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SHUTTER ISLAND
1954, due agenti federali, Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) e il suo collega sono inviati nell'ospedale psichiatrico di Ashecliffe, dalle autorità di polizia, al fine d'indagare sulla misteriosa scomparsa di una delle degenti più pericolose, rinchiuse nell'istituto.
Sarebbe un perfetto film poliziesco-investigativo, magistralmente diretto ed interpretato, dove le istituzioni, per mezzo dei loro uomini, sono chiamate a risolvere l'ennesimo caso di persona scomparsa, o missing, in un'intricata serie di scene d'azione e flashback che alimentano la curiosità dello spettatore che, solo alla fine, ne capisce l'intero significato…ma siamo sicuri che il vero significato della pellicola cinematografica sia così chiaro e lampante per tutti come da copione ?...
Noi vogliamo esserne certi dandovi, come al solito, elementi e nozioni extra di riflessione, quindi, allacciate le cinture, abbiamo appena staccato il vostro biglietto per un viaggio gratuito all'interno della mente umana.
M.Scorsese, uno fra i migliori registi di tutti i tempi, c'indica come ambientazione temporale del film l'anno 1954, ed è proprio da questa data che il nostro viaggio ha inizio.
L. Festinger, psicologo e sociologo statunitense, nel 1954, elaborando la teoria del confronto sociale, asserisce che, suddividere la realtà, in un numero maneggevole di categorie, non ci permette solo di ordinarla e capirla, ma anche di definire chi siamo; Noi, infatti, non classifichiamo solo gli altri, ma anche noi stessi, collocandoci in precise categorie nel tentativo di avere un'immagine di noi stessi dettata dal contesto sociale in cui siamo immersi più o meno coscientemente.
Festinger introdurrà, a tal fine, il concetto di dissonanza cognitiva per descrivere la situazione in cui credenze, nozioni ed opinioni, suscitate contemporaneamente nel soggetto, in relazione ad un tema, si trovano a contrastare funzionalmente tra loro, obbligando l'individuo, psicologicamente provato, ad eliminare o quantomeno ridurre la causa del contrasto stesso.
Esopo, scrittore dell'antica Grecia, d'altronde, aveva già ben espresso l'inconscio meccanismo umano del far tornare i conti mediante la favola de La Volpe e l'uva.
Una volpe, scrisse Esopo, risvegliatasi improvvisamente dal sogno nel quale era sul punto di acciuffare un succoso e magnifico grappolo d'uva, si accorge magicamente che il grappolo esiste realmente e dopo aver tentato invano, come in sogno, di assaporarlo, desiste affermando: « Tanto è ancora acerba ! ».
Anche M.H.Erickson, psichiatra statunitense, indagherà l'inespressa realizzazione di ciò che la maggior parte degli uomini considera impossibile, attraverso la metodologia ipnotica, di cui, proprio nel 1945, ebbe il privilegio di scriverne la prima definizione ufficiale sulla quattordicesima edizione dell'illustre enciclopedia britannica.
Erickson scoprì ed utilizzò, su pazienti e anche su se stesso, un metodo scientifico per comunicare con l'inconscio, che gli fece affermare, all'apice della carriera: « L'ipnosi non esiste, tutto è ipnosi ».
Ed è ancora nel 1945 che il celebre storico e filosofo P.M.Focault affermerà:« Mai la psicologia potrà dire sulla follia la verità, perché è la follia che detiene la verità della psicologia ».
Focault riprenderà, inoltre, come motivo ispiratore degli studi di tutta una vita, il termine greco episteme che, i saggi precristiani Platone ed Aristotele definirono mediante l'affermazione che:« Non sono i sensi né la razionalità a dare garanzia di verità, bensì l'intelletto intuitivo che consente di cogliere l'essenza della realtà, fornendo dei principi validi e universali ».
