UNO SPAZIO A MISURA D'UOMO
STORIA
Nella corsa allo spazio Russi e Americani furono costretti a utilizzare inizialmente vettori poco
potenti che obbligarono le due superpotenze a dotare i loro cosmonauti e astronauti di capsule
molto piccole.
Ricordiamo ad esempio le VOSTOK russe e le MERCURY americane che potevano ospitare all'interno
solo un uomo.
Le cose non cambiarono fino agli anni ottanta quando gli USA costruirono gli SHUTTLE con una
cabina molto ampia che permette agli astronauti di muoversi liberamente in uno spazio
relativamente ampio.
Prima della MIR russa gli USA utilizzando il terzo stadio del SATURNO V riuscirono a creare un
primo laboratorio spaziale in cui i loro astronauti potevano lavorare nello spazio in un ambiente
confortevole.
Nel 1990 i Russi iniziarono la costruzione della MIR la prima STAZIONE SPAZIALE.
Era costituita da moduli cilindrici di grandi dimensioni che erano collegati tra loro e
permettevano ai cosmonauti di vivere per molti mesi nello spazio in condizioni di relativa
comodita'.
Per finire nel 2000 e' iniziata la costruzione di una grande STAZIONE SPAZIALE i cui moduli
sono realizzati da USA, RUSSIA e ITALIA.
Questi moduli sono esternamente di forma cilindrica ed internamente hanno l'habitat a sezione
quadrata o rettangolare.
Non disponendo tuttavia gli USA ancora di SHUTTLE di seconda generazione o i RUSSI di vettori
di grande potenza quali i SATURNO V o gli N1 utilizzati alla fine degli anni sessanta per
inviare l'uomo sulla LUNA, le dimensioni di questi cilindri non superano i 4.5 metri di diametro
esterno che si riduce a non piu' di 3 metri per 2 per una lunghezza massima di 6 metri.
Quindi una cubatura massima di circa 36 metri cubi.
Non molto se consideriamo che una stanza di una abitazione misura mediamente 4 metri per 4 per
3 ossia 48 metri cubi ossia circa del 35 per cento maggiore.
Come ovviare a questo problema ?
La forma CILINDRICA non permette un ampliamento dello spazio interno.
Moduli di forma triangolare, quadrata o ESAGONALE si'.
Tra le 3 tipologie la piu' razionale e di facile assemblaggio e' quella ESAGONALE.
La soluzione di stipare strumenti, viveri e apparecchi di sopravvivenza alla base dei MODULI
permette di ampliare e semplificare la parte abitabile.
Un MODULO ESAGONALE di 2.20 metri di lato e lungo 8 metri (6 escludendo le basi) da uno spazio
iniziale di circa 48 metri cubi ma 6 MODULI disposti a raggiera possono dare uno spazio totale di
336 metri cubi.
Questa soluzione comunque e' una delle tante che un MODULO a sezione ESAGONALE permette potendosi
ampliare sia sui LATI che sulle BASI.
Per es. con 18 lanci e' possibile assemblare una STAZIONE SPAZIALE a 3 LIVELLI con una cubatura
di circa MILLE metri cubi.
VANTAGGI
Come si puo' facilmente intuire questa adattabilita' dei MODULI ESAGONALI porta numerosi vantaggi
per una STAZIONE SPAZIALE o una ASTRONAVE INTERPLANETARIA.
Innanzi tutto da un punto di vista STRUTTURALE essendo piu' compatta e meno pericolosa in caso
di sollecitazioni improvvise e impreviste.
Secondariamente da un punto di vista PSICOLOGICO per gli UOMINI che la abitano e vi lavorano.
Un habitat simile a quello in cui vivono sulla TERRA la rende piu' adattabile per trascorrervi
lunghi periodi di tempo.
Una rotazione impressa alla SS permette la creazione di una microgravita' che la potrebbe rendere
ancor piu' accogliente riproducendo una condizione naturale per l'UOMO.
