REFERENZE:
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Capt. Thomas F. Mantell, appartenente all' Air National Guard, veterano decorato, con la Flyng Cross
L' episodio che narreremo e' accaduto quasi quarant'anni fa ed e' stato molto trascurato
dalla bibliografia aereonautica, perche' molti particolari di fantasia lo hanno
allontanato sempre di piu' dalla realta' storica. Cio' giustifica qualche incertezza nella
narrazione di questo argomento del tutto particolare.
Il 7 gennaio 1948 nella tarda mattinata, il Capt. Thomas F. Mantell, appartenente all'
Air National Guard, veterano decorato, con la Flyng Cross, si appresta a trasferire il
suo ed altri tre caccia North American P-51 D Mustang dall' aeroporto di Marietta, a
Nord di Atlanta (Georgia), allo Standford Field di Louisville nel Kentucky al confine
con l' Indiana, per un volo di "routine" di circa 500 km. I suoi compagni di formazione
sono gli Lt. Albert Clemens, Budford Hammonds e Robert Hendricks. Il volo si
svolgera' alla velocita' di crociera, ad una quota non elevata, e quindi per una missione
di solo trasferimento, non verranno installati sugli aerei impianti d'ossigeno.
Grosso modo, mentre Mantell e i suoi scaldano i Merlin dei loro caccia, nel
Kentucky, a Maysville sul confine con l' Ohio e a Sud-Est di Cincinnati, qualcuno
telefona alla polizia di Stato per segnalare la presenza in cielo di uno "strano oggetto".
I quattro Mustang volano in ordine sparso verso nord; la bibliografia non ci dice a
quale reparto appartengano: sappiamo invece che l'aereo di Mantell aveva il "buzz
number" (cioe' il codice individuale di chiamata radio) PF-698. Si era ai tempi della
"guerra fredda" e il comando di polizia di Stato di Frankfort, visto che il "bandito"
(cioe' l' aeromobile non identificato) dirige verso Fort Knox, 40 km a Sud-Ovest di
Louisville, dove sono conservate le riserve auree degli Stati Uniti, preferisce avvisare
la Military Police di guardia al tesoro. Alle 13,15 squilla il telefono al comando dell'
aeroporto di Godman Field nelle adiacenze di Fort Knox : un tenente degli MP
avverte il sottufficiale di servizio, Sgt. Cook, che un oggetto di forma circolare non
identificabile, si sta avvicinando verso Louisville proveniente dal confime con l' Ohio.
Alcuni rapporti indicano che l' oggetto non identificato, viaggia a circa 800 km/h, ma
basta misurare le distanze - e per questo abbiamo indicato esattamente le localita'- per
vedere che il "bersaglio" volava a circa 100-120 km./h, per lo meno nel tratto da
Maysville A Fort Knox. Il Sgt. Cook chiama la torre di controllo e informa il Sgt.
Blackwell. Questi, per non correre il rischio di dare un allarme a vuoto, chiama l'
ufficio informazioni del comando dell' USAF a Wright Field a Dayton (Ohio) per
sapere se era previsto il sorvolo della zona da parte di aerei sperimentali non
convenzionali, e ne ottiene risposta negativa. I quattro Mustang sono in volo sul
Tennessee e la loro missione continua, fino a questo momento senza storia.
Intanto Godman Field riceve altre segnalazioni da parte di privati cittadini e da
stazioni di polizia municipale che segnalano un oggetto volante di un diametro
stimato, non sappiamo in base a quali elementi, in 75-90 m, visto attorno alle 13.30 a
Irvington Owensboro, il che significa che l' UFO ha superato Godman Field
procedendo verso Ovest. A questo punto l' oggetto inverte la rotta e ritorna verso
Godman Field, dove il Sgt. Blackwell lo avvista subito dopo le 13.45 col binocolo.