Proseguendo sugli spunti che Shutter Island offre si scopre che il disturbo di personalità multipla, dal quale sembra sia affetto il protagonista del film, identificato a livello internazionale, e per comodità, con il suo acronimo anglosassone MPD, viene indagato e documentato già agli inizi del 1800 con il caso di M.Reinolds che, senza alcun tipo di preavviso cadeva in un sonno profondo che si protraeva per diverse ore e dal quale si risvegliava, mostrando una personalità completamente diversa da quella di base, come se, due persone distinte si alternassero in lei, ognuna ignara dell'altra.
Si deve attendere l'inizio del 1900 per veder comparire nella letteratura medica il concetto di personalità multipla per opera del dottor M.Prince.
A questo punto, la scienza medica, che già aveva cominciato a stendere i primi testi accademici di pubblico dominio, s'imbatté nella problematica di assegnare un nome alle malattie mentali che destavano il proprio interesse, al fine di renderle inconfondibili tra di loro.
Ne deriva che, ancora oggi, una delle malattie più strane e particolari esistenti al mondo, viene chiamata in un modo dall'associazione degli psichiatri americani(APA), ovvero disturbo dissociativo d'identità (DDI) e MPD dalle associazioni professionali ed accademiche dei medici e degli ospedali statunitensi di concerto all'organizzazione mondiale della sanità (WHO) e ai centri di servizi d'aiuto e cure mediche statunitensi (CMS).
Diremo, per riassumere, che a livello scientifico non è stata fatta chiarezza sulla nomenclatura del fenomeno patologico, facendo sorgere, tra gli interessati all'argomento, l'amara sensazione di un gioco al rimpallo tra il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) e la classificazione internazionale delle malattie (ICD), dove, al posto delle sfere, vengono utilizzate le parole facendo leva sul significato ambivalente del termine anglosassone disorder e disease.
È giunto il momento di fare un passo indietro, imposto dai troppi acronimi finora citati ed incomprensibili ai più, dietro i quali potrebbe risultare, per gli esperti utilizzatori delle sigle, facile nascondersi come dentro un cavallo di Troia.
Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto anche con l'acronimo DSM, è uno degli strumenti diagnostici per disturbi mentali più utilizzati da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo, redatto per la prima volta nel 1952 dall'APA come risposta dei medici specializzati nell'area della psiche alla classificazione internazionale delle malattie già datata 1893.
L'edizione più recente del DSM classifica un numero di 370 fenomeni, tre volte quello della prima edizione, dopo aver sostituito nel tempo, dal suo vocabolario, termini quali infermità o malattia
con il più generico disturbo mentale, non pienamente comprensibile se adottato da uno strumento che deve supportare lo psichiatra nel diagnosticare una moltitudine di patologie virtualmente invalidanti e penalizzanti, nonché giustificativo di terapie farmacologiche dagli effetti collaterali potenzialmente devastanti.
Infatti, oltre ad essere un supporto diagnostico e terapeutico, il DSM è utilizzato anche nella costruzione di test e questionari psicologici impiegati attivamente, come discriminante, in molteplici ambiti, come ad esempio in quello militare, giuridico, istituzionale e assicurativo, utilizzato infine per valutare l'idoneità ad esercitare di uno psicologo in formazione.
A questo punto, per una nostra tranquillità personale, nonché per la fiducia riposta nelle scienze e nelle istituzioni, sarebbe quantomeno lecito chiedersi se i medici che lavorano alla stesura dell'ICD e gli psichiatri che redigono il DSM, medici anch'essi, non concordi sui termini da utilizzare per definire il fenomeno clinico documentato dell'MPD, siano almeno concordi nel definirne i criteri per fare diagnosi, un po'come chiedersi se il medico condotto sarebbe d'accordo con l'ortopedico che abbiamo una gamba rotta.
I criteri diagnostici utilizzati maggiormente in psichiatria, data la pochezza di segni rilevabili mediante indagini strumentali, quali ad esempio radiografie ed esami ematici, si basano su quiz e colloqui ma soprattutto sull'esperienza del professionista.
