“UFO” – URGE ANALISI SCIENTIFICA

Alcune considerazioni sulla ricerca ufologica, per gentile concessione del Dott. Massimo Teodorani, Ph.D.

    Astrofisico, Ph. D.

Sulla base del pazientissimo lavoro di un amico che sta raccogliendo una monumentale quantità di materiale sugli avvistamenti UFO nel corso della storia umana (ci scriverà poi sopra un libro), mi sono divertito a mettere i numeri (che mi ha gentilmente fornito) su grafici Excel.

E in effetti i numeri sono quelli, anche se non so valutare quanto poi i dati inseriti siano completi. Ma ci sono dei problemi, a interpretare il vero senso del grafico.

A parte le moltissime testimonianze in cui troppi fenomeni astronomici ben noti vengono scambiati per UFO (lo screening in questo campo è davvero pessimo), non si tiene poi conto di un colossale “effetto di selezione” dovuto al fatto che alla fine del ventesimo secolo sono nati sia Internet che la telefonia cellulare, cosa che ha aumentato esponenzialmente la diffusione dell’informazione.
Per cui le ampiezze dei picchi rilevati dalle testimonianze vanno pesate in maniera drasticamente diversa, nel senso che il picco più alto in tempi recenti potrebbe dirsi intrinsecamente il più alto solamente se si riuscisse a estrapolare indietro nel tempo lo stesso livello di diffusione dell’informazione in merito agli eventi UFO. Allora si potrebbe fare una seria valutazione comparativa, cosa che invece non è possibile.

Gli unici aspetti realmente interessanti che emergono da questi due miei grafici è che a (quasi) parità di diffusione dei mezzi informativi di quel tempo emergono:
1) un picco tra il 1940 e il 1950 e un picco poco prima del 1980;
2) uno stranissimo crollo degli avvistamenti attorno al 2000;
3) un improvviso aumento dei casi poco prima dell’anno 0 e poi attorno al 15-mo secolo.

Tuttavia l’indagine, per quanto “time consuming”, fornisce informazione vaga, dicendo che forse qualche ondata di qualcosa c’è veramente stata ad epoche alterne della storia umana.
Uno studio molto più dettagliato (spaziale, temporale, morfologico) lo pubblicai in passato per aree del mondo molto più circoscritte:
http://narcap.org/reports/ONNYCT_Paper_MT_2009_REVISED.pdf

Resta il fatto che una vera ricerca sugli “UFO” (che non vuole affatto dire “astronave aliena”, ma contiene tutto ciò che non è stato identificato come fenomeno noto) può essere fatta solamente usando stazioni di monitoraggio automatiche attive 24 ore su 24 ( http://www.ufodata.net/ ), esattamente come quella di cui ci apprestiamo a costruire un prototipo, sempre che i fondi richiesti arrivino tutti e non si fermino solo al 25%. A quel punto, lasciando da parte i testimoni di eventi “UFO”, si sarebbe letteralmente in grado di compiere una ricerca con metodi esclusivamente astrofisici, quella che fornisce *veri dati* (spettroscopici, fotometrici, magnetometrici, radio-spettrometrici, ecc.).

Solo allora, a parte la statistica spaziale e temporale, saremmo in grado di capire cosa sono quelle strane luci in cielo e come si comportano secondo le leggi della fisica.