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Il colore degli ORBS
Dopo aver letto alcuni articoli molto interessanti, pubblicati sull'ottimo sito di HWH22 e riguardanti il
fenomeno degli ORBS, ritengo opportuno esporre alcune osservazioni aggiuntive.
Definizioni:
A beneficio di coloro che non avessero nozioni precise al riguardo, ricordo che gli ORBS altro non sono che
sfere luminose di dimensione variabile, sfere che molto spesso appaiono nelle moderne fotografie.
Tali sfere sono ottenibili anche alla luce normale del giorno, ma risaltano maggiormente se illuminate
dall'intensa luce del flash.
La ricerca nel campo fotografico paranormale, è molto lontana dall'essere considerata conclusa o svelata: gli
articoli pubblicati sulla rete, anche da valenti ricercatori, sono molto più pieni di domande che di risposte, di
ipotesi che di tesi, di dubbi piuttosto che di certezze.
Il colore degli ORBS:
In questo articolo, io cercherò di concentrare l'attenzione su di un aspetto particolare del fenomeno, del
quale poco è stato scritto e molto solamente accennato: il COLORE DEGLI ORBS.
Il punto di partenza:
La Relatività Generale, teoria del grande Albert Einstein, ha avuto conseguenze straordinarie e sorprendenti
sulla nostra vita e sul senso comune; tali conseguenze sono ormai note dal 1916, anno della sua
pubblicazione.
L'effetto Doppler-Einstein.
Quello che ho descritto sopra c on parole povere, ma spero con chiarezza, altro non è che l'effetto Doppler-Einstein.
Navigando sulla rete, ho letto articoli e visitato siti che parlavano di RED SHIFT e BLUE SHIFT:
spostamento verso il rosso e verso il blu, rispettivamente.
Un'ipotesi suggestiva:
E' possibile applicare una sorta di effetto Doppler-Einstein anche agli ORBS ?
Conclusioni.
Se questa teoria fosse vera, carissimi lettori, ricercatori ed amici, avremmo la prova scientifica che gli ORBS
sono reali perché dotati di movimento proprio !
Ai posteri l'ardua sentenza !
Addendum:
Dopo circa due anni di sperimentazione nel campo della fotografia paranormale, ho maturato la convinzione
che gli ORBS occupano uno strato o livello molto vicino al nostro mondo materiale.
Danilo B. - HWH 22
a cura di Danilo B. (HWH 22)
marzo 2010
Premessa:
Essendo iscritto da poco al Gruppo HWH22, sento il dovere morale di dare il mio modesto contributo ad una
ricerca che coinvolge un numero sempre maggiore di appassionati e studiosi di ogni genere: la fotografia
paranormale, con tutta la sua fenomenologia correlata: ORBS, BOLS, ROD ecc.
Il fenomeno degli ORBS è sicuramente uno dei più frequenti e diffusi nei moderni sensori digitali, ma è
presente anche sulle pellicole tradizionali ed è ancora ben lungi dall'essere considerato risolto, ovvero
spiegato in modo rigorosamente scientifico.

All'interno di esse è spesso visibile un altro cerchio o sfera concentrica minore, più piccola di quella esterna
e forse è per questo motivo che ORBS in inglese è l'acronimo di ORBITAL REDUCTION BALL SHINE
(sfera luminosa ad orbitale ridotto).