Diremo per analogia che, come una radiografia, mostrando un'anomalia nella continuità dello scheletro messo a nudo, conferma l'ipotesi clinica di frattura, da parte dell'ortopedico, allo stesso modo un test scritto a risposta multipla, mettendo a nudo le anomalie di pensiero del cervello umano, dovrebbe confermare l'ipotesi clinica di disturbo formulata dallo psichiatra.
Continuando il nostro viaggio, quindi, andiamo ad indagare come funziona il test per la diagnosi di un disturbo così grave che implica, tra i criteri diagnostici, la presenza di 2 o più identità distinte, ciascuna con i suoi modi relativamente costanti di percepire, relazionarsi e pensare, nei confronti di se stesso e dell'ambiente, che assumono in modo ricorrente il controllo del comportamento della persona, fino a condurla all'incapacità di ricordare le azioni compiute durante questi stati di coscienza alterati; La scheda di intervista per la diagnosi dei disturbi dissociativi(DDIS) si compone di 131 quiz a risposta vero o falso, o agree, che, prima di essere somministrata, impone al professionista di far firmare un consenso informato al soggetto, come nel caso di un intervento a cuore aperto, che arriva ad imporre dichiarazioni vincolanti riguardo il trattamento dei propri dati al fine di ricerca.
Premesso ciò che è stato detto finora, ci si aspetterebbe, da profani, di scoprire che, la diagnosi di un disturbo grave ed invalidante, qual è il DDI, imponga al professionista giorni di indagine del soggetto, consulenze ed analisi crociate riguardanti il questionario, e invece…sulle 131 domande sembrerebbero essere significative solamente le risposte date alla numero 120,121,122 e 123.
Troppo complicato, insomma, cerchiamoci un altro mestiere e non entriamo nel merito anche perché, se diagnosticato, un DDI o MPD, impone in taluni casi il ricovero coatto, o TSO, con limitazioni della libertà personale, che vanno dal ritiro della patente, a controlli domiciliari seriati a sorpresa da parte delle istituzioni preposte etc...
Cari viaggiatori, piaciuta o meno l'escursione compiuta sin d'ora, sarebbe giunto il momento, non fosse rimasto ancora aperto un dibattito accademico di fondamentale importanza, in cui le cinture di sicurezza si slacciano ed ognuno ritorna alla propria vita di sempre, avendo, quantomeno acquisito, in virtù delle nuove informazioni, certezze riguardo le scienze mediche e gli studi relativi il funzionamento del sistema di guida biologico più importante del nostro corpo, qual è il cervello, che ci permetterà altri viaggi "…nel cammin di nostra vita…" sicuri del fatto di poterlo ricalibrare al bisogno, ad opera di esperti indiscussi del settore.
Il sopraccennato dibattito accademico riguarda il quesito irrisoluto relativo la precisa collocazione anatomica delle disfunzioni cerebrali all'interno della scatola cranica, ovvero, dove le facoltà mentali, quali sono anche pensieri ed emozioni, siano riferibili alla struttura del cervello.
Nel tentativo paradossale di risolvere l'enigma del funzionamento cerebrale, i neurofisiologi, frenologi nell'800, non comprendono come al danneggiamento di certe aree cerebrali corrisponderebbe un trasferimento funzionale ad altre aree, accertato, tra gli altri, dal biologo P.Pietsch con i suoi discussi esperimenti sui primati eseguiti presso l'Indiana University.
Il paradosso, ovviamente, sta nei complicati studi e sperimentazioni, eseguiti nel tempo dal mondo accademico, al fine di spiegare come funzionano i più raffinati e microscopici costituenti del corpo umano che cadono, miseramente, in teorie contraddittorie e non conclusive, a proposito delle basilari ed istintive proprietà di cui ogni essere umano è naturalmente dotato … insomma dove risiedono e come funzionano le emozioni e i pensieri ? … a questo sembra non esservi spiegazione certa !
