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Identikit della morte: 8 segni di riconoscimento
Nelle esperienze e visioni dei morenti durante l'agonia, studiate in passato da ricercatori come Bozzano, Barrett, Osis, Moody, Kubler-Ross, con l'affiancamento concordante delle OOBE, è possibile individuare 8 elementi comuni, trascurandone altri di secondaria importanza.
Tramite la conoscenza di questi 8 elementi e delle circostanza in cui si verifica il fenomeno, il soggetto che sperimenta direttamente, la cosa, può rendersi conto di essere in pericolo di morte, oppure nell'intervallo fra morte clinica e e morte reale, ammesso sempre che il fatto non sia riconducibile a fattori traumatici violenti.

Comunque sia, questi 8 elementi non sono presenti con lo stesso ordine temporale in tutte le esperienze iniziali di morte; ma complessivamente risultano sempre gli stessi, e cioè:
1)
Il morente può percepire il processo graduale di separazione e condensazione del corpo parasomatico da quello fisico, e può percepire il passaggio della propria coscienza tramite il famoso "effetto tunnel", dove alla fine c'è un uscita di luce.

2)
Il soggetto morente, durante questa fase, prima oppure dopo la separazione, può avere la visone dello scorrere la propria vita come in un film, sia in modo normale del tempo, sia a ritroso.

3)
Il morente, dopo avere avuto la separazione del corpo, può avere la percezione dell'ambiente circostante in cui si trova a "volteggiare", e percepire anche luoghi attigui attraverso muri ecc…con una visone molto chiara e nitida degli eventi; la stessa cosa accade anche nei casi di OOBE.

4)
Il morente, sia prima che dopo la separazione, può avere la visione di posti, edifici, paesaggi che non necessariamente appartengono al nostro mondo fisico, ma possono essere ricondotti a luoghi dell'adilà o come sedi della naturale continuazione della vita dopo la morte.

5)
Il soggetto morente può percepire prima o dopo la separazione, l'apparizione di persone già defunte (in molti casi famigliari), che lo accolgono nella sua nuova dimensione. Normalmente il soggetto reagisce positivamente alla cosa, ma in taluni casi, oppone resistenza e rifiuta l'accoglienza.

6)
Dopo la separazione corporale, il soggetto può provare un senso di euforia, gioia, benessere che lo portano a lasciarsi andare a tal punto che non vorrebbe piu' rientrare nel proprio corpo, malgrado l'osservazione eventuale di medici che tentano una rianimazione.

7)
Dopo la separazione, il morente può osservare spesse volte il cordone semifisico che collega i due corpi (così come nelle OOBE), e molto probabilmente è proprio il passaggio attraverso questo legame, la causa vera dell'Effetto Tunnel.

8)
Dopo la separazione, il soggetto ha la sensazione di avere perfettamente integro e sano il corpo parasomatico, anche se magari il corpo fisico è stato colpito da gravi malattie, incidenti o mutilazioni.

Fin qua comunque, malgrado questi 8 elementi, non significa che ci strova definitivamente di fronte a morte certa, in quanto eventuali rianimazioni possono riportare il soggetto nelle condizioni fisiche normali e riportarlo quindi alla vita. Ma quando però il legame di energia (il cosidetto Cordone Argenteo) si spezza, l'ambiente fisico lascia il posto ad un ambiente parafisco, popolato da cose ed eventi non facenti parte della comune realtà. Solo allora dunque si avrà la certezza di essere definitivamente "morti", oppure anche "rinati".
Questi 8 elementi inoltre, possono indicare anche che spesse volte la morte non è un processo istantaneo, ma può essere una cosa graduale e che in tanti casi può essere anche reversibile. Indicano altresì che normalmente la morte in sé stessa inizia con esperienze extracorporee, come anche nei casi di OOBE, durante le quali il soggetto può osservare direttamente tutti gli altri elementi; conescere anticipatamente lo svolgersi di questi fatti potrebbe aiutare ad approcciare diversamente il tema della morte, quando se ne presenterà il momento.

I Lama tibetani quando si rivolgono ai morenti, danno direttamente indicazioni e istruzioni per orientarsi nella nuova dimensione, e fra i loro suggerimenti, sono presenti anche gli 8 punti discussi in questa sede. Le differenze sostanziali sono che la religione tibetana, a differenza della nostra, ha sempre tenuto in considerazione questi aspetti legati alla morte-rinascita; la nostra religione invece è molto piu' evasiva e si limita ad accennare al distacco dalla vita terrena, fino all'ingresso nel "Paradiso", tralasciando di citare tutti gli effetti collaterali.
In aggiunta agli elementi citati, si può affermare inoltre che un aiuto supplementare nella conoscenza dei casi di morte, può venire anche dalla ricerca propria tramite OOBE ed anche da quella relativa alla reincarnazione, che possono integrare e completare l'aspetto vero e proprio della questione.
Fabrizio Rondina
04 agosto 2007