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Cio' significa che l' aeromobile non identificato si e' spostato a velocita' compresa tra
180 e 300 km/h e sembra che sia stato avvistato da tutto il personale della torre e da
uomini del comando, tra cui il comandante G.F.Hix che ne stima la quota in 4000 m.
ed il diametro in circa 50 m. Rapporti piu' dettagliati indicano che gia' alle 13.50
diversi ufficiali tra cui il Col. Wood, il Capt. Carter, il' Lt Orner e lo stesso gia' citato
Col. Gui Hix, avvistano l' oggetto praticamente stazionario a Sud -Ovest della base, e
dopo averlo individuato con i binocoli, lo descrivono come "a forma di paracadute" ,
di colore bianco, con la parte superiore che riflette i raggi del sole e quelle che
sembrano "luci rosse" attorno alla parte inferiore.
Mantell risponde alla torre: "la cosa sembra metallica ed e' di dimensioni gigantesche".
I Mustang sono ormai prossimi all' arrivo; le loro comunicazioni radio, sono relative
alla navigazione, quando alle 14.30-14.40 vengono chiamati dalla torre di Godman
Field che li avverte della presenza dell' oggetto in zona. Il Sgt. Blackwell chiede al
Capt. Mantell se puo' "andare a dare un' occhiata". Il cielo e' parzialmente copertto da
nuvole, ma vi sono grossi squarci di sereno e la visibilita' non e' un problema. L' UFO,
dopo essere stato stazionario, comincia a muoversi verso Sud-Ovest, in direzione di
Franklin al confine con il Tennessee; la sua velocita' e' attorno ai 220 km/h.
L' Lt. Hendricks, non sappiamo per quale motivo, chiede a Mantell di poter
continuare verso Louisville, ed e' autorizzato. Mantell, seguito da Clements e
Hammonds fa rotta per 220° e prende quota in direzione dell' oggetto (che non ha
ancora avvistato). Alle 14.45 Mantell chiama la torre di Godman Field e avverte che
la visibilita' e' buona e che vede l' oggetto davanti a se' a quota piu' alta. "Continuo a
salire" dice Mantell. Uno dei due gregari, probabilmente non ha ancora visto l'oggetto
e chiede: "Si puo' sapere a cosa diavolo diamo la caccia ?". Alle 14.50 Mantell
chiama la torre e dice di essere a 15.000 piedi (4570 m) e aggiunge: "Oggetto
direttamente davanti a me e sopra; si muove a circa meta'
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della mia velocita' (che deve
essere tra i 300 e i 600 km/h) ed e' a ore 12 per me".
Alle 14.53 Blackwell chiede a Mantell di descrivere meglio il "bersaglio"; mentre uno
dei due gregari piu' o meno in questo momento abbandona la caccia non volendo
avventurarsi a quote elevate senza impianto ossigeno. Mantell risponde alla torre: "la
cosa sembra metallica ed e' di dimensioni gigantesche". Il gregario che ancora lo
segue, aggiunge:"E' rotondo come una goccia d' acqua, e a tratti appare quasi fluido".
Mantell continua:"Mi sto avvicinando per vedere bene E' direttamente davanti a me e
si sta muovendo a meta' della mia velocita'". E poi conferma:"La cosa sembra
metallica e di dimensioni enormi".
l'aereo di Mantell aveva il "buzz number" (cioe' il codice individuale di chiamata radio) PF-698.
Alle 15.15 la radio del Mustang di Mantell invia l' ultimo messaggio: "Ora sta
salendo ed ha la mia stessa velocita'....cioe' 579 km/h. Saliro' fino a 6100 m. e se non
riusciro' ad avvicinarmi, abbandonero' la caccia." A questo punto anche il rimanente
gregario e' tornato indietro per non rimanere senza carburante. La cronaca del caso
finisce qui.
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Il 'Lt Clemens riferi' di aver visto il Mustang di Mantell sparire ad alta
quota e che l' oggetto da lui seguito, appariva come il sole riflesso sul tettuccio di un
aeroplano. Mantell non riusci' piu' a prendere contatto con la torre di controllo e se ne
persero le tracce. Clements fece rifornimento di benzina, richiese l' installazione dell'
impianto d'ossigeno e riparti' immediatamente alla ricerca del capitano; sali', fino a
10.000 m. e si spinse fino a 150 km. a sud di Fort Knox, ma senza trovare traccia dell'
aereo di Mantell ne' riavvistare l' UFO.
