| Ricevitore VLF (versione 2) |
Sottosezione Sperimentale
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MONITORAGGIO IN ELF-VLF
Caratteristiche tecniche della stazione ricevente:
l'apparato ricevitore VLF principale è costituito dal un amplificatore molto sensibile a fet con
banda passante da 0 Hz a 70 khz. Il precedente apparecchio invece è un semplice preamplificatore
di segnali a transistor NPN.
Antenne e Differenze:
La prima è una semplice antenna stilo della lunghezza di mezzo metro (vedi foto sotto) utilizzabile
per l'apparecchio a fet chè è molto sensibile, l'altra è invece un’antenna a quadro, dal lato di 2
metri, appositamente progettate e costruite dal nostro ricercatore. Insieme a queste apparecchiature
vengono utilizzati dei computer che grazie all'utilizzo di software dedicati sono in grado di
produrre degli spettrogrammi.
Motivazioni e studi effettuati:
La possibilità di effettuare radioascolto esplorando diverse bande di frequenza rappresenta
una delle attività più interessanti per i radioamatori. Oltre alla ricezione "classica" di
segnali modulati esiste la possibilità di effettuare interessanti lavori di ricerca nella parte bassa
dello spettro radio utilizzando mezzi relativamente modesti ed economici, con largo spazio per la
fantasia e l'autocostruzione. Nella letteratura elettronica hobbistica sono recentemente apparsi
articoli che trattano l'argomento "radionatura", stimolati da alcuni progetti di collaborazione
tra centri di ricerca ufficiali (come, ad esempio, la NASA) ed i radiodilettanti di tutto il
mondo (vedi progetto INSPIRE).
Sulla natura e sui meccanismi che danno luogo a questo tipo di radioemissioni: tali segnali
sembrano legati ad eventi di ionizzazione più o meno casuali della parte più esterna
dell'atmosfera terrestre. E' facile verificare come l'innescarsi di un fenomeno di ionizzazione
possa produrre radiazione elettromagnetica di una certa importanza: é sufficiente avvicinare un
apparecchio radio ad un tubo fluorescente ed ascoltare dall'altoparlante il forte crepitio con
aumento del rumore di fondo. Lo spazio compreso tra la superficie terrestre e la ionosfera si
comporta come una guida d'onda per questi segnali che, a causa dello strato riflettente ionizzato
rimangono confinati all'interno dell'atmosfera. Per un analogo effetto che si verifica sotto la
crosta terrestre, a profondità comprese tra circa 2 e 15 chilometri, i segnali ELF-VLF possono
propagarsi facilmente anche attraverso il terreno e sott'acqua. Sono note ai radioamatori le
emissioni in gamma VLF della rete americana Omega (10.30¸13.60 kHz) utilizzata per il
sistema di localizzazione dei sommergibili in navigazione.
Numerosi segnali di origine naturale
sono ricevibili in questa banda. I più comuni sono le scariche elettriche che si originano dai
temporali: queste, se registrate con un sistema audio, danno luogo a tutta una serie di suoni
(codificati in un caratteristico vocabolario di "radionatura") di breve durata a frequenza
variabile. L'evento impulsivo della scarica elettrica origina un sibilo con frequenza decrescente
a causa del fenomeno di diffrazione ionosferica che si presenta con caratteristiche dispersive.
Spesso rumori assai intensi sono dovuti a scariche atmosferiche avvenute in luoghi molto
distanti (anche agli antipodi, nel punto geomagnetico coniugato sulla stessa linea di forza del
campo magnetico terrestre) rispetto all'osservatore. Le ore migliori per la registrazione sono
quelle notturne mentre la loro ricorrenza sembra essere proporzionale anche al numero di
macchie solari presenti al momento dell'osservazione.
Il motivo principale che ci ha condotto alla costruzione e all'attivazione delle 2 stazioni riceventi
ELF-VLF é la necessità di studiare i fenomeni elettromagnetici presenti nelle nostre zone, ove
spesso si verificano le anomalie da noi fotografate (vedi sezione foto UOR).
Tra i motivi vi sono anche i fenomeni in frequenza presenti all'interno dei cerchi nel grano, in
quanto sembrerebbe che ogni formazione possieda una frequenza differente, che rappresenterebbe il
preciso messaggio impresso all’interno del cerchio.
Sul sito http://www.loscrittoio.it/ che vi consiglio di visitare, possiamo tra l'altro leggere
alcuni lavori dedicati agli studi condotti nel campo radio delle onde lunghe (VLF), come ad una
delle più recenti ipotesi di studio: la connessione fra l'apparizione delle luci e la densità
elettronica nell'alta ionosfera. In effetti questa ipotesi è una delle poche in cui si riscontra
una connessione (anche temporale) fra il Fenomeno Hessdalen ed un altro fenomeno fisico
misurabile.
La prima Missione EMBLA 2000 aveva come scopo primario l'acquisizione di dati nel campo ottico ma
vi fu anche la prima registrazione di dati VLF condotta col ricevitore ELFO dedicato alle
frequenze radio da 1 a 16 kHz, connesso a due antenne a quadro, dal lato di 2 metri,
appositamente progettato e costruito dai Ricercatori del Radio Osservatorio del C.N.R. di
Medicina, in seguito alla proposta di campionare il rumore elettromagnetico in VLF allo scopo
di identificare quello definibile come standard, in maniera tale da rilevare se una qualche
anomalia dovesse insorgere prima, durante o dopo l'apparire di un Fenomeno di Hessdalen.
Secondo quest'altra idea, proposta da Massimo Teodorani, non si esclude che queste luci abbiano una parte
della loro vita che non è visibile ai nostri occhi in quanto sacche di energia entrocontenuta.
Fino a quando queste sacche non disperdono l'energia dal loro interno, queste restano non
rilevabili otticamente. Per verificare questa ipotesi è stato proposto un sistema di rivelazione
indiretto, basato sull'influenza che queste sacche produrrebbero nel campo elettromagnetico VLF
locale al momento del loro transito e rilevabile dalle antenne costruite dai Ricercatori del CNR
di Medicina (Bologna).
Come avrete avuto modo di constatare, di buoni propositi per iniziare questa ricerca in banda ELF-VLF ce ne sono
abbastanza. Confidiamo in una prima analisi complessiva dei dati per la prossima primavera.
Tiziano Arena
HWH 22, settore Apparati di Ricerca
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