Premesso che il DSM risulta il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto il mondo e che i membri dei vari comitati scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e membri della APA, leggiamo, di seguito, cosa emerge da una ricerca effettuata dal centro per la scienza nell'interesse pubblico (CSPI) basata sulle informazioni finanziarie pubblicate sul sito Web dell'APA :
"…sono emersi diffusi conflitti d'interesse tra gli esperti incaricati alla supervisione della prossima edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, che dovrebbe essere completato nel 2012, derivante dalla scoperta che 16 dei 28 membri della task force, incaricata di produrre la quinta edizione del DSM, avrebbe connessioni finanziarie con industrie farmaceutiche o di attrezzature mediche."
A confermare un "dietro le quinte" da brivido, riportato da P.J.Caplan ecco, di seguito, le testimonianze di professionisti che hanno partecipato alle udienze per la stesura del DSM:
"I disturbi mentali vengono stabiliti senza una base e procedure scientifiche; Il bassissimo livello di sforzo intellettuale è sconvolgente. Le diagnosi vengono sviluppate tramite un voto a maggioranza, allo stesso modo in cui si ordinerebbe del cibo in un ristorante. Poi il tutto viene inserito in un computer"
"Stavano avendo una discussione su un criterio del disturbo da personalità masochistica e la moglie di B.Spitzer, assistente sociale e unica donna a fianco di Spitzer alla riunione, disse:« Io lo faccio spesso » e lui disse:« Ok, eliminalo »"
A « ...mi dica dottore come mai la mia mente è malata ? »
B « bèh non lo sappiamo realmente »
A « come è possibile che non lo sappiate ? »
B « è semplice, non abbiamo le idee chiare su cosa sia la mente »
A « e quindi ? »
B « bèh prenda questi farmaci e se non funzionano ne proveremo degli altri, ah, dimenticavo, bisogna segnalare che è malato e che prende dei farmaci, quindi se le tolgono la patente o altro, sappia che è per il suo bene »
A « mi sento un po' confuso dottore »
B « noi preferiremmo, disturbato, cominci a dare un nome alla sua condizione, l'accettazione è l'inizio della guarigione… »
Ebbene, turisti della mente, se fino ad ora avete distrattamente passeggiato senza vedere, raccogliete tutta la volontà che di scoprire nuove frontiere avete conservato, e cominciate a correre leggendo ciò che seguirà.
Una condizione che illustra in modo ottimale il potere della mente di influenzare il corpo, inteso come intero, è proprio l'MPD, dove, oltre a possedere degli schemi di sequenza delle onde cerebrali differenti, le sub personalità, degli individui che ne sono affetti, presentano una marcata scissione psicologica l'una dall'altra, come si nota nel personaggio di L.Di Caprio durante i repentini flashback presenti nella pellicola cinematografica.
È documentato che ciascuna personalità ha nome, età, ricordi, abilità e spesso stile di calligrafia, identità sessuale, origine culturale e razziale, talenti artistici, fluidità nelle lingue straniere e QI propri.
Ancor maggiormente degni di nota sono i mutamenti biologici che si verificano nel corpo di uno di questi soggetti quando cambia personalità dove spesso, un problema di salute appartenente ad una personalità svanisce misteriosamente quando un'altra prende il sopravvento.
Il dottor B.Braun dell'international society for study of MP, Chicago, ha documentato un caso nel quale tutte le sub personalità del paziente erano allergiche al succo d'arancia, tranne una.
Se l'uomo beveva succo d'arancia quando una delle personalità allergiche era in posizione di controllo, veniva afflitto da una terribile irritazione, ma, se subentrava la personalità non allergica, l'irritazione iniziava a svanire all'istante e il paziente poteva bere succo d'arancia liberamente.