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Il giorno dopo la polizia della contea, segnalava il relitto del P-51, con il cadavere di
Mantell ai comandi, presso Franklin; l'orologio del pilota era stato bloccato dalla
violenta decelerazione dell'impatto sulle 15.18, avvalorando la tesi che la caccia all'
UFO non fosse durata piu' di 35-40 min. Ai familiari fu evitata la triste incombenza
del riconoscimento della salma (o almeno cosi' dissero le cronache dell' epoca); in
quanto il corpo era in condizioni pietose: in effetti Mantell era saldamente legato al
seggiolino, ma nell' urto contro il suolo la violentisima decelerazione gli aveva
staccato la testa.
Il 27 aprile 1949 l' inchiesta ufficiale dell' USAF affermo' che Mantell aveva perso i
sensi a causa di anossiemia, avendo superato la quota di sicurezza senza impianto
d'ossigeno.
Quanto all' UFO che il venticinquenne pilota (al quale erano attribuite oltre 3.000 ore
di volo) aveva inseguito, l'USAF affermo' in un primo tempo essere il pianeta Venere,
successivamente un pallone sonda stratosferico Skyhook. Secondo il Capt. Edward K.
Ruppelt dell'USAF che diresse almeno un paio di inchieste sul caso (ed era
responsabile dell'ufficio dell'USAF incaricato di registrare gli avvistamenti di UFO),
proprio il 7 gennaio 1948 dalla base di
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Clinton Country (Ohio meridionale) poteva
essere stato lanciato uno degli allora nuovissimi e praticamente sconosciuti palloni
Skyhook ed i venti indicati dai bollettini meteo della giornata potrebbero
effettivamente averlo spinto ad attraversare il Kentucky. In base alle varie
testimonianze, l'oggetto presentava tutte le caratteristiche di un pallone sonda e
l'aspetto metallico era dovuto ad un riflesso del sole sul polietere dell'involucro.
Ancora oggi, sui palloni sonda, dal punto di vista tecnico si e' scritto e parlato molto
poco, ma a quell'epoca, il programma era riservato, e non era neppure a conoscenza
dei responsabili della sicurezza del volo dell'USAF (se non ad altissimo livello).
L'USAF aveva iniziato nel 1947 la realizzazione dei palloni classe Skyhook (con
significato come..."per agganciare il cielo"), mentre l'US Navy, sempre segretamente,
lancio' il primo il 25 settembre 1948. Gli Skyhook, gonfiati al massimo,
raggiungevano il diametro di circa 30 m. ed un'altezza di circa 45m. potendo arrivare
ad una cubatura di 9.000 metri cubi. Questi palloni scientifici salivano fino ad oltre
30.000 m. di quota, mentre la loro velocita' di translazione era quella del vento.
Spostamenti tra i 100 e 300 km./h erano la normalita' (ad alta quota una velocita' del
vento a 280 km/h e' molto frequente), mentre i "jetstreams", le grandi correnti a getto,
possono essere piu' veloci, ed alcune fonti indicano anche la possibilita' di venti a
640km/h, ed un pallone sonda e' un oggetto tutt'altro che immobile e puo' spostarsi
molto piu' rapidamente di un Mustang. Appeso alla parte inferiore del pallone vi e' un
contenitore di strumenti scientifici, talvolta dotato di un riflettore radar e di luci rosse
intermittenti anticollisione.
Negli anni successivi all'incidente il Capt. Ruppelt raccolse due testimonianze
probanti: un abitante di Madisonville (Kentucky) dopo le 15 vide un'oggetto non
identificato e lo inquadro' con il suo telescopio da astronomo, mentre analoga
segnalazione giunse alle 16.45 da parte di un astronomo di Nashville (Tennessee): in
entrambi i casi l'oggetto fu identificato gia' dai suoi avvistatori come un pallone sonda
di grandi dimensioni. Il programma Skyhook, pero' fu declassificato soltanto nel 1951
e cosi' per circa tre anni poterono fiorire leggende sul drammatico e misterioso
"abbattimento" del Capt. Mantell, vittima soltanto della sua imprudenza.
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