FATTIBILITA'
Non vi sono problemi particolari in quanto i materiali con cui sarebbe costruita sono gli stessi
che vengono utilizzati per i MODULI CILINDRICI.
Nel caso di una soluzione radiale (SEI MODULI) tra l'altro si avrebbe la possibilita' di inviarla
in un'orbita piu' alta in quanto i MODULI avrebbero solo 3 pareti laterali invece di 6.
Una volta costruiti i MODULI potrebbero essere lanciati sia da SHUTTLE che da vettori tipo TITAN3
modificati.
Dopo essere stati parcheggiati in orbita sarebbe sufficiente uno SHUTTLE per assemblarli in una
settimana.
Nel caso di un utilizzo di voli interplanetari l'unica variante sarebbe il MODULO di atterraggio
sul PIANETA che richiede l'apporto di modifiche strutturali e l'aggiunta di serbatoi di propellente
per la discesa e la risalita.
Eventualmente superfici alari nel caso si intenda 'planare' invece di frenare la discesa con razzi
e paracaduti.
GENESI
L'idea di una struttura particolare per le STAZIONI SPAZIALI e' nata dopo aver visto una dozzina
di anni fa i progetti che venivano proposti dalla NASA per la futura ISS.
Essendo ghiotto di miele associai subito la forma ESAGONALE delle celle dell'alveare a quella
ideale per dei MODULI alternativi a quelli CILINDRICI proposti da USA e CCCP.
Nel corso di questi anni ho sviluppato e adattato l'idea originaria alle necessita' e alle esigenze
di adattarle ai VETTORI utilizzabili sia RUSSI che AMERICANI.
I MODULI hanno dei sistemi di aggancio semplici ed affidabili e strutture di facile costruzione.
Naturalmente nel caso di nuovi e piu' potenti vettori sarebbe possibile o costruire MODULI di
dimensioni maggiori o lanci di piu' MODULI della prima generazione.

VARIAZIONI SUL TEMA
Questi MODULI hanno due soluzioni alternative per un uso TERRESTRE.
1) MODULI DI SALVATAGGIO
Nel caso specifico avrebbero una dimensione leggermente ridotta per renderli trasportabili via
terra su strada o treno pur mantenendo la possibilita' di connessione tra loro e piu' leggeri
e robusti per poterli utilizzare come capsule di salvataggio in caso di alluvioni, inondazioni,
maremoti,terremoti etc
I materiali sarebbero piu''poveri' ossia meno costosi per poterli rendere di facile acquisizione
da parte di tutti.
Alla fine sarebbero meno costosi di un'auto di media cilindrata e non richiederebbero particolari
manutenzioni.
Per i privati che possiedono un terreno richiederebbero uno spazio di soli 10 metri quadri per
ogni singolo modulo.
In alternativa nelle citta' si potrebbero costruire dei SILOS per chi lo vuole avere a
disposizione in pochi minuti.
2) MODULI ABITATIVI TERRESTRI o MARINI
Un grande vantaggio di costruire edifici di questa FORMA e' quello di una maggiore godibilita'
del SOLE rispetto ad un'abitazione tradizionale che ha normalmente solo il 25 per cento di
finestre che danno sull'esterno.
A secondo della tipologia modulare nel caso dei MODULI esagonali si va' dal 50 al 100 per cento.
Nel caso di quelli MARINI si possono avere due casi:
a) di SUPERFICIE
b) SOMMERSI
Naturalmente per questi ultimi si dovrebbero usare materiali speciali a secondo della pressione
che verrebbe esercitata in funzione della profondita'.
Alberto Pilolli
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Le FOTO 2, 3 e 4 mostrano il completamento della prima stazione spaziale:
Con soli 3 lanci e'possibile assemblare una SS di volume pari a 7 volte il MODULO UNITARIO.
Con le normali procedure la NASA puo' solo assemblare 3 MODULI MONOVOLUME.
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Alberto Pilolli presenta il modulo spaziale MOSHES 1 durante la relazione del 19 ottobre 2002 al meeting di VERONA

Un modulo polivalente per qualsiasi alluvione!
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