La dottoressa F.Howland, psichiatra di Yale specializzata nel trattare soggetti con MPD, riferisce un caso ancora più singolare circa la reazione di uno di essi alla puntura di una vespa.
Nel caso in questione, l'uomo si presentò all'appuntamento con la Howland avendo un occhio completamente gonfio e quasi chiuso a causa di una puntura di vespa e rendendosi conto che aveva bisogno di assistenza medica, la dottoressa chiamò un oftalmologo.
Sfortunatamente, all'oftalmologo sarebbe stato possibile visitarlo solamente un'ora più tardi, e poiché l'uomo provava un forte dolore, la Howland decise di tentare qualcosa.
Emerse il fatto che uno dei personaggio alterni del paziente era una personalità anestetica che non provava assolutamente nessun dolore.
La Howland fece prendere a questa personalità il controllo totale del corpo, ed il dolore cessò.
Ma accadde anche qualcosa d'altro.
Quando l'uomo arrivò al suo appuntamento con l'oftalmologo, il gonfiore era sparito ed il suo occhio era tornato alla normalità e vedendo che non vi era più bisogno di curarlo il medico lo mandò a casa.
Dopo un po', la personalità originale dell'uomo tornò, insieme al dolore ed al gonfiore, obbligandolo a recarsi nuovamente dall'oftalmologo per essere finalmente curato, sicché l'oftalmologo ignaro del disturbo mentale presente telefonò alla dottoressa Howland pensando che il tempo gli stesse facendo degli scherzi; La Howland rise.
Le allergie non sono le uniche cose che questi individui possono attivare e disattivare.
Se vi era qualche dubbio sul fatto che al controllo della mente inconscia sfuggano gli effetti dei farmaci, dopo aver letto di alcune esperienze documentate, i dubbi come per magia si dissolvono.
Uno di loro se ubriaco, può istantaneamente divenire sobrio.
Diverse personalità reagiscono anche in maniera differente a svariati tipi di farmaci.
Braun registra un caso in cui 5 milligrammi di Diazepam, un tranquillante, sedarono una personalità, mentre 100 milligrammi ebbero un effetto nullo su di un'altra.
Spesso una o parecchie personalità di ciascuno di questi individui è infantile, e se viene somministrato un farmaco ad una persona adulta nella quale prende successivamente il controllo la personalità infantile, la dose per il bambino può essere troppo forte ed avere effetti tossici.
È talvolta difficile anestetizzare alcuni affetti da MPD con tanto di resoconti riguardo a persone di questo tipo risvegliatesi sul tavolo operatorio dopo che una delle loro personalità, insensibile agli anestetici, aveva preso il sopravvento.
Altre condizioni che possono variare da personalità a personalità, includono cicatrici, segni di bruciature, cisti e l'essere mancini o destrimani.
L'acutezza visiva può differire ed alcuni di questi soggetti devono portare con sé due o tre tipi d'occhiali diversi, una personalità può essere daltonica ed un'altra non esserlo, perfino il colore degli occhi può variare e vi sono casi di donne che hanno due o tre cicli mestruali al mese perché ciascuna delle loro sub-personalità ha il proprio ciclo.
La patologa del linguaggio C.Ludlow ha provato che la struttura vocale d'ogni personalità è diversa, una prodezza che richiede un cambiamento fisiologico, talmente profondo, che nemmeno l'attore più abile sarebbe in grado di attuare mascherando la propria struttura vocale.
Una donna affetta da questo disturbo, ricoverata in un ospedale per diabetici, sconcertò i dottori non mostrando alcun sintomo perchè una delle sue personalità, non diabetiche, aveva preso il sopravvento durante la degenza.
Vi sono resoconti su casi d'epilessia variabile in base ai mutamenti di personalità, fino ad arrivare ad affermare, a detta dello psicologo R.A.Phillips Jr. che perfino i tumori possono comparire e scomparire (non specificando però quali tipi).