Perché mai allora, il colore degli ORBS dovrebbe essere importante ?
Per diversi motivi: prima di tutto per l'analisi statistica del fenomeno, ovvero per capire quanti oggetti ORBS
tendono a colorarsi in un certo modo piuttosto che in un altro: si potrebbe trovare un colore dominante ed un
altro più raro ecc.; secondariamente perché io penso che il colore abbia una valenza scientifica piuttosto
importante.
Cercherò di chiarire questo concetto fondamentale.
Ques to è il mio punto di partenza, lo starting point.
Per me la Relatività è solo un pallido ricordo degli studi iniziati negli anni '70, ma i concetti sono rimasti
scolpiti nella mia mente e nella mia memoria: tutta la teoria relativistica si basa sul concetto di invarianza
della velocità della luce, la quale si propaga sempre alla velocità di circa 300.000 km/sec.
Se due calciatori correndo alla velocità di 30 km/h, dovessero scontrarsi frontalmente, la velocità relativa
sarebbe la somma delle s ingole velocità: 60 km/h (e sarebbe un scontro abbastanza doloroso).
Se due osservatori inerziali potessero viaggiare nel cosmo alla veloc ità della luce, ovvero a c, uno verso
l'altro, la loro velocità relativa sarebbe sempre uguale a c: 300.000 km./sec !
Questo concetto è alla base della teoria relativistica e mentre la Relatività Ristretta regola i rapporti fra la
Materia e la sua Energia Intrinseca, la Relatività Generale viene applicata alla gravitazione.
Supponiamo che i nostri osservatori inerziali, durante il moto di avvicinamento reciproco, avessero in mano
una torcia di luce bianca: come vedrebbero la luce di uno rispetto all'altro ?
Questo punto è veramente cardinale: i due vedrebbero una luce di colore variabile fra l'azzurro ed il violetto,
a seconda della velocità.
Supponendo che i nostri osservatori vengano accelerati in modo costante dalla quiete verso c, velocità della
luce, il colore delle torce sarebbe, per loro, variabile dal bianco verso l'azzurro, il blu, l'indaco ed infine il
violetto.
Eviterò accuratamente di descrivere l'impatto fra gli osservatori, supponendo che la loro rotta non s ia di
collisione...
Per contro se i due osservatori si allontanassero a velocità crescenti e relativistiche, la loro torce bianche
assumerebbero i colori arancione, giallo, rosa e così via verso il rosso...
Questo straordinario effetto è molto noto ad astronomi ed astrofisici: grandi osservatori del cielo, di galassie,
ammas si di stelle, ma anche di stelle singole nane o giganti, azzurre o rosse, stelle che si avvicinano e si
allontanano rispetto alla nostra postazione terrestre.
Dunque, ricapitolando: se una sorgente luminosa si allontana dal nostro punto di osservazione, il suo colore
tende a virare verso il rosso; se si avvicina tenderà ad assumere un colore vicino al blu (o al violetto).
Questa domanda è piuttosto logica, ma la risposta è tutt'altro che scontata !
Un oggetto ORBS che viene illuminato dalla sorgente del flash e la sua luce di ritorno, va ad impressionare
un sensore o una pellicola, trasformandosi chiaramente in sorgente luminosa.
Ora cerchiamo di capire sperimentalmente, se il colore degli ORBS rilevati dalle moderne fotocamere,
potrebbe variare oppure rimanere costantemente lo stesso.

Ecco il risultato finale della mia speculazione: senza avere la presunzione di
aver scoperto una realtà extra-sensoriale, (fatto che sarebbe anche comico!),
possiamo affermare che i colori degli ORBS sono variabili dal rosso al
violetto, passando per l'arancione, il giallo, il verde, l'azzurro ed il blu.
E questi altro non sono che i colori dello spettro elettromagnetico.
Su questa falsariga, è dunque possibile stabilire che gli ORBS tendenti al
rosso si allontanano, mentre quelli tendenti all'azzurro si avvicinano
all'osservatore, il nostro fotografo ricercatore!
E non è finita qui: come sempre la teoria e la pratica hanno svariati collegamenti.

Osservando la foto riportata a sinistra e scaricata dal sito HWH22, vediamo
come il colore del bordo a sinistra è visibilmente diverso da quello di destra:
nel primo caso tende all'azzurrino, mentre nel secondo tende al giallo chiaro.
Se l'ipotesi da me suggerita fosse valida ed applicabile al RED & BLUE
SHIFT relativistico, allora dovremmo concludere che l'oggetto riportato nella
foto è in rotazione !
E qualcosa che ruota deve per forza avere una massa !
E se gli ORBS hanno massa, perché non cadono sotto la forza di gravità ?
Ai contemporanei la ricerca !
Altro non sono che punti o granuli di uno schermo immediatamente vicino alla nostra dimensione spazio-temporale.
Ma, allo stesso tempo, sono limitrofi di un altro schermo parallelo, più profondo, che contiene oggetti o esseri
ancora meno materiali: uno strato ancora più distante dalla nostra dimensione.

Questa foto, scattata nel Duomo di Milano il 10/07/2008, dovrebbe
spiegare questo concetto in modo soddisfacente; in essa si possono notare due ORBS luminosi: in alto a destra ed
in basso a sinistra; nella parte inferiore destra si intravede anche un forma luminosa di cui lascio ad ognuno una libera
interpretazione.
Quello che è interessante notare, è ciò che appare "dietro" all'ORBS inferiore sinistro.
Una forma oscura che sembra assumere la sembianza di un volto umano: ancora una volta lascio al lettore
qualsiasi libera interpretazione, perché la realtà è oggettiva, mentre la sua interpretazione potrebbe essere
soggettiva.
Tuttavia l'analisi deve proseguire: se gli ORBS sono generati dalla luce del flash e conoscendo la distanza massima di
illuminazione del medesimo, allora l'ORBS dovrebbe trovarsi ad una distanza massima di otto metri.
Avremmo dunque due schermi o livelli: il primo vicino all'osservatore, il secondo molto più distante.
E forse, alle spalle di quest'ultimo, un terzo livello ancora non visibile a causa delle elevate imprecisioni
tecnologiche e della bassa risoluzione fotografica.
Il continuum spazio-temporale prosegue dimensione per dimensione, strato dopo strato, fino al punto in cui
l'energia è massima e la materia minima, tendente a zero.
Sono sicuro che un giorno potrò addentrarmi in questo grande mistero.
Marzo 2010