano consigliere dell' US Air Force, prova almeno una cosa. Che era ancora al servizio dei militari quando si è dimesso dal progetto “Blue Book” nel 1968. Altrimenti, egli avrebbe ammesso senza problemi che il vero simbolo era stato messo sotto “formalina”. Del resto, esistono diversi affari nei quali il comportamento di Hynek mostra che doveva ancora lavorare per l'aviazione militare USA. Di conseguenza, la sua "dimissione" sarebbe stata in realtà soltanto un’astuzia per ammortizzare la
sfiducia dei ricercatori privati, al fine di farsi accettare senza problema come il loro capo d'archivio.
E questo gli ha permesso di ammucchiare una quantità impressionante di relazioni d'osservazioni di ufo forniti dagli ufologi, di cui inviava le copie al programma segreto creato dall'aviazione militare US. Come il progetto “Blue Book” ha cessato di esistere nel 1969, e che non c'erano più programmi di ricerca ufficiali su questi fenomeni, ciò ha permesso ai soldati di raccogliere una somma di informazioni considerevoli. E di colpo, non erano più obbligati a fornire spiegazioni a volte grottesche ai giornalisti per giustificarli, poiché non esisteva più un programma ufficiale delegato ad occuparsi di questi fenomeni. Non potrò mai provare formalmente che l'astronomo ha giocato un tipo di doppio gioco, ma tutti gli elementi che ho riunito nel mio dossier lo indicano fortemente.
Un'ultima considerazione: Il simbolo falso era destinato a suggerire un atterraggio di un modulo lunare che avrebbe superato il suo perimetro di sicurezza, Essendo distanti soltanto 40 Km a volo d'uccello dall’immenso territorio di prove di White Sands. L'arco del cerchio indica, il cielo, il tratto al di sotto, il suolo, e la freccia indica un decollo verticale. Questo grafismo simbolizza dunque un apparecchio americano segreto, tanto che quello del vero segno è ermetico a qualsiasi interpretazione.
Del resto, Jacques Vallée segnala in uno dei suoi libri di avere scoperto che questo simbolo falso somigliava al logo dell’Astropower, una filiale di Douglas fondata nel 1960.
Questo simbolo, lo ha trovato in una pagina di pubblicità per questo organismo, proposta nel “Proceedings of the radio Engineers”, un numero speciale sugli elaboratori, ordinatori, datato gennaio 1961 (Jacques Vallée, Science Interdite, O. P. edizioni, Marsiglia, 1997, p. 276).
Nessun dubbio è possibile, il falso simbolo è stato imposto per suggerire un’ atterraggio di un prototipo di modulo lunare che avrebbe superato il suo perimetro di sicurezza nel corso di una prova. E soprattutto non per la ragione supposta dal capitano Holder.

Jacques Vallée segnala anche nella stessa fonte, che secondo Aimé Michel in occasione di una telefonata fatta nel marzo del 1968, quest'ultimo gli avrebbe detto questo:
"I militari francesi hanno fatto una contro-inchiesta su Socorro. Hanno concluso che si trattava di un aereo postale "!!

E Vallée gli ha risposto:
"perdiamo il nostro tempo con quest'imbecilli"! (J. Valle, op. cit. p 320). È il meno che abbia potuto dire...
Altra citazione edificante dello stesso ricercatore: "È un argomento (gli ufo- NdJS) sul quale l'esercito dell'aria americano conserva il controllo su ciò che fanno i servizi francesi nonostante tutti i pomposi discorsi gollisti sull'indipendenza e la grandeur de la France. E, cosa strana, le genti di sinistra ed i marxisti "razionalisti", che sono la maggioranza fra gli scienziati francesi, sono pronti a credere tutto ciò che dice il Pentagono sulla futilità del fenomeno, perché ciò corrisponde a cio che vogliono far intendere "(J. Vallée, op. cit." p. 373).