I soggetti con MPD tendono a guarire più in fretta rispetto ad altri con parecchi casi documentati di ustioni di terzo grado guarite con rapidità straordinaria.
Cosa ancora più strana, una ricercatrice, la dottoressa S.Dorsett, asserisce nel libro Sybil, che queste persone non invecchiano alla stessa velocità delle altre persone.
Come sono possibili simili cose?
In un recente convegno sull'MPD, una donna affetta da questo disturbo di nome Cassandra fornì una possibile risposta attribuendo la sua capacità di rapida guarigione sia alle tecniche di visualizzazione che pratica, che a qualcosa che lei definisce elaborazione parallela, dicendo che, secondo la sua esperienza, le sue sub-personalità, anche quando non in controllo del proprio corpo, sono comunque consapevoli, permettendole di pensare simultaneamente su canali diversi e persino di dormire mentre altre personalità preparano la cena e puliscono casa; Di conseguenza, mentre le persone normali praticano esercizi di visualizzazione curativa due o tre volte al giorno, Cassandra li compie di continuo, dicendo di possedere una personalità, dal nome Celese, che possiede una conoscenza approfondita di anatomia e fisiologia, la cui sola funzione è di passare ventiquattro ore al giorno meditando ed immaginando benessere per il proprio corpo, ed è, dice, grazie a questa attenzione a tempo pieno per la sua salute che Cassandra gode di una condizione vantaggiosa rispetto alle persone normali.
Altri di questi individui hanno fatto simili affermazioni.
Siamo profondamente radicati nel considerare le cose ineluttabili, se abbiamo una vista cattiva, crediamo che l'avremo per tutta la vita, se soffriamo di diabete, non pensiamo nemmeno per un istante che la nostra condizione possa svanire con un cambiamento di umore o di pensiero.
Il fenomeno dell'MPD sfida questa convinzione e offre ulteriore prova di quanto i nostri stati psicologici possano influenzare la biologia del corpo.
Se la psiche di un individuo è una sorta di ologramma a immagine multipla, sembra che anche il corpo lo sia, e possa spostarsi da uno stato biologico all'altro rapidamente quanto il frullio di un mazzo di carte.
I sistemi di controllo, che devono essere a punto, per rispondere a simili capacità, sono sbalorditivi e fanno impallidire l'abilità di un chirurgo nell'eliminare o modificare una qualsivoglia parte del corpo umano.
La reazione allergica alla puntura di vespa è un processo complicato e sfaccettato e coinvolge l'attività organizzata di anticorpi, la produzione di istamina, la dilatazione e la rottura di vasi sanguigni, il rilascio eccessivo di sostanze immunologiche e così via.
Quali vie sconosciute d'influenza permettono alla mente di un multiplo di congelare tutti questi processi di colpo? Cosa permette loro di sospendere gli effetti di alcol e altre droghe nel sangue, o attivare e disattivare il diabete?
Al momento non lo sappiamo e dobbiamo consolarci con il semplice fatto che i soggetti, cosiddetti disturbati da MPD, se curati, con opportune terapie, certe o presunte, così da ricondurli ad una personalità unica, possono ancora effettuare questi spostamenti di personalità volontariamente, suggerendo che, da qualche parte nella nostra psiche, tutti abbiamo la capacità di controllare e manifestare quantomeno le cose cha abbiamo letto finora.
Un elemento di riflessione per ognuno di noi è pensare di sostituire il termine cose, nella frase precedente, con il più comunemente accettato sinonimo di miracoli, chiedendoci se non sia proprio la credenza stessa, di pensare che una cosa non scientificamente spiegabile sia un miracolo, l'impedimento alla sua manifestazione.
Le convinzioni auto o etero indotte, che siano, pare abbiano proprietà inimmaginabili su ciò che è, o almeno dovrebbe essere la nostra vita, addirittura il libero arbitrio stesso ne sarebbe minato alla base, a tal proposito, la popolazione delle isole Trobriand intrattiene liberamente rapporti sessuali prima del matrimonio senza metodi di contraccezione, nonostante la gravidanza prematrimoniale sia fortemente disapprovata, eppure, nonostante questo, le gravidanze prematrimoniali sono praticamente sconosciute sull'isola.
Del tutto simile è ciò che accade nel mondo civilizzato a quelle coppie che hanno tentato per anni di avere un figlio, infine, dalla disperazione, ne adottano uno ed ecco il tanto sperato concepimento che avviene nel giro di pochissimo tempo.
La paura di riuscire o no, ad esempio, come conseguenza delle nostre credenze, blocca le possibilità di realizzazione, come nella pandemia tubercolotica del secolo scorso, quando, non appena il dottor R.Koch, nel 1882, rese pubblica al mondo la scoperta della causa microbica della malattia, il tasso di mortalità calò improvvisamente da 600 a 200 persone su 100.000 nonostante sia occorso mezzo secolo per trovare una cura efficace.
Ancora un esempio, anni '50, il trapianto di reni era solo un'allettante possibilità fino a che un chirurgo di Chicago fece quello che sembrò essere un trapianto ben riuscito, dopo la pubblicazione dell'evento, altri medici eseguirono dei trapianti fino a che si scoprì che il primo trapianto eseguito era fallito, anzi era stato immediatamente rigettato dal corpo.
Dall'intervento di Chicago in poi, inaspettatamente, i tassi di successo dei trapianti d'organo si elevarono al di sopra di ogni aspettativa e la spiegazione a posteriori fu che non la bravura dell'operatore aveva trionfato, ma l'aspettativa di milioni di persone che avevano creduto nel suo operato; Ebbe così inizio l'era dei trapianti d'organo.
E ancora varie statistiche, documentate, parlano di complicanze nel parto e di problemi al nascituro in donne che non accettano la gravidanza, la possibilità sette volte superiore che una persona aggressiva ed ostile ha, rispetto alle persone tranquille e accomodanti, di morire a causa di problemi cardiaci, sistemi immunitari più forti in donne felicemente sposate rispetto a separate o divorziate, raffreddori più ricorrenti in pessimisti rispetto agli ottimisti etc…
Dopo aver letto degli incredibili studi sopra elencati, ci si potrebbe chiedere, qual è la spiegazione di tutto ciò e com'è possibile che la documentata casistica di questi fenomeni, così sostanzialmente lontani dalla scienza ufficiale, non sia resa nota al grande pubblico ed indagata al pari di quella conosciuta.
Non abbiamo spiegazioni certe, foglietti illustrativi o manuali d'utilizzo della nostra mente per capire come e fin dove si può arrivare con il nostro raffinato strumento, ma possiamo andare avanti ad informarci ed indagare su altri fenomeni.
Negli anni settanta, J.Schwarz, autore e conferenziere, sbalordì i ricercatori di vari laboratori statunitensi con la sua capacità di controllare intenzionalmente i processi biologici interni del suo corpo.
Durante le ricerche presso il Menninger Foundation, il Neuropsychiatric Institute della University of California ed altri ancora, Schwarz stupì i medici trapassandosi le braccia con enormi aghi lunghi sei pollici in assenza di sanguinamento, esitazione e modificazioni delle onde cerebrali beta, che, per intenderci, sono prodotte autonomamente dal cervello quando sentiamo male; Il signor Schwarz non sanguinò nemmeno quando gli aghi gli furono sfilati e le ferite si chiusero con rapidità straordinaria, riuscì a modificare a proprio piacimento la forma delle proprie onde cerebrali e non si procurò ustioni spegnendosi sigarette accese addosso o tenendo carboni ardenti fra le mani.
L'ipotesi che Schwartz fece, interrogato sulla propria autodisciplina, fu d'essere stato obbligato alla sopravvivenza ad ogni costo dalle estreme vicissitudini dei campi di prigionia, ove era stato detenuto durante la seconda guerra mondiale.
Un altro caso analogo arrivò all'attenzione dei ricercatori qualche anno prima, era il 1947 quando M.Dajo, durante spettacoli teatrali a Zurigo, subito interdetti, stupiva gli increduli osservatori facendosi trapassare il busto con un fioretto rimanendo impassibile ed illeso.
Fu così che un'equipe di medici chirurghi svizzeri, composta di N.Osjord, W.Brunner ed altri, volle sottoporre Dajo ad esami accurati radiografici, venti minuti dopo averlo trafitto nella sala conferenze della struttura ospedaliera, con l'intento di confermare l'avvenuta lesione degli organi interni.
L'equipe, dopo l'estrazione dell'arma, constatò scientificamente la restitutio ad integrum del corpo del Sig.Dajo, il che valse allo strano paziente l'essere citato nel libro Psi-Healing del fisico tedesco A.Stelter.
In finale, il film di M.Scorsese, come altri del resto, fornisce un esempio estremo, che invita lo spettatore a riflettere sulla difficoltà ancestrale che l'essere ha di comprendere se stesso.
La ricerca ostinata di un modello coerente che spieghi il fenomeno della vita e tutto quanto ad essa correlato, ha portato l'uomo, durante i secoli, con alcune eccezioni, a negare più o meno coscientemente di volta in volta ciò che lo destabilizzava, compreso se stesso.
Di recente, lo studio settoriale della mente umana è stato condotto cercando di spiegarne ogni singolo costituente ottenendo semplicemente dei frammenti incomprensibili.
Ed è proprio partendo dal retaggio di errori metodologici accademici che i ricercatori odierni si trovano a dover fare i conti con erronei preconcetti radicati.
Parlando di pellicole cinematografiche si spera che il famigerato lieto fine sia finalmente alle porte.
La frase "l'uomo non è contento se non complica le cose" sembra più d'ogni altra indicarci il finale più probabile.
L'MPD sarebbe, a giudizio di taluni, la materializzazione umana della possibilità estrema di accesso ad una realtà allargata che permetterebbe, senza ulteriori inutili ricerche, la comprensione omnia.
Ritornando al tema del film, gli scienziati e le istituzioni nell'erroneo tentativo di risolvere il problema della malattia mentale, commisero atrocità indicibili sui soggetti disturbati, quali l'asportazione di denti, tonsille, intestini ed organi genitali arrivando perfino a dare il premio Nobel ad E.Moniz, neurochirurgo portoghese, che per primo eseguì la lobotomia prefrontale come terapia sui cosiddetti malati irrecuperabili, fra i quali rientrerà, purtroppo, il personaggio interpretato da L.Di Caprio al termine del film.
Sarà proprio la malinconica risoluzione di Shutter Island a permetterci intuitivamente di comprendere che una rinnovata umanità, verso noi stessi, possa presto fare la differenza.
A tal proposito, concludiamo con un omaggio agli inguaribili fedeli del raziocinio, che chiedono a gran voce un'ulteriore tangibile prova del fatto che i miracoli esistono e sono alla portata di tutti, indicando come ultimo ma decisivo spunto di riflessione personale il noto fenomeno di seguito indicato...L'effetto placebo, documentabile sin dal 2000 a.C., costringe l'uomo con l'inganno ad attingere alle proprie straordinarie infinite possibilità.
"Gli uomini, da quella Verità che regge l'Universo con la quale essi comunicano nel modo più continuo e ininterrotto, da quella appunto essi si sono separati; e quelle cose nelle quali s'imbattono ogni giorno, quelle sembrano ad essi straniere"
Eraclito
"...placebo Domino in regione vivorum"
Sacra Bibbia, libro dei Salmi.
Autore: M. Gilli HWH 22
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